Archive | politica RSS feed for this section

13

7 Nov

Dicono che siano tredici. Che poi cosa vuol dire? Un numero, a noi piace tanto spararli! Sei milioni di morti, centomila dispersi, quaranta feriti. Numeri. Dicono tanto, ma non tutto.

Per esempio chi sono questi morti, dispersi, feriti. Cosa desideravano, che sognavano, cosa li divertiva e cosa li faceva arrabbiare. Perché dietro a un numero poi c’è la persona, eh!

E le persone sono strane: mica per forza buoni, non necessariamente cattivi. Tutto un casino di nobiltà e grettezza, semmai.

Spesso anche solo dei simboli, il lavoro che fai – senza indagare per quale ragione fai quel tipo di professione- ignorando che si possa vestire un panno, ma non condividere tutta la linea di comportamenti che spesso si è “costretti” a dover metter in pratica.

Bello, no? La buttiamo sull’umanità tutta meritevole e uguale, e non badiamo ai fatti politici, alle scelte e responsabilità sociali. Perché queste cose pesano e anche molto.

Esse ci spingono ad analizzare i fatti, a partecipare non tanto emotivamente e in balìa del sentimento spontaneo, ma socialmente e guardando alla classe e alle sue contraddizioni.

La non violenza è una materia complessa, come anche il pacifismo, nessuno mette in dubbio che siano modi di intender la vita e la politica nobilissimi. Ammiro chi con coerenza rifiuta ogni tipo di uso della violenza. Non la sua idea, ma la sua coerenza.

Sapete cosa invece non tollero: la strumentalizzazione e manipolazione dei fatti e delle analisi politiche, da parte di quelli che si considerano scevri di ogni populismo, incoerenza, di quelli che – glielo hanno detto i debunker- hanno ragione perché si.

Non tollero che si proibisca un percorso ad una manifestazione, che si lasci ribollire gli animi, che si arrivi a uno scontro per metter in moto la propaganda idiota del: “manifestante= terrorista”. Che si rappresenti una grande fetta di popolazione come degli idioti che parlano a vanvera, violenti, cretini e una parte invece pacata, equidistante, sempre ben informata.

Lo scontro e il dissenso sono cose per le quali ci piace bombardare di critiche, quando non di vere bombe, tutti i regimi non allineati alla dottrina liberal-capitalista.  La libertà di parola, espressione, stampa, di manifestare, è la base più solida su cui costruiamo le nostre certezza di razza superiore che ha i suoi sacri valori occidentali. Stigmatizziamo e condanniamo con veemenza quando in altre parti la polizia si mobilita contro i poveri ragazzi, la migliore gioventù, gli inermi cittadini.

I quali, tanto per dire, non è che stiano a prender randellate con l’occhio umido a favor di telecamera. Reagiscono e anche con violenza, ma sta parte la dimenticano sempre, i nostri amici liberal-capitalisti.

Dimenticano, ad esempio, i soldati cinesi bruciati vivi e impiccati da quei pacifici studenti tanto buoni e bravi.  Dimenticano che i giovani ribelli hanno trasformato un paese come la Libia, per quanto si possa anche criticare Gheddafi, in uno stato diviso e senza un vero e proprio governo. Loro dimenticano

Però, magia delle magie, inorridiscono, sbraitano, fanno la voce grossa, come tutti i codardi che bramano il sangue ma gli fa schifo sporcarsi le mani, per arginare il grossissimo problema della violenza di chi è antagonista politico nel paese delle meraviglie e del benessere che è l’Italia, ma la cosa viene ampliata a tutto il magnifico mondo occidentale. Più o meno.

Certo dobbiamo aver dei limiti, ci devono esser per forza.Non è che uno debba o possa fare tutto ciò che vuole! C’è la legge! Infatti: visto che siete tanto legalitari  vi rammento una cosa: vivete nel paese in cui sistematicamente viene ignorata una sua legge.

Quale? La numero 645 del 1952. Perché per voi è normale veder manifestare i fascisti ed estremisti di destra. Si, dai sono carucci eh! Gli sta a cuore l’italia e gli italiani  Nulla da dire che una legge vieti le loro manifestazioni, d’altronde in democrazia siamo liberi di esprimere i nostri pensieri .

Oh, bene! Sicché per quale motivo si è cercato e voluto lo scontro diretto a Firenze? Per aver 13 poveri cristi da usare come martiri del terrorismo locale? Per distruggere civilmente e democraticamente  il dissenso interno?

Perché la critica a chi manifesta non è solo diretta contro chi ” è sceso in piazza”, abbandonando l’isola comoda e protetta del dissenso e scontro su e da social network. In realtà è molto più profondo e amplio.

Come vengono considerati gli scioperi? Cosa pensiamo delle lotte da parte della classe operaia o dei lavoratori? Che idea abbiamo come democratici del lavoro altrui?

Individualista, ecco che idea abbiamo. Si pretende dal momento che siamo passati da “cittadino” a “cliente” di poter esprimere in modo spesso villano o disinformato le nostre preziose idee sul lavoro altrui e su come debba esser eseguito.  Vediamo con immenso fastidio ogni tentativo da parte operaia, sopratutto, di ricordarci i loro problemi. Di ricordarci che i padroni non camminano sulle acque e non hanno nessuna santità, questa cosa è sconveniente visto che nella libera impresa e nel libero mercato si fonda la nostra fragilissima società. Tutti giovani, tutti imprenditori. Gli altri sono meno giovani, sono sicuramente dei pezzenti che non hanno brillanti idee.

Quanto dissenso è possibile nel mondo del lavoro in un sistema democratico? La crisi ha contribuito certamente a ridurci servi di un sistema del lavoro anche ampiamente criticabile. Si lavora con malumore e la paura di perderlo quel posto, sentendoci ormai inoffensivi e senza nessuna solidarietà di classe. Ogni tanto giunge notizia sui giornali, ma è cosa quasi folkloristica, vista con paternalista nostalgia.  Ci sono questi che poverini fanno tanto casino, compatiamoli.  D’altronde il mercato.. Una società liberale e progressista che non crede in Dio, ma ne ha inventato uno anche peggiore: il Libero Mercato. Che chiede, domanda, pretende, quasi sempre dalle classi proletarie e dalla piccola e media borghesia. Ai secondi, per macabro umorismo, gli vende pure l’idea che sono meglio dei primi, che loro si godranno il miracolo, basta esser furbi, poi …Finiscono in rovina. Perché il libero mercato mica viene in pace, ma còlla spada .

Quindi il dissenso non è accettabile nelle piazze, nei luoghi di lavoro e nel libero scambio di opinioni?

Ma che sei matto? Siamo in guerra contro il Populismo. Ecco, questo è il vero tocco di genio, la vera arte della comunicazione e della propaganda.

Far credere che vi sia un’urgenza reale per la democrazia che è il populismo.  Parliamoci chiaramente: esso è un problema. Uno dei tanti che abbiamo e se dovessimo davvero controllare da vicino, si capirebbe che a subire i fortissimi colpi dei cretini del 1111!!!!! sono le opposizioni politiche e sociali. Il populismo è la metastasi assoluta dell’opposizione. Che finisce screditata, distrutta, da una serie di scemenze, complotti ridicoli, parole a caso, semplificazioni bestiali

Mentre corre in soccorso al pochissimo credito che avrebbe, di norma, l’attuale democrazia liberal-capitalista.  I saputi e intelligenti di Facebook, si sentono tale, perché nei mezzi di comunicazione moderni non manca mai una stronzata dei populisti. Si critica il loro atteggiamento di fanatici, la strumentalizzazione dei fatti e delle persone per ottenere consenso o far pubblicità alle loro idee.  Per cui, anche se volessi criticare le riforme e le politiche governative, nel nome del “meno peggio” si arriva a puntare il dito contro un nemico barbaro e incivile e sostenere, magari turandosi il naso, una parte che ci pare civile e ragionevole.

Ci pare perché in realtà noto poca differenza tra i fanatici cri cri e quelli del “bomba”. Entrambi convinti di esser l’unica reale risorsa del paese, entrambi convinti che il loro o i loro leader/s abbiano sempre ragione, entrambi incapaci di dubbi e dissensi sia interni che esterni.

D’altronde la simpatica onorevole che strumentalizza la morte della Anselmi, pubblicando la foto della Iotti, per dire di votare si, le piazze a un tratto riempite da persone che ivi transitavano anni prima, il terremoto che ci dovrebbe spinger a sostenere il sì, giusto per citare alcune prelibatezze, non mi paiono così diverse rispetto alle becere manovre dei populisti.

Solo che se dovessimo analizzare bene codesta cosa, magari ci verrebbe voglia di pensare ad organizzare un dissenso e scontro contro il nemico principale e non perder tempo con una deriva politica figlia della scomparsa e inerzia di molta sinistra.

Esisterà un modo per gestire in modo intelligente l’ordine pubblico e garantire l’esercizio democratico del dissenso politico, in particolare in un sistema che lo gradisce assai a casa degli altri, ma ha difficoltà a comprenderlo tra le sue fila.

Un sistema scevro e libero da ogni opposizione ben formata e preparata a livello ideologico e organizzativo, avrà sempre la meglio su qualsiasi forma di protesta. Poiché la rabbia e in parte anche l’idiozia dei “minchia, zio bordello”, metterà sempre in crisi il risultato di una sana operazione politica di dissenso sociale .

Per quanto mi riguarda, in un contesto come il nostro, non posso che esser solidale con i manifestanti, gli operai e i lavoratori in sciopero e con chi voglia far sentire la sua voce, la sua presenza, contro le leggi ed organizzazioni politiche liberal-capitaliste da una parte e per il più totale isolamento e cancellazione dalle lotte politiche di populisti legaioli e di altra forma.

è normale

28 Lug

Probabilmente aveva ragione Eco: dai a un imbecille la possibilità di esprimersi liberamente e ne vedremo delle “belle”. Non tanto perchè la rete sia il male assoluto, ma perché la vergogna urlata , fai girare e condividi, vale solo per la fantomatica casta e non per gli individui, sempre più mostruosi e meschini, che dovrebbero chiamarsi cittadini

D’altronde appare normale. Un tizio qualsiasi cosa sente durante la sua vita: attacchi agli intellettuali, ai radical chic, agli ipocriti che parlano di bontà, empatia, condivisione. Sono loro i veri e unici nemici del paese. E chi sono gli eroi? I pirla. I cafoni arricchiti. Gli ignoranti ruspanti. Questa gente è il nostro orgoglio.

La vergogna sarebbe invece necessaria. Vuol dire aver idea anche dell’altro da sé e che se dovessimo aver un momento di rabbia, una repulsione, dovremmo controllarla, ragionare, e poi eventualmente scrivere o parlare.

Le mamme di Peschiera Borromeo e il padre scioccato dalla presenza di disabili nel suo rifugio di quiete estiva, evidentemente non la conoscono la vergogna. O forse si. Vivono esistenze talmente mediocri, vittime di paure, pregiudizi, allarmismi, che la vergogna per loro sono quelle esistenze talora tragiche, talora con diversità evidenti, che per loro non devono esistere. Sporcano il paesaggio tranquillo delle loro vite.

In più sanno che il popolo è con loro. Codesto popolo mitizzato, idolatrato, al centro di tantissime leggende metropolitane, sopratutto fra compagni che, per mancanza di coraggio ideologico e politico, devono ciecamente seguirlo. Quando non si accorgono o lo sanno, ma il lavoro è troppo pesante e duro, esso senza coscienza di classe è portato naturalmente alla reazione.

Salvini e compagnia non fanno nulla di speciale, dicono e scrivono quello che un popolo di masse amorfe, succube della sua stessa frustrazione, represso e stressato, pensa e fa.

Così mentre fanno crociate contro gli anormali, dal loro miope punto di vista, a costoro par normale – usando sempre come scusa i bambini, farabutti e vigliacchi che non siete altro, non nascondetevi dietro ai figlioli, pezzenti codardi, ma palesate la vostra squallida ignoranza e idiozia- togliere il figlio da un centro estivo, perché – orrore orrore- vi lavora anche un rifugiato del Ghana.Non un pericoloso terrorista, non un bigotto frustrato, non un decerebrato di estrema destra, non una legaiola che se la prende con le parole di Imagine, ma un ragazzo che viene da un paese che ha i suoi bei problemi. Uno che forse ha fatto anche un viaggio drammatico e duro, o forse no. Ma sicuramente, care mamme, a lui non viene in mente di giudicare la vostra bassezza morale ed etica, la vostra mania di esser sempre giovani e tirate, le vostre macchine, la merce che diventa la vostra vita, vita soffocata dalla paura che tanto vi tiene compagnia  e voi preferite la sua, di compagnia, piuttosto che conoscere l’altro

Perché la paura è comoda, tipo quelle poltrone che si distendono e ti permettono di dormire bene. Conoscere invece è duro, difficile, pieno di delusioni e sorprese. No, meglio urlare: ruspaaaa!!! O dire italia agli italiani.

Quelli che aggrediscono gli altri, i diversi. E che voi ritenete vostri simili. Che un giorno potrebbero esser vostri figli, e visto che educazione del cazzo avete dato a loro, non mi stupisco che possano, a parole o nei fatti, dar notizie di loro sui giornali o in tv. Brutte e spiacevoli notizie, per me. ” Ragazzate”, per voi.

Ora: lo confesso.Sono un nemico del popolo, eh! Ebbene sì. Nell’ordine sono: radical chic, buonista, ipocrita perché credo e applico la bontà, l’empatia, la condivisione. ” Gente lontana venuta dall’est, credeva in un altro e non mi hanno fatto del male”, ecco questa frase da una vecchia canzone di De Andrè illustra bene il mio rapporto con lo straniero, che poi è un uomo come me. Non un mostro, non si ciberà dei vostri figlioli. Dispiace, lo so che nel profondo delle vostre anime nere, non vi dispiacerebbe, ma non succederà.

Certo la disabilità ci inquieta, ci colpisce, non riusciamo a gestire bene i nostri sentimenti, ma se dovessimo fermarci a questo, ci parrebbe normale scrivere un commento/recensione su un social, dove con la consueta codardia e cioè usando i figli, diciamo palese e chiaro che i disabili nei luoghi di vacanza non devono proprio esserci. O almeno avvisate noi gente normale e per bene. Che non veniamo. Nel mondo, infatti, non esistono diversi e disabili, ma solo dei simpatici coglioni pieni di pensieri scadenti e senza un po’ di bellezza nel cuore.

Loro però sono normali. Normali, anzi da capire perché figli di un reale disagio, i loro commenti violenti e rancorosi, per ogni argomento. Non è solo infatti il diverso e il disabile ad esser il nemico, o il buonista radical chic. Leggete i commenti dei signori per bene ed onesti cittadini, ad esempio, sul lavoro scientifico fatto da Samantha Cristoferretti nello spazio. Un tale odio legato al sesso di costei, da parte di maschi bavosi e vomitanti idiozie, che poi sono le stesse cose scritte contro la Boldrini o altre donne dentro nella politica, manifesta una involuzione della specie. I danni della sincerità gestita dalle teste di cazzo. Qualunque sia la ragione di tale rabbia. Se non fosse giusta, va combattuta senza troppa galanteria, se fosse giusta- vedi il sostegno al governo fascista ucraino da parte di certe donne della politica- non si combatte con l’insulto, ma rendendo credibile  la nostra idea anti imperialista. Mi preoccuperei di più dei malati di mente che giocano con la geopolitica e i complotti, che fanno danni clamorosi dalle nostre parti, piuttosto che perder tempo dando della donna di dubbia moralità a chi non apprezziamo.

Qualcuno diceva che le parole sono importanti. Ed è vero. Come è importante abitare in un paese decente, aver voglia di conoscere e confrontarsi, e combattere aspramente ogni idiota che dice o scrive cazzate di cattivo gusto. Vale la pena esser giudicati ipocriti buonisti da costoro. Vale davvero la pena

La Normalizzazione

3 Giu

Lo spunto di questo post mi è venuto leggendo questo: https://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2015/06/03/e-che-sara-mai/ . In questo post si denuncia il modo leggero con cui si affronta, in una nota serie tv, lo stupro. Giustamente si denuncia il cuore del problema: la normalizzazione

Nella nostra società si avverte sempre di più una forte indifferenza verso l’altro. Che non è solo il discorso: altro=nemico, ma una cosa ancora più preoccupante: altro= nulla. Che non ha sentimenti, obiettivi, sogni, illusioni, non vive insomma. Discorso che ha una sua variazione anche nella nostra vita affettiva. Quanti sanno cosa significhi esser ” una coppia”? Vivere con un’altra persone e amarla proprio per il suo essere altro rispetto a noi? Un individualismo anestetizzato verso quello che capita fuori.

Che sia il partner, che siano persone fuggite a guerra e miseria, non è un fatto di classe o almeno non solo: è la fine dell’occidente come parte del mondo patria della filosofia e della cultura umanista.

L’economicismo gretto e sguaiato ha vinto su tutto. Questo da una parte ci spiega il perché sia quasi più importante un mezzo di trasporto privato e si spendano milioni di euro in pubblicità per farteli comprare, rispetto a educare il popolo alla solidarietà, alla cooperazione, alla condivisione. La macchina sei tu. Acciaio e quattro ruote, sono il tuo corpo. Libero di fare il ganassa, visto che poi ci tengono a dire di andare oltre alle regole.

Quindi; pensa solo a te stesso. Dopo l’auto, ovviamente.

Che rapporto abbiamo con il dolore? Cosa sappiamo di esso? L’abbiamo mai affrontato? Non so quanto possa esser vero che il dolore ci renda forti, magari anche no. So però che rifiutare di soffrire è un metodo altrettanto sbagliato. Non ti serve per costruire un percorso di comprensione, analisi, riflessione ed uscita . La donna ti lascia? Invece di passar del tempo a stare male, sopratutto ad analizzare le motivazioni di lei, i tuoi sbagli, che fai? A  puttane e a sbronzarmi. Negandoti sicuramente la sofferenza, e anche il poter imparare dal tuo errore o dai suoi. Poi ci ricaschi e la colpa è dell’amore che non esiste e tanto “ok i primi tempi, ma poi tutto finisce”. Sei un pirla, sappilo.

Quando una persona vive in modo così indifferente il suo vissuto sentimentale, come si rapporterà agli altri? Allo stesso modo. Peggio perché gli altri non meritano attenzione. Sono tutti coglioni, cattivi, pleonastici. Gli altri sono altri.

Sicché dal non comprendere il dolore per una relazione finita, passiamo a fregarcene per certe violenze. Almeno che non siamo in campagna elettorale. Lo stupro fa notizia perché possiamo criticare un’etnia, un popolo, o una classe. Non frega nulla della vittima in sé. 

Tempo fa due ragazzini avevano dato fuoco a un barbone. La famiglia di uno di loro disse: “sono ragazzi che si annoiavano”. Come si dice anche di quello che Napoli mise nel retto di un povero ragazzino un tubo per l’aria compressa. “Scherzava”  Non sentono il dolore. Negandolo a sé stessi, non affrontandolo mai, non riflettendoci mia, non provandolo sulla loro pelle o quello di un famigliare. La risposta è: minchia zio, si scherzava . Erano annoiati.

Tutto è possibile, la tua libertà d’azione non deve scontrarsi con nessun limite. Sopratutto: cosa è la morale? Una parolaccia per noi. Non fare il moralista, e basta con la morale, il moralista è un sessuofobo bacchettone. Togliendo la morale, che prima di tutto è esercizio intellettuale: la capacità di distinguere tra bene e male, giusto e sbagliato, ci pone due traguardi facili: non fare mai autocritica e quindi ritenersi sempre dei ragazzini vivaci o dei viveur della madonna, oppure non porci limiti nei confronti degli altri.

I bambini sono soggetti dalla nascita alla distorsione dei rapporti tra i sessi . Nemmeno il femminismo, nella sostanza un movimento spesso di devianza borghese e portatore anche esso di libertà individualiste ed isolazioniste, è riuscita a porre freno alla deriva della cultura patriarcale

Che da noi è fascista. Il bambino viene spinto a comportarsi da Uomo: non piangere, non rallegrarsi della bellezza e dell’arte, non vedere nella donna l’altra da sé. Proprio per questo così importante,  da trattare con massimo rispetto. Un rispetto non tanto perché donna, ma in quanto persona come te.

L’educazione sessuale e sentimentale che si dà ai figlioli è un disastro assoluto: prendila, sbattila, se dice no è si, sono tutte troie,e così via. Taluni hanno invece una figura femminile che vive male la sua condizione e non è del tutto risolta, così scatenano sul figliolo la violenza che non possono rovesciare su mariti, padri, capi.

Educare ad amare, a riconoscersi negli altri,a non aver paura della diversità, costa fatica. Troppa. Certo alla lunga avrai effetti migliori, rispetto ad altri,ma è meglio dire: cosa vuoi che sia. Vale per una serie tv, vale nella vita. Ormai non esiste una separazione, con grande predominio della finzione-indifferenza, rispetto alla difesa dell’umanità

Per questo si dà spazio a un bimbo frustrato e non cresciuto che risolve tutto con le ruspe, per questo stiamo malissimo e non comprendendolo diamo colpa agli altri, anestetizzati da troppe notizie di cronaca nera, non comprendiamo che quella foto, quella vita spezzata, appartiene a una persona. Nella cultura reazionaria italiana viene tutto etichettato sotto la voce: chissà che avrà fatto, in fondo rompono i coglioni, se lo meritano. In nome del politicamente scorretto, dell’anti buonismo, del fatto che sincerità è solo odio e coglioneria a seguito, ecco che non ci si vergogni nemmeno più di dire e pensare certe cose.

Sì: la vergogna non è quella cosa da mettere con tanti punti esclamativi a seguito e un condividete finale.Io credo sia un sentimento più sottile,importante. Ci permette di ragionare sui nostri errori e degli altri e non solo aspettarsi delle scuse,ma anche farle.

Ritenere normale che una serie usi lo stupro con leggerezza, ci porta a non soffermarci sulla sofferenza dei singoli quando capita nella vita reale. Tanto è finzione, tanto non capita a me.

Ogni cosa che colpisce e crea sofferenza nell’altro, riguarda me. Sempre. Trattasi di responsabilità sociale.

Il nuovo che avanza…a manganellate

30 Ott

La storia è sempre la stessa: ogni tanto ci dicono che il nuovo avanza. Si discute e parla per mesi sui giornali, in tv, persino i cittadini. Qualcuno ritiene il caso avvisar che nulla di nuovo si è palesato nel paese. ” Stai zitto scurnacchiato! ” e ti guardano come se tu fossi un residuato bellico, di quei tempi dove – pensi lei- c’erano manifestazioni, occupazioni, lotte politiche e popolari. Cose brutte, meglio affidarsi alla lamentela, al sacro blog, ai video su youtube, al complottismo tascabile. State buoni se potete e sopratutto collegati.

I problemi della sinistra sono principalmente due: 1 ) la deviazione in senso liberal e capitalistica delle sue rappresentanze parlamentari. Senza un minimo di discussione sul metodo e merito del libero mercato,del capitale, del tema del lavoro.  Tanto che pure una normale svolta socialdemocratica è vista come un’azione di sobillazione , sovversione, una rottura del dialogo con i padroni che so tanto belli e buoni.

Questa area si è allargata a macchia d’olio in tutte le istituzioni principali della sinistra di governo e sindacato. Con alcune frange di ” resistenti” seppure inquadrati in discorsi vagamente social democratici o liberali di sinistra. Per quanto fastidiosissimi, e detestabili, talora sono utili come cooperatori in certe occasioni, ( manifestazioni ecc..ecc..)

2 ) lo ripeto: gli ultra rivoluzionari. E non parlo di quelli che lucidamente per uno spirito romantico e politicizzato assai nobile, sono convinti che questi tempi alla lunga produrranno una risposta rivoluzionaria  e allora si preparano da oggi,per comandare le masse inferocite verso i veri colpevoli. No, io dico quelli che devono riversare bile contro i revisionisti traditori tutti i giorni e alla cazzo.

Vi faccio un esempio paradossale,ma concreto: dovessero le forze di polizia o le destre assassinare un alto dirigente della Cgil, loro subito direbbero che in fin dei conti era uno stronzo traditore ed è stato sistemato dai suoi,poi slogan battaglieri,linguaggio da caserma,gulag e siberia a ogni virgola,e poi? Spengono il computer  e vanno a letto.

A differenza degli esponenti del primo punto, questi non creano grossi danni. Ma sono la deriva settaria-individualista, ( loro attraverso una militanza fittizia in gruppuscoli di pochissime entità,contro il mondo cattivo. Loro intatti e puri,ai margini della società e delle lotte,contro traditori,revisionisti, masse che non li considerano), di un movimento di massa che se ben inserito nel contesto sociale, abbandonando nostalgismi inutili, azzardate revisioni storiche, geopolitica come piace a noi,ecco nonostante questi enormi difetti,questi compagni e queste compagne hanno forza,volontà,passione da vendere. Sono solo troppo scioccamente divisi in piccoli gruppi spesso in lotta tra di loro

Ma hanno la forza e la volontà del militante. La serietà anche. Per questo sarebbe auspicabile un contatto e collaborazione maggiore,creare un polo di comunisti per egemonizzare il malcontento delle masse ingabbiate nelle sfilate a presso i punti di riferimento del centrismo liberale o pallidamente social democratico, e sopratutto-il vero nemico- la deriva populista dalle quali nascono le peggiori reazioni.

Questa è la situazione della sinistra nell’epoca del nuovo che avanza.

Sia quando esso era emanazione del peggior spirito italico, cioè quella sciagura del Berlusconismo, sia con i passi sempre più diretti verso la deriva liberista-liberale delle sinistre di governo.

Tanto che da anni possiamo pure dire che il Pd non rappresenti nulla di sinistra. Per questo sono ridicolissimi i compagni che rimproverano e attaccano il pd sotto questo punto. Va che Stalin si incazzerebbe con voi,e il vostro ridicolo senso dell’analisi dei fatti reali.

La sinistra ufficiale sopravvive nelle lotte per i diritti civili, ma non sociali e questo è un grosso guaio, la quale pure con tutti i punti discutibilissimi e criticabili, è pur sempre l’unica forza a combattere il pericolo di derive reazionarie,anche sfruttando il tema del matrimonio dei gay. Il quale è certamente il problema di una minoranza, ma un comunista intelligente, dovrebbe sapere che il nemico , lo ripeto, è la reazione e l’affacciarsi sulla scena nazionale di forze estremiste di destra. Quindi anche il matrimonio dei gay, il femminicidio, ecc.. Dovrebbero essere terreni di militanza e lotta da parte dei comunisti. Abbandonarli si rischia di fare come con l’anti imperialismo,lasciare che siano altre forze ad approfittarne e devastare le radici solide e di sinistra.

In fin dei conti,come dimostrano i fatti di ieri – la carica contro i lavoratori in manifestazione e contro i sindacalisti- per quanto sputtanata la classe operaia fa ancora paura al capitale. Sei libero di navigare,insultare, arrabbiarti e denunciare il potere,ma non di mettere in discussione la base economica che permette la salvezza e bella vita di una notevole minoranza. Il vecchio discorso della lotta di classe senza la quale non si arriverà a nulla, al massimo a diventare amici di certi rossobruni mattacchioni.

Sono sempre loro: studenti, operai,sindacati, quelli che sono visti come nemici da contrastare. Gli stessi che applaudono la polizia qui da noi,sono quelli che sostengono i giovani ribelli in Libia, Siria, Ucraina. Sembrerebbe un contro senso,ma non lo è.

Sempre di reazione e derive destrose si parla.

 

Poi ci sono quelli che si illudono di aver trovato il nuovo nella figura di Matteo Renzi. E nella compagine di Picierno e varie ed eventuali che lo sostiene. In realtà nessuno è più vecchio di renzi: nel linguaggio aggressivo e votato a propagandare un Nuovo più percepito che vissuto, nella base di una borghesia media che vuol difendere il suo stato e danari, di giovinetti fighetti e modernisti, e di gente che si improvvisa e a cui il dono della parola senza intelletto dona momenti imbarazzanti davvero incredibili

L’unica novità vera  e reale sarebbe un fronte comunista unito,senza nostalgie e teste calde ,ma anche di cazzo,capace di affrontare i tempi in cui deve agire e di porsi alla guida delle masse lavoratrici.

Questo sarebbe : il nuovo che avanza

Le contraddizioni di classe

30 Giu

La nostra società si evolve attraverso il cambiamento e la modificazione delle sue classi.  In quanto il capitale ha bisogno di rinnovamenti atti a far pulizia di settori ormai obsoleti.

Questo per dire che in sostanza la lotta di / fra classi potrà anche esser rifiutata su basi più o meno solide, con motivazioni più o meno scientifiche e in buona fede,ma , ( per quanto mi riguarda),  il mondo sarà sempre uno scontro -incontro tra classi in movimento.

Il problema è relegare questa lotta e questo scontro sotto un dogma di comportamenti stabili e standardizzati delle classi. Come se la lotta di un contadino del 1800 fosse la stessa di un giovane ricercatore precario. Non è così, o almeno non lo è del tutto, perchè cambia completamente la società di riferimento. E le classi sono espressioni delle loro società, a loro volta creazioni di ben precise istanze politiche e delle relative regole ideate dai governi.

Ci si scorda che la precarietà abbia avuto una sua responsabilità effettiva, nel creare una società interclassista non aperta a un dialogo tra classi , a uno scambio alla pari, a un mescolare esistenze e rivendicazioni,ma semmai nell’impoverire quella piccola borghesia che negli anni passati guardava con interesse le classi medio-alte.

Viene difficile ritenere solo l’operaio esponente del proletariato, perché la crisi economica e non solo ha spinto settori di collegamento o posti nel mezzo tra proletariato e piccola borghesia a un certo impoverimento.

Non sono crollate le classi,ma quelle forme di condivisione , quelle ideologie e istanze che rendevano chiare e precise le motivazioni  e le azioni dei gruppi sociali,alla base della composizione di una classe.

Questo viene confuso con la fine della lotta di classe, questo viene fatto passare come la testimonianza attiva di un mondo interclassista .

In realtà è una delle illusioni del capitale.  Che fa e bene il suo lavoro,cioè quello di ridicolizzare ogni altra forma di politica, di attaccarla con scuse legate alla democrazia o altre scuse.  Una pennellata di buoni sentimenti legate alle libertà padronali dell’opinione personale,( sacra e inviolabile), e larghe fasce di onesta gente di sinistra, senza partiti e ideologie, si farà  e lascerà ingannare.

L’alternativa si è persa quando ci è bastato esser testimoni, semplici indignati, petulanti richiedenti bontà e regole solide a chi vorrebbe farti pagare anche l’aria che respiri.

L’arrivo del grillismo con il suo pressapochismo ha spinto al massimo questo contesto classista confuso e furente, unendo varie parti sociali sotto una marea di cazzate clamorose. Dando maggiore forza alle classi dominanti e ai loro partiti di riferimento

Far passare la complessità del Capitale,come una cosa tratta da 007 , avvallare complottismi di ogni risma e sopratutto i più ridicoli, non fa bene sicuramente a una riscossa classista , degna di codesto nome.

Nondimeno tutti questi elementi  e altri che verranno fuori in questi anni, non faranno altro che evidenziare le contraddizioni di classe. A discapito sempre di un proletariato sempre più povero di iniziative e legato a scontri tra poveri o di genere. Il nemico è lo straniero o il gay che mina le nostre famiglie. Non comprendendo che lo straniero lavora con te in cantiere e in fabbrica , o in altri posti come la grande distribuzione e così via. Lavoratori, ecco cosa siete. Per cui l’interesse di ciascuno di voi è difendere quel poco di dignità umana, se proprio non riuscite a difendere il posto di lavoro. E il gay non mina o rovina nessuna famiglia ” normale”, non è che donar a loro diritti naturali come il matrimonio o una famiglia, vi sterilizzi. Voi potreste sempre metter al mondo figlioli e figliole che , ma guarda un po’, un giorno si scopriranno omosessuali. E allora?

Le contraddizioni della classe proletaria esplodono violente perché manca una guida e una disciplina di partito. Movimenti e centro sociali potranno pure agire bene nel locale, offrire spunti interessanti,ma è solo un partito a dare : disciplina, organizzazione, formazione politica ,e a porsi in testa alle masse . Oggi, putroppo, amorfe, disorganizzate, abbandonate ai loro istinti peggiori di sopravvivenza.

Ma la contraddizione di classe è anche a suo modo interclassista in modo netto e positivo. Non penso sia necessario il pedigree , la purezza della fonte.

Nella classe proletaria, da sempre , vi sono ampi settori che in tutte le condizioni possibili e immaginabili, si pongono come quinte colonne interne. Loro sanno che un certo “buonismo” teorico e di prassi, tra molti compagni, li proteggeranno.

In sostanza codesti sottoproletari sono ancora più pericolosi di un borghese o di un ricco capitalista. Si pongono come ascari del capitale, portando avanti un discorso di vergogna di appartenenza, collaborazionismo per disprezzo non solo delle sue origini,ma anche nel senso fascista di prendersela con i più deboli.

Sono la manovalanza abbietta dei peggiori gesti di violenza nei confronti di minoranze e avversari politici del capitale. Sono i vocianti rancorosi di movimenti populisti,  la ciurma del dio po. Legati spesso a superstizioni e riti oscurantisti, nemici del progresso e sostenitori della reazione.

La contraddizione è legata come dicevamo al fatto che non esista più la cultura dell’egemonia sulle classi attraverso un partito politico. Partito politico , comunista, ma non legato ai dogmi dei classici e alla nostalgia, capace di esser dalla parte di chi richiede diritti e progresso, ( qui si ripete lo stesso errore del proletario allo sbando: criticare i movimenti lgbt perchè alcuni di loro siano liberali atlantisti non significa che il matrimonio gay sia una lotta sbagliata, per questo non dobbiamo mai perder di vista l’importanza di una lotta. E semmai ampliarla ad altre istanze,ma senza scossoni violenti),un partito che sappia dare ai lavoratori la dignità di combattenti per diritti inviolabili, non li abbandoni sui tetti, non li riempa la testa di trattative pleonastiche, un partito anche aperto a compromessi se è il caso,ma da un punto di forza. Non servono slogan, programmi economici seri.

Per questo la contraddizione di classe apre anche inaspettate occasioni di confronto e collaborazione con elementi borghesi, i quali talora sono davvero interessati a cause nostre. La storia ci porta tanti nomi di valorosissimi padri del comunismo, nati in ambienti della buona borghesia.

Questi settori e le loro avanguardie intellettuali,artistiche,economiche , non vanno allontanate per una stolida questione di provenienza.

La lotta di classe è sempre presente nella storia degli umani, subisce pesantissimi processi di evoluzione o devoluzione , che ci deve portare ad esser sempre pronti a ricominciare e ad agire nel preciso contesto politico e non troppo prima o penosamente dopo.

La nostalgia del passato non serve a nulla, abbiamo imparato le lezioni,ma non ci serve in questa aula e ora. Sono le basi sacre da rispettare,ma non il santino da portare in processione.

Il comunismo e i comunisti non temano modificazioni e strategie forse ancora non del tutto chiare,ma la classe con le sue contraddizioni che ne minano l’efficacia, prosegue la sua strada. La lotta non è mai finita e per annientarla usano ogni mezzo.

La nostra risposta deve essere perfetta sia in teoria che in pratica.

a volte tornano,ma non so se tornano…

12 Giu

Era una mattina domenicale, una di quelle domeniche di novembre che solitamente hanno tutta l’allegria di un film di bergman o del sorriso di Pirlo. Una cosa così. Quando mi decisi di creare un blog. Forse perché ai tempi non avevo grossi impegni, forse per dar sfogo alla mia grafomania.  O per tutte queste ragioni.

Avevo sentito parlare di blog e affini durante una soleggiata mattina al mare. Non Rimini, per carità ! No, eravamo in Spagna.  Dalle parti di Barcellona. Insomma, mi piacque l’idea di poter scrivere i miei pensieri , il mio diario e metterlo a disposizione degli altri.

Gli Altri, prima che Ben Linus e i suoi mi facessero scoprire una nuova versione , per me “altri” significava gente con cui entrare in condivisione, cooperare, conoscere.

Questo nonostante un pessimismo o distacco manifestato talune volte, come patetica difesa per i miei insuccessi sentimentali.  Ma non è il momento di parlare di queste cose. Lo faremo, forse, molto forse e più avanti.

Io avevo 28 anni quando debuttai come blogger.  Detto ora sembra tanto tempo fa e sopratutto non sembra per nulla che tu sia mai stato giovane. Nel senso: ” Ora devo scrivere di quando avevo quel blog… Malgoverno! Eh, ero un ragazzino. Come ero giovane! Si al massimo 22 anni.”

Sto cazzo!

Ok,al di là di questa botta di vecchiume un tanto al chilo… Perché hai voluto aprire, gestire, scrivere, per un lustro pieno su un blog?

Per politica. Si, signore! Solo e giusto per politica.

La mia ragione di vita, la mia passione, forse anche il mio sfogo da cuore solitario,  forse, ma sopratutto ripeto : la mi vita.

Nel 1998 rimasi colpito da Rifondazione Comunista. Mi pareva un partito di sinistra decente.  Leggevo il Manifesto, ero anti berlusconiano convinto, anche se non distinguevo tra un capitalismo becero e uno buono. No, ero per il socialismo. Forse all’epoca pensavo dal volto umano, ma non spontaneista e movimentista. Non lo sono mai stato, tranne in brevi casi . Sfogo giovanile.

Mi sono iscritto al Prc, sezione di Monza e poi sono passato a quella di Lissone. Subito in disaccordo con le posizioni amministrative, di gestione degli equilibri di potere con la borghesia, della corrente bertinottiana- alla quale dobbiamo la crisi che ha travolto e devastato la sinistra alternativa- diedi sfogo alla mia classica contraddizione : grande simpatia per la corrente dell’ Ernesto – molto organizzati , disciplinati, ricchi di affascinanti riflessioni teoriche-pratiche, tutte cose molto affini al mio carattere e alla mia idea di compagni- ma alla fine diedi il mio sostegno alla corrente di estrema sinistra di Progetto Comunista. Sui ragazzi, come è anche giusto che sia, i turbolenti anni 70 esercitano un fascino clamoroso. Ribellione e fanfaronate , dissidenti contro tutti i poteri- come canta de andrè, sbagliando e del tutto-barricate, scontri,conflitti sociali. I canti della resistenza di autonomia operaia, le lotte -al tempo credute- gloriose della sinistra extraparlamentare, le critiche da sinistra a tutti e tutto , perché avendo perso tutto i vegliardi avevano solo una morale immacolata da difendere.

Furono anni di grande passione, dedizione, impegno. Gioia e rivoluzione. Hai presente la canzone degli Area?

E il blog serviva per quel motivo. Si lo so, dovrei scrivere servì , poiché mi sto scrivendo usato il passato remoto, ma sai una cosa? Liberi tempi sotto tempi da schiavi , ( del capitale).

Ho ottimi ricordi comunque sia come militante del prc che poi come militante del pcl.  La politica come chiave di lettura del mondo, come base stabile,ma non sono mai mancati i miei dubbi, nati grazie alle certezze granitiche dei compagni più indottrinati al trockjismo  e non solo, c’è sempre stato un grosso lavoro di critica e giudizio sul resto del mondo, ma cosa importante che troppi rivoluzionari alla cazzo – poi parleremo di quanto io non riesca più a tollerare codeste figure- dimenticano: autocritica e giudizio su quello che si sta facendo o dicendo.

Credo che sia una delle grosse differenze fra un comunista e un fascista: la capacità di aderire totalmente a un partito e alla sua linea- senza fare il dissidente come un qualsiasi fighetta liberale che si ritiene un individuo indipendente , che valga di più il suo sentire , i suoi capricci , che la coesione ed adesione a un partito- ma anche il continuo lavoro di giudizio sul suo operato e su quello del suo partito.

Cosa che certi veri, duri , puri, comunisti non fanno mai. Troppo impegnati a denunciare i traditori, revisionisti, trockjisti, stalinisti e bla bla bla bla , piuttosto che una vera e propria riflessione sul disastro assoluto a livello di seguito popolare e di adesione al tessuto sociale odierno. Ma li sfanculiamo più avanti,va.

Il blog era la mia presentazione, la mia vetrina e quanti scambi vivaci, sinceri, con compagni e compagne di tutte le varie anime della nostra sinistra. Ho trovato persone validissime tra i militanti dei centri sociali, (faccio il nome dello Zapata di Genova e di Luca, molto acuto , ironico, preparato nelle sue considerazioni, anche se non sempre le condivido), tra persone rimaste ancora legate alla morente sinistra parlamentare, tra i cani sciolti e i trollo trosco-anarchici.

Discussioni animate, idee al confronto. Si, è stato un periodo bellissimo.

E io avevo voglia di scrivere, di condividere, volevo dire a quella gente  , ( che anni dopo si sarebbe raggruppata in un noto gruppo di cabaret demenziale : il famigerato m5s), che la politica è una cosa bellissima.

Complicata, complessa, ricca di sfumature , delusioni, rabbia, disillusione, quanto vuoi. Ma una cosa importante. Fondamentale

Come lo è militare in un partito, seguire la linea decisa dalla maggioranza dei suoi militanti, operare nelle masse per farsi conoscere. Ma per questo slogan e preghiere affinché torni stalin , non servono a un cazzo. Non serve a un cazzo nemmeno fare il più comunista di tutti, il capopopolo , la guida illuminata e illuminante dei lavoratori se popolo e lavoratori non ti seguono. Puoi trincerarti dietro la tua purezza, dietro le pagine imparate a memoria, puoi discutere di 4 internazionali di quinte colonne allo sbando,ma se le tue idee non riescono a conquistare, egemonizzare, portarti a crescere di numero e adesione, se nella tua fabbrica non hai nessun peso politico nei confronti dei colleghi. Bè, stai facendo un pessimo servizio al comunismo e alla politica. Per cui prima di attaccare gli altri e fare lezioni di morale, ecco: dove stai sbagliando compagno? Perché non scrivi e non fai autocritica pubblica? Ne sarei lieto.

Ti dicevo: insomma facevo banchetti, volantinaggio,assemblee. Io e gli altri.  Tutti: i miei compagni di partito , e chi leggeva e commentava Malgoverno. C’erano scontri, c’erano lotte epiche contro qualche nazista, c’era sicuramente da parte mia la quasi assoluta mancanza di censura- forse uno o due avrò bannato, e per farsi bannare sono passati secoli di confronto e discussione- ripeto anni belli: di militanza e di blog. L’idea da narcisi e individualista della blog star da seguire, trollare, magari pure pagare, era lontanissima da me. E lo è tuttora ,perchè il blog per me è solo un mezzo di comunicazione. Superato da twitter e dalle sue frasette perugina su tutto  e niente,ma per me il blog rimane mezzo di condivisione, collettivista, atto a cooperazioni. Parte dalle tue idee ,ma diventa una volta pubblicato il post, roba di altri.

Mi ha tenuto compagnia durante la mia campagna elettorale come sindaco per Lissone, esperienza fantastica e bellissima. Prima che la rete diventasse l’unico luogo di scontro-incontro politico, gestito da invasati gentisti, era tutto questo: discussione, scontro, conflitto,ma rigorosamente politico

Ho conosciuto tanti amici e amiche fantastici e meravigliose. Te l’ho detto c’era una grande voglia di comunicazione  e di lotta,impegno, militanza. Ognuno come poteva

Sai quelli che mo ora dicono: arrendetevi, siete circondati , tutti  a casa, pappamagna, morto zombi, per la maggior parte all’epoca erano impegnati a prenderti in giro perché “fai politica”, loro no . Mai. Devo dire che son coerenti visto che anche oggi continuano a fare lo stesso.

Poi cosa successe?

Ogni storia ha la sua conclusione, e la nostra fu di credere speciale una storia normale. Nel 2009 rompo piano piano con il trockjismo,  grazie anche alla lettura dei libri scritti da Lev e da documenti dove si attaccava qualsiasi forma anti imperialista perché non pura,ma sopratutto sono le rivoluzioni colorate  , in particolare quella iraniana a farmi rompere definitivamente con il pcl. E da allora , purtroppo, sono senza partito,ma penso che prima o poi rifarò una tessera. Perlomeno quella.

Il 2009 -2011 sono anche anni , che rivisti oggi, da una parte mi fanno approfondire le tematiche anti imperialiste,ma dall’altra piano piano mi tolgono anche la volontà di scrivere circa la politica

Sono anni pessimi,  e che continuano ancora oggi,  di capitalismo trasformato in una sorta di patetica e ridicola spectre, di favolosi e  pericolosi complotti svelati tranquillamente da tizi in libera uscita dal tso, di scie chimiche e di debunker che per dio non toccarmi la santa america e la grande democrazia israeliana.

Tutto è diventato turpe, macchinoso, ridicolo, ci siamo chiusi nei social a fare i maestri senza allievi della rivoluzione  e continuiamo a tener sermoni per chi ?Noi e altri poveracci che ci leggono.

Una cosa tristissima.  Così stufo di trockjisti che vedono rivoluzioni in ogni fetta di popolo che scende in piazza, sbagliando sia in iran che in libia, che in siria, di stalinisti devoti con le loro sciocche preghiere al ritorno di san giuseppe, (sarebbe bellissimo, ma ecco siamo anche abbastanza lucidi da essere atei e quindi…. Nessuna santificazione a sproposito), di social confusi un po’ stalinisti,ma tanto nazisti, di democretini dirittoumanisti sempre dalla parte dell’impero. Che ti dicevo? Mi ero stancato, perso. Non di fare o amare la politica e aver una razionale fiducia nel socialismo,ma della gente che commenta e scrive di politica

Le scemenze paranoiche, le risibili e ridicole teorie revisioniste delle quinte colonne, i dialoghi sciatti,volgari, rancorosi , simbolo di frustrazioni o di cattiveria spicciola. E il fatto di fermarmi io per primo a stupidi slogan, a un certo opinionismo d’accatto, lo sconforto assoluto vedendo con i miei occhi che l’anti imperialismo è i  mano a gente che pubblica di tutto senza un minimo di riflessione- perchè comunque sono sempre gli altri ad avere torto e quindi basta che si scriva qualcosa contro un nostro nemico , noi sosteniamo e  pubblichiamo- e una manifestazione lodevole negli intenti ,ma troppo piena di idioti hitleriani,mi hanno portato a fermarmi e riflettere su quello che avrei dovuto fare: adeguarmi ai toni e alle tematiche o interrompere.

Ho fatto la scelta per me giusta. Visto che non mi divertivo più,visto che applicando la regola sacrosanta dell’autocritica ho trovato fin troppo reazionari e deliranti certi post scritti. Così una volta scomparsa splinder ho portato il blog su questa piattaforma,ma per i motivi elencati sopra , a un certo punto ho smesso. Dando più peso e risalto al mio blog sul cinema.

Tornerò  a scrivere di politica? Forse.

Sto ricostruendo la mia vita politica, la devo ricominciare da capo.

Una cosa sono certo: non sono un duro, non sono un puro e nemmeno un rivoluzionario. Non mi definirò mai tale per rispetto a quelli che lo sono stati davvero e non perchè su facebook fanno l’elenco dei traditori , di una parte e dell’altra, moralismi d’accatto e così via. Sarà solo una rivoluzione a definire chi sono rivoluzionari e chi quaquaraqua .

Non sono nemmeno un democretino che reputa migliorabile il capitalismo e che si possa discutere con l’impero,perchè comunque l’occidente è sempre er mejo della compagnia ao!

Sono semplicemente un comunista. Magari uno di quei  piccoli funzionari che seguono con zelo le regole del partito, che rifiutano il sentimentalismo del morire in barricata che poi mi fanno una bella canzone, che misura le parole  e riflette su quanto dire. Lucido, razionale, legato al suo tempo. E a quello che sia possibile fare ora, con quello che realmente abbiamo, ma sempre con il cuore e il pensiero orientati verso la ricostruzione del socialismo, dell’abbattimento del capitale  e dell’imperialismo euroatlantista.

Due punti sono alla base del mio definirmi comunista: la presa di coscienza del fatto che Stalin e l’Urss siano la parte da cui cominciare con la nostra storia di combattenti e compagni . L’altra è che pur avendo idee giuste si debba agire nell’oggi e parlando alle masse come sono oggi.

Non vi è nulla di più triste che tenersi splendidi dogmi incompresi dalla maggior parte del popolo e appassire più veloci di loro.

Vecchie balle per oligofrenici delle libertà

29 Ago

Non cambiano nemmeno il copione. Non lo fanno. La storia è sempre la stessa: c’è un cattivo che tormenta il suo popolo, let’s go nipotini di John Wayne sotto acido propagandistico,andiamo a liberarli ! E come? Con le bombe al fosforo bianco! Ma non sono armi chimiche quelle che avete usat…

Ehi! Ehi! Fermate quel terrorista! Sta attaccando la Democrazia.

 

Ecco,questo è quello che succede più o meno da noi. Sono venti anni che ci raccontano balle sulle armi chimiche e noi invece di prender le distanze che facciamo ? Ci ricaschiamo sempre.

Alcuni invocano l’Onu,come quando invochi dio sul patibolo: la lama scende , pirla! Altri ti diranno nè con nè con, e allora con chi? Perchè il popolo siriano la sua scelta la fa.

Il problema è che il nostro popolino si reputa civile  e moderno, sprezzanti rifiutano di mettere in dubbio un sistema che a casa loro li rende precari, carne da scambio per le ditte, stressati,un sistema talmente moderno e civile che sul matrimonio per i gay scade in risse da bar. Complimenti!

Essi vedono quindi la propaganda di Assad e di altri,ma non quella che da anni si sorbiscono. Stupri dei ribelli fatti passare per quelli compiuti dai soldati di Gheddafi, la povera blogger lesbica siriana eliminata da assad,che poi si scopre essere un giovanotto americano autore di un fake. E così via. No, guarda non c’entra il complottismo. Trattasi di come funziona il nostro sistema.

 

Ogni volta si inventano falsi incidenti o si compiono atti terroristici per colpire l’immaginario collettivo. Come la guerra in Vietnam , ad esempio. In altri casi costruiamo dissidenti, spesso medi borghesi mediocri, che non sopportano di esser trattati alla pari di altri, di perder prestigio. Li vedi poi i tuoi eroi quando prendono il potere con la scusa della libertà di parola, stampa, espressione, quali libertà effettive e reali portano al popolo: investimenti stranieri,svendita dello stato e della sua indipendenza, arricchimento della borghesia parassita.

Nessuno dei vostri eroi pacifici e non violenti, una volta preso il potere ha fatto qualcosa per il suo popolo, ma l’ha fatto per i suoi padroni.

Però voi non vi vergognate, non lo fate mai.  Si dite: brutta la guerra, ma tifate U..S. A. la quale poi vedi che comunque saprà tornare alle origini del sogno americano: sterminio degli indiani? Schiavismo,intromissione nelle politiche altrui, soffocamento e repressione delle lotte operaie,come da noi peraltro, ecco questo è il paradiso imperialista e colonialista che passa da nazione in nazione sotto il capitalismo.

 

Ma per caso i democretini  hanno un po’ di dubbi? No. Tu devi averli ! Che se ti permetti di insistere o cercare il dialogo ti tirano fuori le  cazzate su quanto sia bello avere dei dubbi, che non sei democratico,che sei ottuso e via declinando.

Loro invece, stranamente, non hanno mai dubbi: credono alla bella propaganda di Obama principe di bel air, piagnucolano che mamma america essendo buona non possa fare certe cose ,ma garba assai che bombardino paesi che hanno la sola colpa di essere indipendenti

Gettano fango contro quei governi, aiutati dai giornalisti e dagli opinionisti, quindi ben inquadrati sotto il pensiero unico,ma siccome sono tanti i giornali che ci dicono:dio bono ci ha ragione l’america, il popolino ci crede .

Portiamo democrazia, civiltà, che poi quale sarebbe? Ma la vedete come funziona? Borghesi che campano e altri sotto. Si,si , semplifico tanto perchè è quello che meritate.

Democretini e destronzi uniti insieme nel nome di israele,america,ascari europei.  Convintissimi che siano nel giusto, le balle le raccontano solo i nostri nemici. Solo loro.

Eppure sono 20 anni che continuiamo a leggere le solite cazzate, 20 anni che lo stato canaglia americano si espande, per il controllo massimo del mondo, per esportare il suo capitalismo. Niente altro che questo.

E noi ad applaudire, che non si parli di socialismo perchè quella è roba da terroristi. Più leggi liberali,più mercato libero.

Il risultato è che il campo anti imperialista è infiltrato da forze oscurantiste e reazionarie, hanno fatto bene: non hanno trovato nessuno o pochi comunisti a difendere le nazioni sotto attacco imperialista.

Sono stanco di dire e scrivere queste cose, penso sempre di più a resistere io, come essere umano,ma non mi arrendo.

Arroganti,presuntuosi,stupidi figli della borghesia e ignoranti felici di esserlo del tanto sognato e vaneggiato popolo italiano, continuate a comportarvi da ascari degni di questa colonia.

Io sto con Assad e la Siria che resiste. Sono anti imperialista,anti capitalista ,anti colonialista. Non ho bisogno di altro