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L’indifferenza non risolve nulla

5 Dic

A me capita spesso di leggere sui Social Network, o di ascoltare durante le discussioni colle persone, inni all’indifferenza come metodo giusto e sicuro per ostacolare la devianza fascista.

Questa idea è la sorella militante di un’altra grande idea di questi tempi: non fare la morale. In poche parole non criticare e giudicare gli altri e le loro azioni.

Chi espone codesti pensieri, spesso è in buona fede.  Egli o ella motiva il tutto ponendo al centro del loro dire una giusta distanza nei confronti degli altri. L’idea sarebbe: “Ognuno di noi è debole e misero per cui perché rompere le palle agli altri. Che ne sappiamo della loro vita e delle loro scelte?” Non nego che possa sembrare giusto un ragionamento simile ma a mio avviso si notano anche certe debolezze

La massa di persone che critica gli altri di far la morale, insegnare come si vive, e tutte quelle scemenze lì, a loro volta stanno moralizzando e insegnando cosa sia giusto dire o fare nei Social Network o nella vita. Il tono è lo stesso: categorico, chiuso nel proprio pensiero e visione del mondo, con una spruzzata di progressismo libertario all’acqua di rose.

Io penso che il famoso detto “vivi e lascia vivere” non sia affatto un modo umano di rispettare gli altri, ma una pessima imitazione di Ponzio Pilato :” Me ne lavo le mani”.

Un fatto letto, sentito, che coinvolga un conoscente o no, ci dovrebbe portare a riflettere e prendere posizione circa le “non scelte” e la mancanza di responsabilità individuale e sociale, che ci spingono a compiere grossi errori.

I consigli degli altri per quanto possano dar fastidio e risultare inopportuni, in realtà ci offrono un punto di vista altro e oltre su una situazione che , direttamente o indirettamente, stiamo vivendo.

A volte sono anche delle immense cazzate ma ci spingono a non giustificarci, chiuderci in un nostro recinto in cui siamo sempre le vittime, quelle che hanno bisogno di consolazione e di sentirsi dire: “Hai ragione, che male c’è?”

Io giudico e critico; lo faccio in primis con me stesso e poi si allarga il discorso agli altri. Condanno il peccato e non il peccatore, non mi interessa il nome e il cognome, ma il gesto.  Tutto questo perché son convinto che noi uomini siamo esseri morali ed etici, portati anche a compiere cose orribili ma dalle quali possiamo e dobbiamo prender distanza, grazie all’auto critica e al giudizio e consiglio altrui.

Noi dovremmo esser sempre e comunque partigiani, militanti, precisi e decisi nel valutare il mondo e l’uomo.

Questo distacco progressista dalle cose e dalle persone, in molti casi diventa “l’indifferenza buona” nei fatti politici.

Vi è questa curiosa e fallace idea per cui non si debba dar spago alle stronzate dei fascisti. Molti sono convinti che ignorando la loro presenza, i nazifascisti si sgonfino da soli.

Io ho una domanda: ” Il fascismo e il nazismo sono stati sconfitti dall’indifferenza codarda dei più, o dalla lotta contro di essi?”

Hitler e camerati si sono stancati a un certo punto perché nessuno gli faceva una resistenza forte ed ostinata, oppure sono stati i valorosi soldati dell’Armata Rossa e gli alleati a stroncare il nazismo?

Quante vite di oppositori o semplici nemici del nazifascismo ha salvato l’indifferenza e quante l’azione diretta contro questi aguzzini?

Basterebbe riflettere su queste cose.

Ogni epoca ha i suoi regimi, certo, i cani al servizio di esso  sono sempre fascisti.  Il sistema pesca sempre nell’estrema destra, la quale si evolve e confonde le masse con piccoli aggiustamenti teorici alla loro fede nel manganello.  Per cui ritenere che i fascisti oggi siano quattro gatti spelacchiati,  ridicoli e poco pericolosi è un grave errore.

Questo sbaglio ha due ragioni: 1) si prendono le cose a cuor leggero, 2) si è complici con loro.

In questi ultimi tempi si è dato ad essi troppo spazio. Noi abbiamo lasciato che facessero a pezzi la storia della resistenza, accettato ogni forma di revisionismo idiota e campato in aria, considerato casa pound un non problema, siamo già stati indifferenti nei confronti di costoro. Non mi par che si siano ottenuti grandi risultati. Se non la crescita di elementi nazi fascisti nei settori popolari dei quartieri di periferia e nelle scuole.

Basterebbe conoscere la storia e notare come una certa indulgenza verso il fascismo, la non comprensione della portata del fenomeno, le beghe per unir la sinistra,  la codardia liberal-capitalista e l’indifferenza delle masse, abbia portato al potere il nazifascismo cento anni fa.

L’indifferenza non è mai una soluzione. Non salva o aiuta i nostri amici quando compiono delle clamorose cazzate, non guarisce il paese dall’infezione del fascismo.

Un comunista che sottovaluta anche un solo pirla nazista non è un compagno di cui ci si possa fidare. Perché non comprende che il fascista ucraino, argentino, americano, israeliano, del brukina faso, o del pianerottolo di casa, non sono diversi. Tutti loro obbediscono alla legge del più forte contro il più debole, di violenza nei confronti di ogni compagno, portatori di un’idea della patria errata e dannosa.

Il legame col capitale è chiaro e diretto. Come colle forze dell’ordine e di certa Chiesa.  Per cui quando ce la prendiamo col capitalismo, l’imperialismo, il colonialismo, non deve mai mancare la condanna al fascismo. Che essi siano quaranta milioni o due coglioni.

Ernesto Rossi scrisse un bellissimo e fondamentale libro sul rapporto capitale- regime fascista: I padroni del vapore. L’autore in questo libro dimostra come il terrore per le lotte operaie, abbia spinto il padronato a finanziare il fascismo.  La stessa cose successe sul finire degli anni 60. Non dovremmo forse parlare di fascisti, quando si parla di stragi di stato? O si pensa che siano tutti democristiani i terroristi neri?

Sicché denunciare, combattere, contrastare, l’estrema destra è un dovere e obbligo di qualsiasi comunista o, mal che vada, democratico sincero.

Non solo per un reale pericolo di presa del potere da parte di questi imbecilli. Anche come semplice rivendicazione politica e quindi morale ed etica: noi coi fascisti non abbiamo nulla a che fare e non li tolleriamo.

Il fascismo non è un’opinione ma un crimine.

 

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Cercavi giustizia,trovasti la legge.

3 Nov

Io sono uno che rispetta le regole. Mi dici: “Metti il casco!” Lo metto.  “Allaccia le cinture” Taaac,allacciate. Sto in fila , aspettando il mio turno, non parcheggio nei posti lasciati per chi ha un handicap, faccio sempre lo scontrino,anche se mi dicono di non farlo, mi reputo una persona civile che vuole vivere tra civili. E non ci vedo nulla di rivoluzionario nell’illegalità spicciola,rebelde. Mai . Non è nemmeno questione “nasci incendiario, muori pompiere”, per rispetto ai grandi piromani della storia ( Lenin, Stalin, Mao, Ho chi min), e in totale disprezzo per i pirlomani dello spontaneismo caciarone.

Amo l’umanità, l’ho sempre detto e dimostrato con la mia vita, ( chi mi conosce lo sa), e reputo che chiunque compia atti criminali,si ponga al di fuori della civiltà.  Reputo fondamentale da parte dello Stato una sanzione, una punizione, una possibilità di rieducazione e cosa importante: reinserimento nella società. Si può esser severi,mai sadici .

Quindi non sono uno di quelli che scrive: potrebbe capitare anche a te. Non amo gli allarmismi, non amo questi mezzi assolutamente banali e fuorvianti per far passare una teoria.  Non parlo mai di gulag o siberia,quando devo spiegare perché credo nel comunismo  e reputo ridicole quelle persone che per farti cambiare idea o farti sostener la loro tesi puntano sulle paure comuni: esser prelevati, imprigionati,assassinati. Non credo affatto che questo modo di porsi  possa attirare attenzioni e riflessioni da parte delle masse.

Però credo nella giustizia. E non mi pare che essa giri con una divisa. Non credo che essa debba fare distinzione: “ah,vabbè te sei un poliziotto? Si manganella pure sti cazzo di operai,va! Non ti preoccupare. Però ,oh, mi raccomando ai mafiosi portaci il caffè in cella. E salutali, porta rispetto. Poi se sei incazzato , perché capisco che ti incazzi, va: ci sono dei tossici più vivi che morti. Stanno sul cazzo a tutti,vai tu e i tuoi colleghi e giù di botte.”

Alcuni criminali fanno più schifo di altri. Si,perché all’italiano piace chi è forte. Guarda quello : è un capo mafioso,fa paura a tutti. Sai che ha sciolto tanta gente nell’acido “VIVA” , ha messo bombe contro giudici che non si facevano i cazzi loro, troppo figo! Il mafioso è l’amico che con mezzi poco ortodossi e civili ci fa giustizia. Ti trova anche lavoro eh. E poi la mafia aveva una morale.

Te dimmi che morale hanno questi tossici pericolosissimi,come quello..Come si chiama? Stefano.

Ora capisco tutto,ma andiamo! Vuoi mettere il boss che va a messa con la famiglia, gente per bene eh. E sto tossico?Ma sarà mai stato a messa? Non penso.Quindi al popolo va bene che i loro amici poliziotti lo ammazzino di botte.

Ma a me no. E non ti dico:era innocente. Non mi interessa. Odio i santi . Non li sopporto. Avrà fatto i suoi sbagli, sarà stato fragile,ma che ne sappiamo? Perché ci sentiamo in dovere di giudicare una persona attraverso il sentito dire,il pregiudizio?

Non è che sia un tossico. Non è quello. Non meritava quella fine. Non meritava il sadismo di stato.

Era nelle mani dello Stato e della giustizia, doveva scontare una pena, se colpevole di qualcosa,ma sopratutto – e questo lo dimentichiamo sempre- doveva aver la sua occasione per reinserirsi nella società.  La famiglia  e lo stato servono a questo: a inserirti nella tua società. Per essere sereno

E chi decide che Stefano non sarebbe diventato un cittadino sereno?Come si fa a negare questa possibilità?

Lo puoi fare se appartieni a un sindacato di poliziotti non proprio sani di mente. D’altronde se lo meritava per la vita che conduceva. Quindi una prostituta merita lo stupro? Non può fermare uno di questi agenti per cercare giustizia?No,perché conduce una vita irresponsabile

Io credo nella responsabilità e nelle conseguenze e mi pare che Stefano Cucchi, stesse già pagando le conseguenze. Lo stato dovrebbe fermarsi lì. Invece si è voluto colpire un ragazzo, strappargli la vita ,come se fosse un atto dovuto.

Una sorta di macabro “colpirne uno per educarne cento”, ma in salsa fascista: quindi prendi il più debole e massacralo.

Io credo nella giustizia, nella legge, credo nelle regole e penso che questo paese vada male proprio perché incivile, vigliacco, lecca culo dei potenti che possono farci male, sostenitore dei farabutti, dei disonesti, dei “furbi”

E tutti questi lati negativi li puoi trovare anche in chi serve lo stato.  Da quanto tempo vedi bastonare i lavoratori? La puoi chiamare giustizia? No.

Dici : siamo stati provocati. E tu ci devi passare sopra.  Come fai quando hai a che fare con criminali organizzati o colleghi corrotti.

Non sei il solo sotto pressione, lo sono anche quei lavoratori che hai bastonato. Non ti rivedi in loro? Non pensi che ti sia , per classe di provenienza, più vicino un operaio, un sindacalista, pure un tossico,che un imprenditore , un politico,un mafioso? Va bene, bastona pure. Ma cambia soggetto.

Sopratutto: sai che fai parte degli esseri umani? Si. ti sembra bello e giusto mostrare il dito medio ai famigliari del morto? Ti sembra un atto di persona irreprensibile ,che fa una vita sana?

Io non credo che la polizia sia mia nemica sempre e comunque. Non temo di finire in galera o altre cose. Non voglio santificare nessuno. Penso che la giustizia sia sopra agli uomini e non tenga conto delle divise. E un delitto odioso commesso da uno sbirro sotto pressione è identico al delitto odioso di un operaio sotto pressione. Entrambi non devono rimanere liberi. Devono essere assicurati alle patrie galere e pagare per il loro reato. Ma non sia mai una punizione continua,un abbrutimento dell’essere umano, un abbandono alla inedia e alle regole d’onore di gente senza onore.

La seconda possibilità dovrebbe essere una garanzia in una società civile. Quello che avete negato a Stefano e non solo.

Per questo non vi considero agenti di polizia,ma criminali. Per le parole che usate, il pensiero che avete , per quello che siete.