la giusta distanza

11 gen

Un bel film di Mazzacurati aveva un titolo che, potremmo dire, rappresenta la mia visione della vita: la giusta distanza. Che non significa, come pensano i talebani del libero pensiero nel libero mondo o nel linguaggio violento e sciatto degli ultra rivoluzionari, che non ho il coraggio delle mie idee,ma che mantengo sempre un difficile equilibrio tra razionalità e istinto.
Le grandi cause spesso porta la gente ad avere comportamenti assolutamente estremisti,piegati dal fatto di sentirsi superiori agli altri che non seguono la nostra idea del mondo. Spesso vengono accusati di avere questi comportamenti le persone che professano una fede o militano in un partito, io questa deriva la vedo anche nei difensori delle democrazie e libertà individuali. Quelli che partono con le crociate contro le religioni ritenendo folli,cretini,barbari,tutti i credenti, o quelli che vedono come dittatori e tiranni tutti quelli che preferiscono un sistema politico socialista, statalista, di condivisione,cooperazione sociale,piuttosto che le libertà individuali o di espressione,ritenute troppo fragili per essere veramente la soluzione a tutti i problemi del mondo.
In cosa credo io? Nella responsabilità sociale e individuale. La mia parola, il mio comportamento, le mie idee si confrontano con quelle degli altri. Nascono dibattiti,anche scontri vivaci,ma io non insulterò mai una persona perché diversa da me. Non sarò certamente io ,convinto di esser nel giusto e quindi portatore di verità e libertà, ad attaccare una persona che vive diversamente da me. Io parlo e discuto e mi assumo le responsabilità del come mi pongo con gli altri. Con lucidità, porto avanti le mie battaglie e mi confronto prima di tutto con i miei limiti, partendo dal fatto che non esiste un Io combattente della sacra causa contro le teste di cazzo,( almeno che non siano legaioli e fascisti,ma guardando bene nella base qualcuno che si convinca di dir cazzate magari lo trovi, basta cercare),ma io che mi confronto con gli altri.
I fondamentalisti di ogni tipo questa cosa non la comprendono mai. Non parlo solo dei peggiori,quei farabutti che usano una religione per uccidere,massacrare, eliminare gente che si permette di ironizzare, ( per me non proprio felicemente), su un’idea religiosa. Non si deve morire per queste cose,per mano di feroci e imbecilli assassini.
Detto questo non mancano i nostri fondamentalisti: quelli che vedono il male nella religione e i credenti come degli idioti , tutti. Quelli che reputano normale fare guerre per l’esportazione di democrazia senza contare i cosiddetti : danni collaterali. E chi sarebbero costoro? Civili. Cioè quelli che noi dovremmo salvare da feroci dittatori. Trovo deprimente come molti, tra i bianchi occidentali, considerino meritevoli di pianti, indignazione, orrore, solo le nostre morti. Tanto le vittime del fondamentalismo estremista islamico che quelle delle bombe per la democrazia valgono il nostro dolore. Sono innocenti che si ritrovano in mezzo a un gioco politico sporco.
Gioco politico ed imperialista che da tredici anni dovrebbe combattere il terrore e in sostanza è riuscito a creare un califfato tra Iraq e Siria, una stampa libera che ha sostenuto i terroristi in funzione anti gheddafiana e anti assadiana, ” i giovani ribelli”, errore commesso anche dagli ultra rivoluzionari alla cazzo di cane,” i rivoluzionari delle primavere arabe”, in realtà gli stessi assassini ignobili e da eliminare che hanno commesso atrocità a Parigi e non solo. A questi aggiungeteci i reazionari guerrafondai. Quelli che parlano di scontri di civiltà, che se la prendono con chi giunge sui barconi da noi, quelli che vomitano odio razziale, che straparlano di altre religioni e nazioni dall’alto della loro ignoranza, ( in ottima compagnia con certi estremisti dello stile occidentale), questi ultimi li disprezzo. Ripeto vadano a fare la loro guerra, invece che augurare morte e tragedia agli altri.

Si sono condotte con gli anni guerre a quei paesi che erano usciti dal colonialismo occidentale e si erano costituiti come stati laici. Certo nessuno dice che in quei posti regnasse l’armonia e la pace,ma d’altronde anche noi abbiamo avuto il nostro periodo di bombe e stragi di stato, di mafia,in alcuni posti basta esser neri che la polizia ti spara addosso,in altri per poter divorziare la donna deve aver il permesso del marito e del responsabile religioso e così via. Nondimeno credo che imperialismo e fanatismo religioso vadano di pari passo. Tanto che siamo da ben 13 anni in guerra e non se ne vede la fine.
Noi abbiamo la dorata chimera delle libertà. Proprio mentre te le tolgono e quelle importanti: quelle sociali. Davvero libero un uomo che non possa contare su un posto di lavoro fisso,sulla certezza di una casa, di istruzione e sanità pubbliche e garantite? Davvero libero un uomo che vive in attesa di cosa faranno i liberi mercati? Che vive in realtà dove pochissimi ricchi possono sottomettere masse amorfe?Non lo so.
Sicuramente penso che se dovessi prendere uno schiavo e gli dicessi: ” da domani puoi insultare me che sono il tuo padrone, puoi scriverlo sui giornali, urlarlo in piazza con i tuoi compagni di sventura”,a quel tizio starei donando una grande soddisfazione.Ma se quello mentre urla,si indigna,protesta,avesse ancora i piedi legati alle sue catene? Otterrei di aver un tizio convinto di esser libero e migliore degli altri che ancora stanno sotto un regime di assoluta repressione,ma le chiavi per la sua libertà ce le ho io. E decido del suo lavoro, lo rinchiudo nella sua capanna dello zio tom e così via.
Solo che queste cose noi imbevuti di abilissima propaganda non le comprendiamo. Viviamo forse sereni e soddisfatti? Siamo davvero così padroni delle nostre vite? Non penso.

Io non penso nemmeno, cambiando discorso, che vi sia una differenza fra liberi pensatori e no. Ti faccio un esempio: dal momento che accetto le linee di una religione o di un partito,io lo faccio in piena libertà. E mi sento liberissimo. Io per esempio, che non mi riconosco nel pensiero liberale, vivrei benissimo in un paese socialista ,anzi in un regime di socialismo reale. Benissimo e mi sentirei liberissimo. Per altri invece la libertà è la democrazia liberal-capitalista. Fanno bene a sostenerla se ne son fieri, fanno malissimo quando – e questo capita spesso- si sentono i tutori assoluti del bene . La cosa ironica è che sono convintissimi di lottare per la libertà di espressione e pensiero,quando non fanno altro che voler combattere la diversità di pensiero. Sono quelli che vi attaccano sul personale se doveste sostenere un’idea storica,politica, religiosa,diversa dalla loro. Manifestando quell’ipocrisia imperialista fatta di ricatti morali e intellettuali davvero sconfortanti.

Io invece vivo seguendo un pensiero preciso: non la libertà assoluta,totale,basata sull’egocentrismo infallibile di chi sta dalla parte giusta,ma la responsabilità sociale e individuale. Perché non penso mai con Io,ma con noi. Perché credo nella felicità e nel vivere a pieno la nostra vita non nelle somiglianze ,ma nelle diversità e non accetto nemmeno i piccoli fondamentalismi di chi vorrebbe insegnare a me la sua libertà da esportazione,( dimostrando che più che al pensiero dei grandi filosofi liberali,si rifacciano al take away delle pizze da trasporto), riconosco ogni mia singola responsabilità su ogni mia azione ,mia parola, mio modo di essere. Non ho il delirio del : io sono libero di fare questo e dire quello e tu zitto.Mi pare un atteggiamento di egocentrismo reazionario e fascista non tanto diverso dai legaioli
Ecco cominciare a chiederci quali siano i nostri limiti, quale le nostre responsabilità, non ritenerci invulnerabili e sempre nel giusto,comprendere che esistano altre vittime,altri massacri,altri orrori,alcuni antichissimi e altri nuovi , che la vittima non ha colore,passaporto,identità sessuale,e che se difendiamo la vita e la memoria delle vittime occidentali ed europee ,è quanto meno idiota non domandarsi cosa abbiamo commesso in Ucraina, chi abbiamo sostenuto e che i russi bruciati vivi dai fasci ucraini sono le vittime. Non commettono massacri e atti criminali solo quelli che sono lontani dal sacro e libero occidente.
E a livello personale ritenerci padroni di niente e di nulla,nemmeno di noi stessi,ma persone che vivono in una società , insieme agli altri. Con un solo compito fondamentale: confrontarsi. Sempre.
Cosa difficile dal momento che molti liberi pensantori non fanno altro che aizzare folle e singoli a un assurdo scontro tra tifoserie. Semplicismi, ottusità, idiozie ,ecco cosa vedo e leggo nei social network, ecco cosa dovremmo debellare noi che effettivamente abbiamo avuto il grande dono dell’illuminismo. Per esser quel esempio di libertà civili,umane,individuali,che ci piace pensare di essere,quando siamo solo dei fetenti ottusi partigiani del tifo scomposto del nostro egocentrismo massificato e del pressapochismo ignorante,ma che si permettono di giudicare popoli e persone che non conosciamo in base alla razza,alla confessione,al sistema politico.
Io prendo la giusta distanza da costoro: assassini ignobili di vignettisti e di “infedeli”, talebani delle libertà occidentali, complottisti dementi, reazionari guerrafondai. Sto con quelli che sono lucidi,che pensano al plurale,che credono nel socialismo.

il privato è politico

12 dic

Fra i tanti slogan passati, spesso carichi di visionario rancore di classe e di scarsissime prospettive per le masse e i loro reali bisogni, ce ne è uno che amo profondamente: il privato è politico.
Proprio perché mi dichiaro- senza aspettare il permesso di qualche ultra rivoluzionario minoritario,di un social confuso, men che meno un rebelde movimentista- compagno ho una concezione della vita pubblica che collima con quella privata.
Niente doppia morale, niente indulgenza e giustificazione per i miei atti pubblici e ” saranno fatti miei”,come borbottava raz degan, ( giusto per risvegliar l’interesse delle lettrici,poco propense a lunghe filippiche politiche),quando in pubblico predico la parità dei sessi e il rispetto totale della donna, nel privato non posso permettermi il lusso di tradire la mia moglie. Quando in pubblico difendo i lavoratori, non posso far lavorare in nero nelle mie cooperative. Dici: bravo è coerenza. Non solo,perché la coerenza è anche una prigione nella quale rischi di scontare un ergastolo per esser ridicolo ad oltranza.
Qualcosa di più: coscienza immacolata. Cioè quel voler praticare la rivoluzione non solo come dolce chimera,utopia sanguinaria, rivendicazioni astiose e urgenti,strategia militare ,ma come atto concreto di trasformazione dell’essere umano nel suo vissuto.Continua e motivata critica e autocritica, rifiutando il conformismo,le facili scappatoie,anche e sopratutto nelle relazioni sentimentali. Le quali non sono per nulla altro e diverso rispetto alle relazioni sociali e alla società che plasma l’individuo e gli impone repressioni,ma – non sottovalutiamolo e dimentichiamolo- libertà.
“Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia”, una frase ignobile vero? Sarebbero da denunciare tutti i disfattisti che ci allontanano dalle nostre responsabilità verso gli altri, verso il miglioramento politico , ( e quindi umano e sociale), del nostro mondo. Anche quello piccolo,minuto,trascurato,della quotidianità. Che va rivoluzionato non accettando le debolezze e le miserie, riconoscendole come umane e comprendendole,ma non perdonarle.
La frase continua poi con : ” che crea falsi miti di progresso”. Vero. E i peggiori sono quelli legate alla nostra vita sentimentale. Nascondere l’infelicità in una promiscuità forzata da catena montaggio, il corpo desiderante prima di un sentimento profondo di unione e condivisione, l’avversità non come ostacolo da superare insieme,ma come capolinea, il tutto per nascondere la debolezza assoluta dell’essere umano non solo come animalo de foresta politica,ma anche come persona che sappia relazionarsi con e negli altri.
Un certo lassismo morale assolutamente facile e comodo,che tanto conto io e i miei istinti,non la costruzione di un rapporto duraturo,pur con tantissimi alti e bassi,momenti di dolore e stanchezza,ma la caparbietà di piegarli,di uscirne.
La comunicazione si è interrotta da tempo,per colpa dei sogni rivoluzionari finiti a bombe e proiettili, servizi segreti e terroristi,la grande idea di radicale cambiamento ha lasciato spazio a diatribe pleonastiche,ridicole, idiote tra i falliti delle lezioni a memoria, i rivoluzionari senza masse al seguito ma che hanno tanti mi piace su facebook, la sinistra ufficiale a pezzi e l’unico grande partito devastato dal liberal-capitalismo,insostenibile.
Però anche qui, urge un chiarimento. Cosa fare? Abbandonarsi a un purismo tutto da dimostrare, a una indignazione volgare, sciatta,a un attacco furioso contro la casta e la politica. Ma noi dove eravamo quando si votava? Dove eravamo quando ci dicevano i nomi,quando andavano in tv? E dove siamo quando facciamo i furbi ? Quando pensiamo ” ma chi se ne frega”? Ci turbiamo per questa corruzione e decadenza morale ed etica che colpisce anche e sopratutto la società civile? Un paese con cittadini onesti ,(anzi : cittadini honestàààà honestààààààà honestààààà),quanto ci metterebbe ad allontanare e debellare una casta composti da pochi marpioni e vil marrani di ogni risma?Proprio perché non comprendiamo che il privato è pubblico e privato. Che siamo sempre responsabili verso di noi e gli altri per tutto quello che facciamo,perché quello che facciamo è una nostra scelta, non una costrizione. Mai.Quindi tradire la moglie,crescere i figli secondo la peggior cultura machista, sostenere la reazione omofoba e xenofoba, considerare le donne come meri oggetti sessuali,trofei da esibire,e poi prendersela con la corruzione, con il malcostume, contro l’indecente condizione del paese, è a mio avviso quanto di più aberrante si possa fare.
La politica corrotta si combatte facendo politica,militando nei partiti. L’idea di togliere ai partiti una garanzia di autonomia economica,attraverso il finanziamento pubblico di essi, li ha trasformati in mezzi di sostegno delle politiche capitalistiche. Chi ha più soldi finanzierà un partito con lo scopo di arricchire le sue aziende ed affari. Questo punto i populisti- causa e danno mai cura- non lo comprenderanno mai e continueranno placidamente a criticare la casta.
La passione politica e della lotta nella società non dovrebbe mai mancare, io dopo che mi sarò trasferito a Firenze ,comincerò a rifare politica. Per un motivo semplice: in questi anni da bottegaio mi sono distaccato dalla lotta reale, non quella dei padroncini frignoni, non quella dei commercianti che si reputano brillanti imprenditori,ma quella del popolo dei lavoratori ,( non solo gli operai,e questa cosa dovrebbero capirla quei mentecatti di rivoluzionari alla cazzo di cane,ma di quelle fasce di lavoratori dipendenti e piccoli indipendenti-ma non troppi),devo quindi ritornar a rendermi utile per gli altri. L’attività politica in un partito che abbia numeri sufficienti per contare ora e qui, non nel futuro immaginato,è una cosa che dovrò fare
Ma prima…Che militante sarei se lasciassi andare la mia vita privata su altri binari? Non credibile. Non del tutto,ma non tanto come militante. Direi come uomo.

Dicevo che la vita privata è atto politico: legato alla responsabilità della condivisione,cioè applicazione pura del comunismo. Proprio nelle relazioni sentimentali e di famiglia si manifestano le contraddizioni del capitale e del comunismo.
Una relazione,come quella che sto vivendo,basata sulla totale e assoluta sincerità, su una discussione interna viva e democratica, sulla condivisione totale di gioie e sofferenze, sulla fedeltà come valore fondativo e irrinunciabile della coppia, in nome non di un dogma ,ma di una scelta e del rispetto dell’altra/o, sulla parità sessuale , non è facile. Ma è un atto dovuto se ci dichiariamo comunisti. Non possiamo abbandonarci al lassismo piccolo borghese,alle giustificazioni per ogni nostro vizio,non è la vita come la intendo e voglio viverla.
Esempio che diventerà eredità per i figli. Se non spiego loro che le battute sessiste,il machismo cretino, non li rendono veri uomini come vogliono far credere a loro,ma dei deficienti tamarri , uomini debolissimi che impazziscono per un rifiuto,bè che educazione ho dato ai miei figli? A loro spiegherò che l’umanità è divisa tra aggressori e aggrediti,occupanti e occupati, fascisti da appendere e compagni da sostenere. Che siamo umani e tutti meritiamo amore,rispetto,comprensione,che si debba cooperare,collaborare,ma mai perdonare facilmente,mai prendere le distanze dalla politica -che non sono affari miei- mai sostener la reazione, il liberalcapitalismo ,e la violenza a volte è un rimedio odioso,squallido,ma necessario. Ecco la differenza fra fasci e comunisti,a noi non fa piacere far del male a nessuno.
Il privato è politico. Sempre.

Cercavi giustizia,trovasti la legge.

3 nov

Io sono uno che rispetta le regole. Mi dici: “Metti il casco!” Lo metto.  “Allaccia le cinture” Taaac,allacciate. Sto in fila , aspettando il mio turno, non parcheggio nei posti lasciati per chi ha un handicap, faccio sempre lo scontrino,anche se mi dicono di non farlo, mi reputo una persona civile che vuole vivere tra civili. E non ci vedo nulla di rivoluzionario nell’illegalità spicciola,rebelde. Mai . Non è nemmeno questione “nasci incendiario, muori pompiere”, per rispetto ai grandi piromani della storia ( Lenin, Stalin, Mao, Ho chi min), e in totale disprezzo per i pirlomani dello spontaneismo caciarone.

Amo l’umanità, l’ho sempre detto e dimostrato con la mia vita, ( chi mi conosce lo sa), e reputo che chiunque compia atti criminali,si ponga al di fuori della civiltà.  Reputo fondamentale da parte dello Stato una sanzione, una punizione, una possibilità di rieducazione e cosa importante: reinserimento nella società. Si può esser severi,mai sadici .

Quindi non sono uno di quelli che scrive: potrebbe capitare anche a te. Non amo gli allarmismi, non amo questi mezzi assolutamente banali e fuorvianti per far passare una teoria.  Non parlo mai di gulag o siberia,quando devo spiegare perché credo nel comunismo  e reputo ridicole quelle persone che per farti cambiare idea o farti sostener la loro tesi puntano sulle paure comuni: esser prelevati, imprigionati,assassinati. Non credo affatto che questo modo di porsi  possa attirare attenzioni e riflessioni da parte delle masse.

Però credo nella giustizia. E non mi pare che essa giri con una divisa. Non credo che essa debba fare distinzione: “ah,vabbè te sei un poliziotto? Si manganella pure sti cazzo di operai,va! Non ti preoccupare. Però ,oh, mi raccomando ai mafiosi portaci il caffè in cella. E salutali, porta rispetto. Poi se sei incazzato , perché capisco che ti incazzi, va: ci sono dei tossici più vivi che morti. Stanno sul cazzo a tutti,vai tu e i tuoi colleghi e giù di botte.”

Alcuni criminali fanno più schifo di altri. Si,perché all’italiano piace chi è forte. Guarda quello : è un capo mafioso,fa paura a tutti. Sai che ha sciolto tanta gente nell’acido “VIVA” , ha messo bombe contro giudici che non si facevano i cazzi loro, troppo figo! Il mafioso è l’amico che con mezzi poco ortodossi e civili ci fa giustizia. Ti trova anche lavoro eh. E poi la mafia aveva una morale.

Te dimmi che morale hanno questi tossici pericolosissimi,come quello..Come si chiama? Stefano.

Ora capisco tutto,ma andiamo! Vuoi mettere il boss che va a messa con la famiglia, gente per bene eh. E sto tossico?Ma sarà mai stato a messa? Non penso.Quindi al popolo va bene che i loro amici poliziotti lo ammazzino di botte.

Ma a me no. E non ti dico:era innocente. Non mi interessa. Odio i santi . Non li sopporto. Avrà fatto i suoi sbagli, sarà stato fragile,ma che ne sappiamo? Perché ci sentiamo in dovere di giudicare una persona attraverso il sentito dire,il pregiudizio?

Non è che sia un tossico. Non è quello. Non meritava quella fine. Non meritava il sadismo di stato.

Era nelle mani dello Stato e della giustizia, doveva scontare una pena, se colpevole di qualcosa,ma sopratutto – e questo lo dimentichiamo sempre- doveva aver la sua occasione per reinserirsi nella società.  La famiglia  e lo stato servono a questo: a inserirti nella tua società. Per essere sereno

E chi decide che Stefano non sarebbe diventato un cittadino sereno?Come si fa a negare questa possibilità?

Lo puoi fare se appartieni a un sindacato di poliziotti non proprio sani di mente. D’altronde se lo meritava per la vita che conduceva. Quindi una prostituta merita lo stupro? Non può fermare uno di questi agenti per cercare giustizia?No,perché conduce una vita irresponsabile

Io credo nella responsabilità e nelle conseguenze e mi pare che Stefano Cucchi, stesse già pagando le conseguenze. Lo stato dovrebbe fermarsi lì. Invece si è voluto colpire un ragazzo, strappargli la vita ,come se fosse un atto dovuto.

Una sorta di macabro “colpirne uno per educarne cento”, ma in salsa fascista: quindi prendi il più debole e massacralo.

Io credo nella giustizia, nella legge, credo nelle regole e penso che questo paese vada male proprio perché incivile, vigliacco, lecca culo dei potenti che possono farci male, sostenitore dei farabutti, dei disonesti, dei “furbi”

E tutti questi lati negativi li puoi trovare anche in chi serve lo stato.  Da quanto tempo vedi bastonare i lavoratori? La puoi chiamare giustizia? No.

Dici : siamo stati provocati. E tu ci devi passare sopra.  Come fai quando hai a che fare con criminali organizzati o colleghi corrotti.

Non sei il solo sotto pressione, lo sono anche quei lavoratori che hai bastonato. Non ti rivedi in loro? Non pensi che ti sia , per classe di provenienza, più vicino un operaio, un sindacalista, pure un tossico,che un imprenditore , un politico,un mafioso? Va bene, bastona pure. Ma cambia soggetto.

Sopratutto: sai che fai parte degli esseri umani? Si. ti sembra bello e giusto mostrare il dito medio ai famigliari del morto? Ti sembra un atto di persona irreprensibile ,che fa una vita sana?

Io non credo che la polizia sia mia nemica sempre e comunque. Non temo di finire in galera o altre cose. Non voglio santificare nessuno. Penso che la giustizia sia sopra agli uomini e non tenga conto delle divise. E un delitto odioso commesso da uno sbirro sotto pressione è identico al delitto odioso di un operaio sotto pressione. Entrambi non devono rimanere liberi. Devono essere assicurati alle patrie galere e pagare per il loro reato. Ma non sia mai una punizione continua,un abbrutimento dell’essere umano, un abbandono alla inedia e alle regole d’onore di gente senza onore.

La seconda possibilità dovrebbe essere una garanzia in una società civile. Quello che avete negato a Stefano e non solo.

Per questo non vi considero agenti di polizia,ma criminali. Per le parole che usate, il pensiero che avete , per quello che siete.

 

Il nuovo che avanza…a manganellate

30 ott

La storia è sempre la stessa: ogni tanto ci dicono che il nuovo avanza. Si discute e parla per mesi sui giornali, in tv, persino i cittadini. Qualcuno ritiene il caso avvisar che nulla di nuovo si è palesato nel paese. ” Stai zitto scurnacchiato! ” e ti guardano come se tu fossi un residuato bellico, di quei tempi dove – pensi lei- c’erano manifestazioni, occupazioni, lotte politiche e popolari. Cose brutte, meglio affidarsi alla lamentela, al sacro blog, ai video su youtube, al complottismo tascabile. State buoni se potete e sopratutto collegati.

I problemi della sinistra sono principalmente due: 1 ) la deviazione in senso liberal e capitalistica delle sue rappresentanze parlamentari. Senza un minimo di discussione sul metodo e merito del libero mercato,del capitale, del tema del lavoro.  Tanto che pure una normale svolta socialdemocratica è vista come un’azione di sobillazione , sovversione, una rottura del dialogo con i padroni che so tanto belli e buoni.

Questa area si è allargata a macchia d’olio in tutte le istituzioni principali della sinistra di governo e sindacato. Con alcune frange di ” resistenti” seppure inquadrati in discorsi vagamente social democratici o liberali di sinistra. Per quanto fastidiosissimi, e detestabili, talora sono utili come cooperatori in certe occasioni, ( manifestazioni ecc..ecc..)

2 ) lo ripeto: gli ultra rivoluzionari. E non parlo di quelli che lucidamente per uno spirito romantico e politicizzato assai nobile, sono convinti che questi tempi alla lunga produrranno una risposta rivoluzionaria  e allora si preparano da oggi,per comandare le masse inferocite verso i veri colpevoli. No, io dico quelli che devono riversare bile contro i revisionisti traditori tutti i giorni e alla cazzo.

Vi faccio un esempio paradossale,ma concreto: dovessero le forze di polizia o le destre assassinare un alto dirigente della Cgil, loro subito direbbero che in fin dei conti era uno stronzo traditore ed è stato sistemato dai suoi,poi slogan battaglieri,linguaggio da caserma,gulag e siberia a ogni virgola,e poi? Spengono il computer  e vanno a letto.

A differenza degli esponenti del primo punto, questi non creano grossi danni. Ma sono la deriva settaria-individualista, ( loro attraverso una militanza fittizia in gruppuscoli di pochissime entità,contro il mondo cattivo. Loro intatti e puri,ai margini della società e delle lotte,contro traditori,revisionisti, masse che non li considerano), di un movimento di massa che se ben inserito nel contesto sociale, abbandonando nostalgismi inutili, azzardate revisioni storiche, geopolitica come piace a noi,ecco nonostante questi enormi difetti,questi compagni e queste compagne hanno forza,volontà,passione da vendere. Sono solo troppo scioccamente divisi in piccoli gruppi spesso in lotta tra di loro

Ma hanno la forza e la volontà del militante. La serietà anche. Per questo sarebbe auspicabile un contatto e collaborazione maggiore,creare un polo di comunisti per egemonizzare il malcontento delle masse ingabbiate nelle sfilate a presso i punti di riferimento del centrismo liberale o pallidamente social democratico, e sopratutto-il vero nemico- la deriva populista dalle quali nascono le peggiori reazioni.

Questa è la situazione della sinistra nell’epoca del nuovo che avanza.

Sia quando esso era emanazione del peggior spirito italico, cioè quella sciagura del Berlusconismo, sia con i passi sempre più diretti verso la deriva liberista-liberale delle sinistre di governo.

Tanto che da anni possiamo pure dire che il Pd non rappresenti nulla di sinistra. Per questo sono ridicolissimi i compagni che rimproverano e attaccano il pd sotto questo punto. Va che Stalin si incazzerebbe con voi,e il vostro ridicolo senso dell’analisi dei fatti reali.

La sinistra ufficiale sopravvive nelle lotte per i diritti civili, ma non sociali e questo è un grosso guaio, la quale pure con tutti i punti discutibilissimi e criticabili, è pur sempre l’unica forza a combattere il pericolo di derive reazionarie,anche sfruttando il tema del matrimonio dei gay. Il quale è certamente il problema di una minoranza, ma un comunista intelligente, dovrebbe sapere che il nemico , lo ripeto, è la reazione e l’affacciarsi sulla scena nazionale di forze estremiste di destra. Quindi anche il matrimonio dei gay, il femminicidio, ecc.. Dovrebbero essere terreni di militanza e lotta da parte dei comunisti. Abbandonarli si rischia di fare come con l’anti imperialismo,lasciare che siano altre forze ad approfittarne e devastare le radici solide e di sinistra.

In fin dei conti,come dimostrano i fatti di ieri – la carica contro i lavoratori in manifestazione e contro i sindacalisti- per quanto sputtanata la classe operaia fa ancora paura al capitale. Sei libero di navigare,insultare, arrabbiarti e denunciare il potere,ma non di mettere in discussione la base economica che permette la salvezza e bella vita di una notevole minoranza. Il vecchio discorso della lotta di classe senza la quale non si arriverà a nulla, al massimo a diventare amici di certi rossobruni mattacchioni.

Sono sempre loro: studenti, operai,sindacati, quelli che sono visti come nemici da contrastare. Gli stessi che applaudono la polizia qui da noi,sono quelli che sostengono i giovani ribelli in Libia, Siria, Ucraina. Sembrerebbe un contro senso,ma non lo è.

Sempre di reazione e derive destrose si parla.

 

Poi ci sono quelli che si illudono di aver trovato il nuovo nella figura di Matteo Renzi. E nella compagine di Picierno e varie ed eventuali che lo sostiene. In realtà nessuno è più vecchio di renzi: nel linguaggio aggressivo e votato a propagandare un Nuovo più percepito che vissuto, nella base di una borghesia media che vuol difendere il suo stato e danari, di giovinetti fighetti e modernisti, e di gente che si improvvisa e a cui il dono della parola senza intelletto dona momenti imbarazzanti davvero incredibili

L’unica novità vera  e reale sarebbe un fronte comunista unito,senza nostalgie e teste calde ,ma anche di cazzo,capace di affrontare i tempi in cui deve agire e di porsi alla guida delle masse lavoratrici.

Questo sarebbe : il nuovo che avanza

Le contraddizioni di classe

30 giu

La nostra società si evolve attraverso il cambiamento e la modificazione delle sue classi.  In quanto il capitale ha bisogno di rinnovamenti atti a far pulizia di settori ormai obsoleti.

Questo per dire che in sostanza la lotta di / fra classi potrà anche esser rifiutata su basi più o meno solide, con motivazioni più o meno scientifiche e in buona fede,ma , ( per quanto mi riguarda),  il mondo sarà sempre uno scontro -incontro tra classi in movimento.

Il problema è relegare questa lotta e questo scontro sotto un dogma di comportamenti stabili e standardizzati delle classi. Come se la lotta di un contadino del 1800 fosse la stessa di un giovane ricercatore precario. Non è così, o almeno non lo è del tutto, perchè cambia completamente la società di riferimento. E le classi sono espressioni delle loro società, a loro volta creazioni di ben precise istanze politiche e delle relative regole ideate dai governi.

Ci si scorda che la precarietà abbia avuto una sua responsabilità effettiva, nel creare una società interclassista non aperta a un dialogo tra classi , a uno scambio alla pari, a un mescolare esistenze e rivendicazioni,ma semmai nell’impoverire quella piccola borghesia che negli anni passati guardava con interesse le classi medio-alte.

Viene difficile ritenere solo l’operaio esponente del proletariato, perché la crisi economica e non solo ha spinto settori di collegamento o posti nel mezzo tra proletariato e piccola borghesia a un certo impoverimento.

Non sono crollate le classi,ma quelle forme di condivisione , quelle ideologie e istanze che rendevano chiare e precise le motivazioni  e le azioni dei gruppi sociali,alla base della composizione di una classe.

Questo viene confuso con la fine della lotta di classe, questo viene fatto passare come la testimonianza attiva di un mondo interclassista .

In realtà è una delle illusioni del capitale.  Che fa e bene il suo lavoro,cioè quello di ridicolizzare ogni altra forma di politica, di attaccarla con scuse legate alla democrazia o altre scuse.  Una pennellata di buoni sentimenti legate alle libertà padronali dell’opinione personale,( sacra e inviolabile), e larghe fasce di onesta gente di sinistra, senza partiti e ideologie, si farà  e lascerà ingannare.

L’alternativa si è persa quando ci è bastato esser testimoni, semplici indignati, petulanti richiedenti bontà e regole solide a chi vorrebbe farti pagare anche l’aria che respiri.

L’arrivo del grillismo con il suo pressapochismo ha spinto al massimo questo contesto classista confuso e furente, unendo varie parti sociali sotto una marea di cazzate clamorose. Dando maggiore forza alle classi dominanti e ai loro partiti di riferimento

Far passare la complessità del Capitale,come una cosa tratta da 007 , avvallare complottismi di ogni risma e sopratutto i più ridicoli, non fa bene sicuramente a una riscossa classista , degna di codesto nome.

Nondimeno tutti questi elementi  e altri che verranno fuori in questi anni, non faranno altro che evidenziare le contraddizioni di classe. A discapito sempre di un proletariato sempre più povero di iniziative e legato a scontri tra poveri o di genere. Il nemico è lo straniero o il gay che mina le nostre famiglie. Non comprendendo che lo straniero lavora con te in cantiere e in fabbrica , o in altri posti come la grande distribuzione e così via. Lavoratori, ecco cosa siete. Per cui l’interesse di ciascuno di voi è difendere quel poco di dignità umana, se proprio non riuscite a difendere il posto di lavoro. E il gay non mina o rovina nessuna famiglia ” normale”, non è che donar a loro diritti naturali come il matrimonio o una famiglia, vi sterilizzi. Voi potreste sempre metter al mondo figlioli e figliole che , ma guarda un po’, un giorno si scopriranno omosessuali. E allora?

Le contraddizioni della classe proletaria esplodono violente perché manca una guida e una disciplina di partito. Movimenti e centro sociali potranno pure agire bene nel locale, offrire spunti interessanti,ma è solo un partito a dare : disciplina, organizzazione, formazione politica ,e a porsi in testa alle masse . Oggi, putroppo, amorfe, disorganizzate, abbandonate ai loro istinti peggiori di sopravvivenza.

Ma la contraddizione di classe è anche a suo modo interclassista in modo netto e positivo. Non penso sia necessario il pedigree , la purezza della fonte.

Nella classe proletaria, da sempre , vi sono ampi settori che in tutte le condizioni possibili e immaginabili, si pongono come quinte colonne interne. Loro sanno che un certo “buonismo” teorico e di prassi, tra molti compagni, li proteggeranno.

In sostanza codesti sottoproletari sono ancora più pericolosi di un borghese o di un ricco capitalista. Si pongono come ascari del capitale, portando avanti un discorso di vergogna di appartenenza, collaborazionismo per disprezzo non solo delle sue origini,ma anche nel senso fascista di prendersela con i più deboli.

Sono la manovalanza abbietta dei peggiori gesti di violenza nei confronti di minoranze e avversari politici del capitale. Sono i vocianti rancorosi di movimenti populisti,  la ciurma del dio po. Legati spesso a superstizioni e riti oscurantisti, nemici del progresso e sostenitori della reazione.

La contraddizione è legata come dicevamo al fatto che non esista più la cultura dell’egemonia sulle classi attraverso un partito politico. Partito politico , comunista, ma non legato ai dogmi dei classici e alla nostalgia, capace di esser dalla parte di chi richiede diritti e progresso, ( qui si ripete lo stesso errore del proletario allo sbando: criticare i movimenti lgbt perchè alcuni di loro siano liberali atlantisti non significa che il matrimonio gay sia una lotta sbagliata, per questo non dobbiamo mai perder di vista l’importanza di una lotta. E semmai ampliarla ad altre istanze,ma senza scossoni violenti),un partito che sappia dare ai lavoratori la dignità di combattenti per diritti inviolabili, non li abbandoni sui tetti, non li riempa la testa di trattative pleonastiche, un partito anche aperto a compromessi se è il caso,ma da un punto di forza. Non servono slogan, programmi economici seri.

Per questo la contraddizione di classe apre anche inaspettate occasioni di confronto e collaborazione con elementi borghesi, i quali talora sono davvero interessati a cause nostre. La storia ci porta tanti nomi di valorosissimi padri del comunismo, nati in ambienti della buona borghesia.

Questi settori e le loro avanguardie intellettuali,artistiche,economiche , non vanno allontanate per una stolida questione di provenienza.

La lotta di classe è sempre presente nella storia degli umani, subisce pesantissimi processi di evoluzione o devoluzione , che ci deve portare ad esser sempre pronti a ricominciare e ad agire nel preciso contesto politico e non troppo prima o penosamente dopo.

La nostalgia del passato non serve a nulla, abbiamo imparato le lezioni,ma non ci serve in questa aula e ora. Sono le basi sacre da rispettare,ma non il santino da portare in processione.

Il comunismo e i comunisti non temano modificazioni e strategie forse ancora non del tutto chiare,ma la classe con le sue contraddizioni che ne minano l’efficacia, prosegue la sua strada. La lotta non è mai finita e per annientarla usano ogni mezzo.

La nostra risposta deve essere perfetta sia in teoria che in pratica.

a volte tornano,ma non so se tornano…

12 giu

Era una mattina domenicale, una di quelle domeniche di novembre che solitamente hanno tutta l’allegria di un film di bergman o del sorriso di Pirlo. Una cosa così. Quando mi decisi di creare un blog. Forse perché ai tempi non avevo grossi impegni, forse per dar sfogo alla mia grafomania.  O per tutte queste ragioni.

Avevo sentito parlare di blog e affini durante una soleggiata mattina al mare. Non Rimini, per carità ! No, eravamo in Spagna.  Dalle parti di Barcellona. Insomma, mi piacque l’idea di poter scrivere i miei pensieri , il mio diario e metterlo a disposizione degli altri.

Gli Altri, prima che Ben Linus e i suoi mi facessero scoprire una nuova versione , per me “altri” significava gente con cui entrare in condivisione, cooperare, conoscere.

Questo nonostante un pessimismo o distacco manifestato talune volte, come patetica difesa per i miei insuccessi sentimentali.  Ma non è il momento di parlare di queste cose. Lo faremo, forse, molto forse e più avanti.

Io avevo 28 anni quando debuttai come blogger.  Detto ora sembra tanto tempo fa e sopratutto non sembra per nulla che tu sia mai stato giovane. Nel senso: ” Ora devo scrivere di quando avevo quel blog… Malgoverno! Eh, ero un ragazzino. Come ero giovane! Si al massimo 22 anni.”

Sto cazzo!

Ok,al di là di questa botta di vecchiume un tanto al chilo… Perché hai voluto aprire, gestire, scrivere, per un lustro pieno su un blog?

Per politica. Si, signore! Solo e giusto per politica.

La mia ragione di vita, la mia passione, forse anche il mio sfogo da cuore solitario,  forse, ma sopratutto ripeto : la mi vita.

Nel 1998 rimasi colpito da Rifondazione Comunista. Mi pareva un partito di sinistra decente.  Leggevo il Manifesto, ero anti berlusconiano convinto, anche se non distinguevo tra un capitalismo becero e uno buono. No, ero per il socialismo. Forse all’epoca pensavo dal volto umano, ma non spontaneista e movimentista. Non lo sono mai stato, tranne in brevi casi . Sfogo giovanile.

Mi sono iscritto al Prc, sezione di Monza e poi sono passato a quella di Lissone. Subito in disaccordo con le posizioni amministrative, di gestione degli equilibri di potere con la borghesia, della corrente bertinottiana- alla quale dobbiamo la crisi che ha travolto e devastato la sinistra alternativa- diedi sfogo alla mia classica contraddizione : grande simpatia per la corrente dell’ Ernesto – molto organizzati , disciplinati, ricchi di affascinanti riflessioni teoriche-pratiche, tutte cose molto affini al mio carattere e alla mia idea di compagni- ma alla fine diedi il mio sostegno alla corrente di estrema sinistra di Progetto Comunista. Sui ragazzi, come è anche giusto che sia, i turbolenti anni 70 esercitano un fascino clamoroso. Ribellione e fanfaronate , dissidenti contro tutti i poteri- come canta de andrè, sbagliando e del tutto-barricate, scontri,conflitti sociali. I canti della resistenza di autonomia operaia, le lotte -al tempo credute- gloriose della sinistra extraparlamentare, le critiche da sinistra a tutti e tutto , perché avendo perso tutto i vegliardi avevano solo una morale immacolata da difendere.

Furono anni di grande passione, dedizione, impegno. Gioia e rivoluzione. Hai presente la canzone degli Area?

E il blog serviva per quel motivo. Si lo so, dovrei scrivere servì , poiché mi sto scrivendo usato il passato remoto, ma sai una cosa? Liberi tempi sotto tempi da schiavi , ( del capitale).

Ho ottimi ricordi comunque sia come militante del prc che poi come militante del pcl.  La politica come chiave di lettura del mondo, come base stabile,ma non sono mai mancati i miei dubbi, nati grazie alle certezze granitiche dei compagni più indottrinati al trockjismo  e non solo, c’è sempre stato un grosso lavoro di critica e giudizio sul resto del mondo, ma cosa importante che troppi rivoluzionari alla cazzo – poi parleremo di quanto io non riesca più a tollerare codeste figure- dimenticano: autocritica e giudizio su quello che si sta facendo o dicendo.

Credo che sia una delle grosse differenze fra un comunista e un fascista: la capacità di aderire totalmente a un partito e alla sua linea- senza fare il dissidente come un qualsiasi fighetta liberale che si ritiene un individuo indipendente , che valga di più il suo sentire , i suoi capricci , che la coesione ed adesione a un partito- ma anche il continuo lavoro di giudizio sul suo operato e su quello del suo partito.

Cosa che certi veri, duri , puri, comunisti non fanno mai. Troppo impegnati a denunciare i traditori, revisionisti, trockjisti, stalinisti e bla bla bla bla , piuttosto che una vera e propria riflessione sul disastro assoluto a livello di seguito popolare e di adesione al tessuto sociale odierno. Ma li sfanculiamo più avanti,va.

Il blog era la mia presentazione, la mia vetrina e quanti scambi vivaci, sinceri, con compagni e compagne di tutte le varie anime della nostra sinistra. Ho trovato persone validissime tra i militanti dei centri sociali, (faccio il nome dello Zapata di Genova e di Luca, molto acuto , ironico, preparato nelle sue considerazioni, anche se non sempre le condivido), tra persone rimaste ancora legate alla morente sinistra parlamentare, tra i cani sciolti e i trollo trosco-anarchici.

Discussioni animate, idee al confronto. Si, è stato un periodo bellissimo.

E io avevo voglia di scrivere, di condividere, volevo dire a quella gente  , ( che anni dopo si sarebbe raggruppata in un noto gruppo di cabaret demenziale : il famigerato m5s), che la politica è una cosa bellissima.

Complicata, complessa, ricca di sfumature , delusioni, rabbia, disillusione, quanto vuoi. Ma una cosa importante. Fondamentale

Come lo è militare in un partito, seguire la linea decisa dalla maggioranza dei suoi militanti, operare nelle masse per farsi conoscere. Ma per questo slogan e preghiere affinché torni stalin , non servono a un cazzo. Non serve a un cazzo nemmeno fare il più comunista di tutti, il capopopolo , la guida illuminata e illuminante dei lavoratori se popolo e lavoratori non ti seguono. Puoi trincerarti dietro la tua purezza, dietro le pagine imparate a memoria, puoi discutere di 4 internazionali di quinte colonne allo sbando,ma se le tue idee non riescono a conquistare, egemonizzare, portarti a crescere di numero e adesione, se nella tua fabbrica non hai nessun peso politico nei confronti dei colleghi. Bè, stai facendo un pessimo servizio al comunismo e alla politica. Per cui prima di attaccare gli altri e fare lezioni di morale, ecco: dove stai sbagliando compagno? Perché non scrivi e non fai autocritica pubblica? Ne sarei lieto.

Ti dicevo: insomma facevo banchetti, volantinaggio,assemblee. Io e gli altri.  Tutti: i miei compagni di partito , e chi leggeva e commentava Malgoverno. C’erano scontri, c’erano lotte epiche contro qualche nazista, c’era sicuramente da parte mia la quasi assoluta mancanza di censura- forse uno o due avrò bannato, e per farsi bannare sono passati secoli di confronto e discussione- ripeto anni belli: di militanza e di blog. L’idea da narcisi e individualista della blog star da seguire, trollare, magari pure pagare, era lontanissima da me. E lo è tuttora ,perchè il blog per me è solo un mezzo di comunicazione. Superato da twitter e dalle sue frasette perugina su tutto  e niente,ma per me il blog rimane mezzo di condivisione, collettivista, atto a cooperazioni. Parte dalle tue idee ,ma diventa una volta pubblicato il post, roba di altri.

Mi ha tenuto compagnia durante la mia campagna elettorale come sindaco per Lissone, esperienza fantastica e bellissima. Prima che la rete diventasse l’unico luogo di scontro-incontro politico, gestito da invasati gentisti, era tutto questo: discussione, scontro, conflitto,ma rigorosamente politico

Ho conosciuto tanti amici e amiche fantastici e meravigliose. Te l’ho detto c’era una grande voglia di comunicazione  e di lotta,impegno, militanza. Ognuno come poteva

Sai quelli che mo ora dicono: arrendetevi, siete circondati , tutti  a casa, pappamagna, morto zombi, per la maggior parte all’epoca erano impegnati a prenderti in giro perché “fai politica”, loro no . Mai. Devo dire che son coerenti visto che anche oggi continuano a fare lo stesso.

Poi cosa successe?

Ogni storia ha la sua conclusione, e la nostra fu di credere speciale una storia normale. Nel 2009 rompo piano piano con il trockjismo,  grazie anche alla lettura dei libri scritti da Lev e da documenti dove si attaccava qualsiasi forma anti imperialista perché non pura,ma sopratutto sono le rivoluzioni colorate  , in particolare quella iraniana a farmi rompere definitivamente con il pcl. E da allora , purtroppo, sono senza partito,ma penso che prima o poi rifarò una tessera. Perlomeno quella.

Il 2009 -2011 sono anche anni , che rivisti oggi, da una parte mi fanno approfondire le tematiche anti imperialiste,ma dall’altra piano piano mi tolgono anche la volontà di scrivere circa la politica

Sono anni pessimi,  e che continuano ancora oggi,  di capitalismo trasformato in una sorta di patetica e ridicola spectre, di favolosi e  pericolosi complotti svelati tranquillamente da tizi in libera uscita dal tso, di scie chimiche e di debunker che per dio non toccarmi la santa america e la grande democrazia israeliana.

Tutto è diventato turpe, macchinoso, ridicolo, ci siamo chiusi nei social a fare i maestri senza allievi della rivoluzione  e continuiamo a tener sermoni per chi ?Noi e altri poveracci che ci leggono.

Una cosa tristissima.  Così stufo di trockjisti che vedono rivoluzioni in ogni fetta di popolo che scende in piazza, sbagliando sia in iran che in libia, che in siria, di stalinisti devoti con le loro sciocche preghiere al ritorno di san giuseppe, (sarebbe bellissimo, ma ecco siamo anche abbastanza lucidi da essere atei e quindi…. Nessuna santificazione a sproposito), di social confusi un po’ stalinisti,ma tanto nazisti, di democretini dirittoumanisti sempre dalla parte dell’impero. Che ti dicevo? Mi ero stancato, perso. Non di fare o amare la politica e aver una razionale fiducia nel socialismo,ma della gente che commenta e scrive di politica

Le scemenze paranoiche, le risibili e ridicole teorie revisioniste delle quinte colonne, i dialoghi sciatti,volgari, rancorosi , simbolo di frustrazioni o di cattiveria spicciola. E il fatto di fermarmi io per primo a stupidi slogan, a un certo opinionismo d’accatto, lo sconforto assoluto vedendo con i miei occhi che l’anti imperialismo è i  mano a gente che pubblica di tutto senza un minimo di riflessione- perchè comunque sono sempre gli altri ad avere torto e quindi basta che si scriva qualcosa contro un nostro nemico , noi sosteniamo e  pubblichiamo- e una manifestazione lodevole negli intenti ,ma troppo piena di idioti hitleriani,mi hanno portato a fermarmi e riflettere su quello che avrei dovuto fare: adeguarmi ai toni e alle tematiche o interrompere.

Ho fatto la scelta per me giusta. Visto che non mi divertivo più,visto che applicando la regola sacrosanta dell’autocritica ho trovato fin troppo reazionari e deliranti certi post scritti. Così una volta scomparsa splinder ho portato il blog su questa piattaforma,ma per i motivi elencati sopra , a un certo punto ho smesso. Dando più peso e risalto al mio blog sul cinema.

Tornerò  a scrivere di politica? Forse.

Sto ricostruendo la mia vita politica, la devo ricominciare da capo.

Una cosa sono certo: non sono un duro, non sono un puro e nemmeno un rivoluzionario. Non mi definirò mai tale per rispetto a quelli che lo sono stati davvero e non perchè su facebook fanno l’elenco dei traditori , di una parte e dell’altra, moralismi d’accatto e così via. Sarà solo una rivoluzione a definire chi sono rivoluzionari e chi quaquaraqua .

Non sono nemmeno un democretino che reputa migliorabile il capitalismo e che si possa discutere con l’impero,perchè comunque l’occidente è sempre er mejo della compagnia ao!

Sono semplicemente un comunista. Magari uno di quei  piccoli funzionari che seguono con zelo le regole del partito, che rifiutano il sentimentalismo del morire in barricata che poi mi fanno una bella canzone, che misura le parole  e riflette su quanto dire. Lucido, razionale, legato al suo tempo. E a quello che sia possibile fare ora, con quello che realmente abbiamo, ma sempre con il cuore e il pensiero orientati verso la ricostruzione del socialismo, dell’abbattimento del capitale  e dell’imperialismo euroatlantista.

Due punti sono alla base del mio definirmi comunista: la presa di coscienza del fatto che Stalin e l’Urss siano la parte da cui cominciare con la nostra storia di combattenti e compagni . L’altra è che pur avendo idee giuste si debba agire nell’oggi e parlando alle masse come sono oggi.

Non vi è nulla di più triste che tenersi splendidi dogmi incompresi dalla maggior parte del popolo e appassire più veloci di loro.

Vecchie balle per oligofrenici delle libertà

29 ago

Non cambiano nemmeno il copione. Non lo fanno. La storia è sempre la stessa: c’è un cattivo che tormenta il suo popolo, let’s go nipotini di John Wayne sotto acido propagandistico,andiamo a liberarli ! E come? Con le bombe al fosforo bianco! Ma non sono armi chimiche quelle che avete usat…

Ehi! Ehi! Fermate quel terrorista! Sta attaccando la Democrazia.

 

Ecco,questo è quello che succede più o meno da noi. Sono venti anni che ci raccontano balle sulle armi chimiche e noi invece di prender le distanze che facciamo ? Ci ricaschiamo sempre.

Alcuni invocano l’Onu,come quando invochi dio sul patibolo: la lama scende , pirla! Altri ti diranno nè con nè con, e allora con chi? Perchè il popolo siriano la sua scelta la fa.

Il problema è che il nostro popolino si reputa civile  e moderno, sprezzanti rifiutano di mettere in dubbio un sistema che a casa loro li rende precari, carne da scambio per le ditte, stressati,un sistema talmente moderno e civile che sul matrimonio per i gay scade in risse da bar. Complimenti!

Essi vedono quindi la propaganda di Assad e di altri,ma non quella che da anni si sorbiscono. Stupri dei ribelli fatti passare per quelli compiuti dai soldati di Gheddafi, la povera blogger lesbica siriana eliminata da assad,che poi si scopre essere un giovanotto americano autore di un fake. E così via. No, guarda non c’entra il complottismo. Trattasi di come funziona il nostro sistema.

 

Ogni volta si inventano falsi incidenti o si compiono atti terroristici per colpire l’immaginario collettivo. Come la guerra in Vietnam , ad esempio. In altri casi costruiamo dissidenti, spesso medi borghesi mediocri, che non sopportano di esser trattati alla pari di altri, di perder prestigio. Li vedi poi i tuoi eroi quando prendono il potere con la scusa della libertà di parola, stampa, espressione, quali libertà effettive e reali portano al popolo: investimenti stranieri,svendita dello stato e della sua indipendenza, arricchimento della borghesia parassita.

Nessuno dei vostri eroi pacifici e non violenti, una volta preso il potere ha fatto qualcosa per il suo popolo, ma l’ha fatto per i suoi padroni.

Però voi non vi vergognate, non lo fate mai.  Si dite: brutta la guerra, ma tifate U..S. A. la quale poi vedi che comunque saprà tornare alle origini del sogno americano: sterminio degli indiani? Schiavismo,intromissione nelle politiche altrui, soffocamento e repressione delle lotte operaie,come da noi peraltro, ecco questo è il paradiso imperialista e colonialista che passa da nazione in nazione sotto il capitalismo.

 

Ma per caso i democretini  hanno un po’ di dubbi? No. Tu devi averli ! Che se ti permetti di insistere o cercare il dialogo ti tirano fuori le  cazzate su quanto sia bello avere dei dubbi, che non sei democratico,che sei ottuso e via declinando.

Loro invece, stranamente, non hanno mai dubbi: credono alla bella propaganda di Obama principe di bel air, piagnucolano che mamma america essendo buona non possa fare certe cose ,ma garba assai che bombardino paesi che hanno la sola colpa di essere indipendenti

Gettano fango contro quei governi, aiutati dai giornalisti e dagli opinionisti, quindi ben inquadrati sotto il pensiero unico,ma siccome sono tanti i giornali che ci dicono:dio bono ci ha ragione l’america, il popolino ci crede .

Portiamo democrazia, civiltà, che poi quale sarebbe? Ma la vedete come funziona? Borghesi che campano e altri sotto. Si,si , semplifico tanto perchè è quello che meritate.

Democretini e destronzi uniti insieme nel nome di israele,america,ascari europei.  Convintissimi che siano nel giusto, le balle le raccontano solo i nostri nemici. Solo loro.

Eppure sono 20 anni che continuiamo a leggere le solite cazzate, 20 anni che lo stato canaglia americano si espande, per il controllo massimo del mondo, per esportare il suo capitalismo. Niente altro che questo.

E noi ad applaudire, che non si parli di socialismo perchè quella è roba da terroristi. Più leggi liberali,più mercato libero.

Il risultato è che il campo anti imperialista è infiltrato da forze oscurantiste e reazionarie, hanno fatto bene: non hanno trovato nessuno o pochi comunisti a difendere le nazioni sotto attacco imperialista.

Sono stanco di dire e scrivere queste cose, penso sempre di più a resistere io, come essere umano,ma non mi arrendo.

Arroganti,presuntuosi,stupidi figli della borghesia e ignoranti felici di esserlo del tanto sognato e vaneggiato popolo italiano, continuate a comportarvi da ascari degni di questa colonia.

Io sto con Assad e la Siria che resiste. Sono anti imperialista,anti capitalista ,anti colonialista. Non ho bisogno di altro

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