Archivio | settembre, 2015

I Colpevoli

3 Set

Ogni tanto una foto ci commuove, ci scuote, per un attimo. Un giorno. Giustamente rammentiamo di aver un cuore da qualche parte, un pezzetto d’anima. Ce la prendiamo con il destino cinico e baro, con il mondo che è un brutto posto, ma non pensiamo mai ai capi di governo occidentali, alle monarchie arabe, e ai loro complici.

D’altronde la nostra prosperità economica, il benessere, delle nostre nazioni dipende, da sempre, dallo sfruttamento delle classi meno abbienti e dal colonialismo.

Le nostre giovani democrazie si sono sempre sostenute così. Poi costruivamo strade e altre belle cose, ma per i nostri coloni, non certo per rendere migliore la vita della gente che viveva laggiù da molto prima.  La cosa importante è ritenersi innocenti, civili, democratici. Sconvolgerci per le barbarie altrui, mai per le nostre.

Sicché quando giustamente piangete i morti annegati, soffocati, le vittime dell’ immigrazione, fate benissimo.  Vuol dire che avete compreso una cosa banale, scontata, ma che da molto tempo è pressoché dimenticata:  noi siamo esseri umani. La morte di un figlio, un padre, un amico, un fratello, una sorella, madre, moglie, è identica sempre e comunque in tutto il mondo. Cambiano le cause. Ed è su queste che siamo colpevoli.

Quelle persone potevano e dovevano vivere. Chissà cosa potevano diventare: forse niente, forse criminali, forse era nel destino loro finire male. Forse no. Una vita normale: famiglia, lavoro, piccole cose. Come me, come te.  Noi abbiamo deciso di intervenire. Non contenti di quella guerra al terrorismo che alimenta da 14 anni il terrorismo, anche per una certa confusione: Bin Laden prima alleato contro i sovietici, poi figlio di puttana, l’isis prima giovani ribelli pacifici e sbarazzini, ora figli di puttana. Ecco non è facile combattere il terrore se sono un coglione che non sa scegliersi gli amici. Ma questo non è un problema: abbiamo delle magnifiche cose in campo filosofico e culturale e ci basta per crederci superiori agli altri. Ignorando che pure loro in quel campo non sono secondi a nessuno.

Li abbiamo sempre derubati, spesso schiavizzati -e quanti milioni di morti nei viaggi verso le nazioni libere e civili- siamo stati capaci di genocidi, ma ogni volta ci stupisce la ferocia del diverso, mai quella di chi è come me. Problema che nasce per l’indifferenza che proviamo per le vite altrui.

Non è vero, come mi è capitato di leggere, che tra i sostenitori degli interventi in quei paesi e i razzisti, siano peggio i primi. Rifiuto totalmente la mentalità da superclassifica show, dove si cerca di dar colpe a destra e a manca, per una ragione simile: non voglio dare alibi. Partendo dal fatto che un razzista non penso si sia mai interessato di Gheddafi o Assad, ma che li abbia semmai visti come arabi del cazzo, io a costui do una grossa colpa: l’assuefazione alla disumanizzazione. E ci metto anche un’altra: la vigliaccheria, codardia, infame e squallida di chi sta al sicuro. Lontano dalla guerra

E se colpevoli lo sono i capi di governo, i sinistrati imbecilli che applaudono la libertà portata da eserciti e rivoluzionari del menga, gli ultra rivoluzionari permanenti con il sostegno fortissimo ai tagliagola per incapacità di saper riflettere e per imbecillita assoluta, ecco io reputo colpevoli anche quelli che vorrebbero che ne affogassero di più, che alimentano l’odio verso il diverso e l’altro, che fanno gli spiritosi sulla tragedia altrui. Ecco questi mi fanno più schifo rispetto a chi almeno ha un piano di conquista e guadagno, no questi sono stronzi, frustrati, repressi, che godono della sofferenza altrui. Vigliacchi che non hanno il coraggio di ribellarsi e vivere a pieno e con gioia la loro vita e allora sperano, auspicano, pretendono, la sofferenza degli altri.

Io l’errore grave di dire che non sono peggiori degli altri non lo faccio. Sono peggiori, sono la feccia. Proprio perché inermi a tutto, tranne che alla loro frustrazione la quale diventa tifo per la morte e la distruzione del diverso.

Per questo, pur avendo grossissimi limiti, non critico Saverio Tommasi. Lui ha un solo scopo: ricordarci che siamo tutti uguali noi esseri umani e che il primo passo per accettare codesta cosa è accettare l’altro da me. Nella nostra società e in questi tempi è rivoluzionario dire queste cose.  Più dei rivoluzionari da tastiera, dei turisti della rivoluzione.

Sicuramente va preso solo questo e il suo discorso sul “restiamo umani”, altrettanto vero che politicamente non ha rilevanza. E allora? Invece di scrivere cazzate del tipo : tommasi è l’altra faccia di Salvini, cosa che è ridicola solo pensarla, ecco, noi che abbiamo un’idea più profonda, militante, politica, invece di occuparci di costui, dovremmo per primi rammentare ad amici, parenti, conoscenti, la natura imperialista e colonialista delle nostre guerre e come causa principale di immigrazione

Ma sopratutto dovremmo ricordare a noi stessi di rimanere umani, provare tenerezza per il prossimo, solidarietà sociale e individuale, non accettare la propaganda del regime liberal- capitalista, provare astio per i reazionari e rammentare i nomi di Sarkozy, Napolitano, La Russa, Berlusconi, Cameron, Obama e tanti altri come responsabili di queste morti e di questa immigrazioni di poveri cristi.

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