Archivio | gennaio, 2015

la giusta distanza

11 Gen

Un bel film di Mazzacurati aveva un titolo che, potremmo dire, rappresenta la mia visione della vita: la giusta distanza. Che non significa, come pensano i talebani del libero pensiero nel libero mondo o nel linguaggio violento e sciatto degli ultra rivoluzionari, che non ho il coraggio delle mie idee,ma che mantengo sempre un difficile equilibrio tra razionalità e istinto.
Le grandi cause spesso porta la gente ad avere comportamenti assolutamente estremisti,piegati dal fatto di sentirsi superiori agli altri che non seguono la nostra idea del mondo. Spesso vengono accusati di avere questi comportamenti le persone che professano una fede o militano in un partito, io questa deriva la vedo anche nei difensori delle democrazie e libertà individuali. Quelli che partono con le crociate contro le religioni ritenendo folli,cretini,barbari,tutti i credenti, o quelli che vedono come dittatori e tiranni tutti quelli che preferiscono un sistema politico socialista, statalista, di condivisione,cooperazione sociale,piuttosto che le libertà individuali o di espressione,ritenute troppo fragili per essere veramente la soluzione a tutti i problemi del mondo.
In cosa credo io? Nella responsabilità sociale e individuale. La mia parola, il mio comportamento, le mie idee si confrontano con quelle degli altri. Nascono dibattiti,anche scontri vivaci,ma io non insulterò mai una persona perché diversa da me. Non sarò certamente io ,convinto di esser nel giusto e quindi portatore di verità e libertà, ad attaccare una persona che vive diversamente da me. Io parlo e discuto e mi assumo le responsabilità del come mi pongo con gli altri. Con lucidità, porto avanti le mie battaglie e mi confronto prima di tutto con i miei limiti, partendo dal fatto che non esiste un Io combattente della sacra causa contro le teste di cazzo,( almeno che non siano legaioli e fascisti,ma guardando bene nella base qualcuno che si convinca di dir cazzate magari lo trovi, basta cercare),ma io che mi confronto con gli altri.
I fondamentalisti di ogni tipo questa cosa non la comprendono mai. Non parlo solo dei peggiori,quei farabutti che usano una religione per uccidere,massacrare, eliminare gente che si permette di ironizzare, ( per me non proprio felicemente), su un’idea religiosa. Non si deve morire per queste cose,per mano di feroci e imbecilli assassini.
Detto questo non mancano i nostri fondamentalisti: quelli che vedono il male nella religione e i credenti come degli idioti , tutti. Quelli che reputano normale fare guerre per l’esportazione di democrazia senza contare i cosiddetti : danni collaterali. E chi sarebbero costoro? Civili. Cioè quelli che noi dovremmo salvare da feroci dittatori. Trovo deprimente come molti, tra i bianchi occidentali, considerino meritevoli di pianti, indignazione, orrore, solo le nostre morti. Tanto le vittime del fondamentalismo estremista islamico che quelle delle bombe per la democrazia valgono il nostro dolore. Sono innocenti che si ritrovano in mezzo a un gioco politico sporco.
Gioco politico ed imperialista che da tredici anni dovrebbe combattere il terrore e in sostanza è riuscito a creare un califfato tra Iraq e Siria, una stampa libera che ha sostenuto i terroristi in funzione anti gheddafiana e anti assadiana, ” i giovani ribelli”, errore commesso anche dagli ultra rivoluzionari alla cazzo di cane,” i rivoluzionari delle primavere arabe”, in realtà gli stessi assassini ignobili e da eliminare che hanno commesso atrocità a Parigi e non solo. A questi aggiungeteci i reazionari guerrafondai. Quelli che parlano di scontri di civiltà, che se la prendono con chi giunge sui barconi da noi, quelli che vomitano odio razziale, che straparlano di altre religioni e nazioni dall’alto della loro ignoranza, ( in ottima compagnia con certi estremisti dello stile occidentale), questi ultimi li disprezzo. Ripeto vadano a fare la loro guerra, invece che augurare morte e tragedia agli altri.

Si sono condotte con gli anni guerre a quei paesi che erano usciti dal colonialismo occidentale e si erano costituiti come stati laici. Certo nessuno dice che in quei posti regnasse l’armonia e la pace,ma d’altronde anche noi abbiamo avuto il nostro periodo di bombe e stragi di stato, di mafia,in alcuni posti basta esser neri che la polizia ti spara addosso,in altri per poter divorziare la donna deve aver il permesso del marito e del responsabile religioso e così via. Nondimeno credo che imperialismo e fanatismo religioso vadano di pari passo. Tanto che siamo da ben 13 anni in guerra e non se ne vede la fine.
Noi abbiamo la dorata chimera delle libertà. Proprio mentre te le tolgono e quelle importanti: quelle sociali. Davvero libero un uomo che non possa contare su un posto di lavoro fisso,sulla certezza di una casa, di istruzione e sanità pubbliche e garantite? Davvero libero un uomo che vive in attesa di cosa faranno i liberi mercati? Che vive in realtà dove pochissimi ricchi possono sottomettere masse amorfe?Non lo so.
Sicuramente penso che se dovessi prendere uno schiavo e gli dicessi: ” da domani puoi insultare me che sono il tuo padrone, puoi scriverlo sui giornali, urlarlo in piazza con i tuoi compagni di sventura”,a quel tizio starei donando una grande soddisfazione.Ma se quello mentre urla,si indigna,protesta,avesse ancora i piedi legati alle sue catene? Otterrei di aver un tizio convinto di esser libero e migliore degli altri che ancora stanno sotto un regime di assoluta repressione,ma le chiavi per la sua libertà ce le ho io. E decido del suo lavoro, lo rinchiudo nella sua capanna dello zio tom e così via.
Solo che queste cose noi imbevuti di abilissima propaganda non le comprendiamo. Viviamo forse sereni e soddisfatti? Siamo davvero così padroni delle nostre vite? Non penso.

Io non penso nemmeno, cambiando discorso, che vi sia una differenza fra liberi pensatori e no. Ti faccio un esempio: dal momento che accetto le linee di una religione o di un partito,io lo faccio in piena libertà. E mi sento liberissimo. Io per esempio, che non mi riconosco nel pensiero liberale, vivrei benissimo in un paese socialista ,anzi in un regime di socialismo reale. Benissimo e mi sentirei liberissimo. Per altri invece la libertà è la democrazia liberal-capitalista. Fanno bene a sostenerla se ne son fieri, fanno malissimo quando – e questo capita spesso- si sentono i tutori assoluti del bene . La cosa ironica è che sono convintissimi di lottare per la libertà di espressione e pensiero,quando non fanno altro che voler combattere la diversità di pensiero. Sono quelli che vi attaccano sul personale se doveste sostenere un’idea storica,politica, religiosa,diversa dalla loro. Manifestando quell’ipocrisia imperialista fatta di ricatti morali e intellettuali davvero sconfortanti.

Io invece vivo seguendo un pensiero preciso: non la libertà assoluta,totale,basata sull’egocentrismo infallibile di chi sta dalla parte giusta,ma la responsabilità sociale e individuale. Perché non penso mai con Io,ma con noi. Perché credo nella felicità e nel vivere a pieno la nostra vita non nelle somiglianze ,ma nelle diversità e non accetto nemmeno i piccoli fondamentalismi di chi vorrebbe insegnare a me la sua libertà da esportazione,( dimostrando che più che al pensiero dei grandi filosofi liberali,si rifacciano al take away delle pizze da trasporto), riconosco ogni mia singola responsabilità su ogni mia azione ,mia parola, mio modo di essere. Non ho il delirio del : io sono libero di fare questo e dire quello e tu zitto.Mi pare un atteggiamento di egocentrismo reazionario e fascista non tanto diverso dai legaioli
Ecco cominciare a chiederci quali siano i nostri limiti, quale le nostre responsabilità, non ritenerci invulnerabili e sempre nel giusto,comprendere che esistano altre vittime,altri massacri,altri orrori,alcuni antichissimi e altri nuovi , che la vittima non ha colore,passaporto,identità sessuale,e che se difendiamo la vita e la memoria delle vittime occidentali ed europee ,è quanto meno idiota non domandarsi cosa abbiamo commesso in Ucraina, chi abbiamo sostenuto e che i russi bruciati vivi dai fasci ucraini sono le vittime. Non commettono massacri e atti criminali solo quelli che sono lontani dal sacro e libero occidente.
E a livello personale ritenerci padroni di niente e di nulla,nemmeno di noi stessi,ma persone che vivono in una società , insieme agli altri. Con un solo compito fondamentale: confrontarsi. Sempre.
Cosa difficile dal momento che molti liberi pensantori non fanno altro che aizzare folle e singoli a un assurdo scontro tra tifoserie. Semplicismi, ottusità, idiozie ,ecco cosa vedo e leggo nei social network, ecco cosa dovremmo debellare noi che effettivamente abbiamo avuto il grande dono dell’illuminismo. Per esser quel esempio di libertà civili,umane,individuali,che ci piace pensare di essere,quando siamo solo dei fetenti ottusi partigiani del tifo scomposto del nostro egocentrismo massificato e del pressapochismo ignorante,ma che si permettono di giudicare popoli e persone che non conosciamo in base alla razza,alla confessione,al sistema politico.
Io prendo la giusta distanza da costoro: assassini ignobili di vignettisti e di “infedeli”, talebani delle libertà occidentali, complottisti dementi, reazionari guerrafondai. Sto con quelli che sono lucidi,che pensano al plurale,che credono nel socialismo.

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