Archivio | giugno, 2014

Le contraddizioni di classe

30 Giu

La nostra società si evolve attraverso il cambiamento e la modificazione delle sue classi.  In quanto il capitale ha bisogno di rinnovamenti atti a far pulizia di settori ormai obsoleti.

Questo per dire che in sostanza la lotta di / fra classi potrà anche esser rifiutata su basi più o meno solide, con motivazioni più o meno scientifiche e in buona fede,ma , ( per quanto mi riguarda),  il mondo sarà sempre uno scontro -incontro tra classi in movimento.

Il problema è relegare questa lotta e questo scontro sotto un dogma di comportamenti stabili e standardizzati delle classi. Come se la lotta di un contadino del 1800 fosse la stessa di un giovane ricercatore precario. Non è così, o almeno non lo è del tutto, perchè cambia completamente la società di riferimento. E le classi sono espressioni delle loro società, a loro volta creazioni di ben precise istanze politiche e delle relative regole ideate dai governi.

Ci si scorda che la precarietà abbia avuto una sua responsabilità effettiva, nel creare una società interclassista non aperta a un dialogo tra classi , a uno scambio alla pari, a un mescolare esistenze e rivendicazioni,ma semmai nell’impoverire quella piccola borghesia che negli anni passati guardava con interesse le classi medio-alte.

Viene difficile ritenere solo l’operaio esponente del proletariato, perché la crisi economica e non solo ha spinto settori di collegamento o posti nel mezzo tra proletariato e piccola borghesia a un certo impoverimento.

Non sono crollate le classi,ma quelle forme di condivisione , quelle ideologie e istanze che rendevano chiare e precise le motivazioni  e le azioni dei gruppi sociali,alla base della composizione di una classe.

Questo viene confuso con la fine della lotta di classe, questo viene fatto passare come la testimonianza attiva di un mondo interclassista .

In realtà è una delle illusioni del capitale.  Che fa e bene il suo lavoro,cioè quello di ridicolizzare ogni altra forma di politica, di attaccarla con scuse legate alla democrazia o altre scuse.  Una pennellata di buoni sentimenti legate alle libertà padronali dell’opinione personale,( sacra e inviolabile), e larghe fasce di onesta gente di sinistra, senza partiti e ideologie, si farà  e lascerà ingannare.

L’alternativa si è persa quando ci è bastato esser testimoni, semplici indignati, petulanti richiedenti bontà e regole solide a chi vorrebbe farti pagare anche l’aria che respiri.

L’arrivo del grillismo con il suo pressapochismo ha spinto al massimo questo contesto classista confuso e furente, unendo varie parti sociali sotto una marea di cazzate clamorose. Dando maggiore forza alle classi dominanti e ai loro partiti di riferimento

Far passare la complessità del Capitale,come una cosa tratta da 007 , avvallare complottismi di ogni risma e sopratutto i più ridicoli, non fa bene sicuramente a una riscossa classista , degna di codesto nome.

Nondimeno tutti questi elementi  e altri che verranno fuori in questi anni, non faranno altro che evidenziare le contraddizioni di classe. A discapito sempre di un proletariato sempre più povero di iniziative e legato a scontri tra poveri o di genere. Il nemico è lo straniero o il gay che mina le nostre famiglie. Non comprendendo che lo straniero lavora con te in cantiere e in fabbrica , o in altri posti come la grande distribuzione e così via. Lavoratori, ecco cosa siete. Per cui l’interesse di ciascuno di voi è difendere quel poco di dignità umana, se proprio non riuscite a difendere il posto di lavoro. E il gay non mina o rovina nessuna famiglia ” normale”, non è che donar a loro diritti naturali come il matrimonio o una famiglia, vi sterilizzi. Voi potreste sempre metter al mondo figlioli e figliole che , ma guarda un po’, un giorno si scopriranno omosessuali. E allora?

Le contraddizioni della classe proletaria esplodono violente perché manca una guida e una disciplina di partito. Movimenti e centro sociali potranno pure agire bene nel locale, offrire spunti interessanti,ma è solo un partito a dare : disciplina, organizzazione, formazione politica ,e a porsi in testa alle masse . Oggi, putroppo, amorfe, disorganizzate, abbandonate ai loro istinti peggiori di sopravvivenza.

Ma la contraddizione di classe è anche a suo modo interclassista in modo netto e positivo. Non penso sia necessario il pedigree , la purezza della fonte.

Nella classe proletaria, da sempre , vi sono ampi settori che in tutte le condizioni possibili e immaginabili, si pongono come quinte colonne interne. Loro sanno che un certo “buonismo” teorico e di prassi, tra molti compagni, li proteggeranno.

In sostanza codesti sottoproletari sono ancora più pericolosi di un borghese o di un ricco capitalista. Si pongono come ascari del capitale, portando avanti un discorso di vergogna di appartenenza, collaborazionismo per disprezzo non solo delle sue origini,ma anche nel senso fascista di prendersela con i più deboli.

Sono la manovalanza abbietta dei peggiori gesti di violenza nei confronti di minoranze e avversari politici del capitale. Sono i vocianti rancorosi di movimenti populisti,  la ciurma del dio po. Legati spesso a superstizioni e riti oscurantisti, nemici del progresso e sostenitori della reazione.

La contraddizione è legata come dicevamo al fatto che non esista più la cultura dell’egemonia sulle classi attraverso un partito politico. Partito politico , comunista, ma non legato ai dogmi dei classici e alla nostalgia, capace di esser dalla parte di chi richiede diritti e progresso, ( qui si ripete lo stesso errore del proletario allo sbando: criticare i movimenti lgbt perchè alcuni di loro siano liberali atlantisti non significa che il matrimonio gay sia una lotta sbagliata, per questo non dobbiamo mai perder di vista l’importanza di una lotta. E semmai ampliarla ad altre istanze,ma senza scossoni violenti),un partito che sappia dare ai lavoratori la dignità di combattenti per diritti inviolabili, non li abbandoni sui tetti, non li riempa la testa di trattative pleonastiche, un partito anche aperto a compromessi se è il caso,ma da un punto di forza. Non servono slogan, programmi economici seri.

Per questo la contraddizione di classe apre anche inaspettate occasioni di confronto e collaborazione con elementi borghesi, i quali talora sono davvero interessati a cause nostre. La storia ci porta tanti nomi di valorosissimi padri del comunismo, nati in ambienti della buona borghesia.

Questi settori e le loro avanguardie intellettuali,artistiche,economiche , non vanno allontanate per una stolida questione di provenienza.

La lotta di classe è sempre presente nella storia degli umani, subisce pesantissimi processi di evoluzione o devoluzione , che ci deve portare ad esser sempre pronti a ricominciare e ad agire nel preciso contesto politico e non troppo prima o penosamente dopo.

La nostalgia del passato non serve a nulla, abbiamo imparato le lezioni,ma non ci serve in questa aula e ora. Sono le basi sacre da rispettare,ma non il santino da portare in processione.

Il comunismo e i comunisti non temano modificazioni e strategie forse ancora non del tutto chiare,ma la classe con le sue contraddizioni che ne minano l’efficacia, prosegue la sua strada. La lotta non è mai finita e per annientarla usano ogni mezzo.

La nostra risposta deve essere perfetta sia in teoria che in pratica.

a volte tornano,ma non so se tornano…

12 Giu

Era una mattina domenicale, una di quelle domeniche di novembre che solitamente hanno tutta l’allegria di un film di bergman o del sorriso di Pirlo. Una cosa così. Quando mi decisi di creare un blog. Forse perché ai tempi non avevo grossi impegni, forse per dar sfogo alla mia grafomania.  O per tutte queste ragioni.

Avevo sentito parlare di blog e affini durante una soleggiata mattina al mare. Non Rimini, per carità ! No, eravamo in Spagna.  Dalle parti di Barcellona. Insomma, mi piacque l’idea di poter scrivere i miei pensieri , il mio diario e metterlo a disposizione degli altri.

Gli Altri, prima che Ben Linus e i suoi mi facessero scoprire una nuova versione , per me “altri” significava gente con cui entrare in condivisione, cooperare, conoscere.

Questo nonostante un pessimismo o distacco manifestato talune volte, come patetica difesa per i miei insuccessi sentimentali.  Ma non è il momento di parlare di queste cose. Lo faremo, forse, molto forse e più avanti.

Io avevo 28 anni quando debuttai come blogger.  Detto ora sembra tanto tempo fa e sopratutto non sembra per nulla che tu sia mai stato giovane. Nel senso: ” Ora devo scrivere di quando avevo quel blog… Malgoverno! Eh, ero un ragazzino. Come ero giovane! Si al massimo 22 anni.”

Sto cazzo!

Ok,al di là di questa botta di vecchiume un tanto al chilo… Perché hai voluto aprire, gestire, scrivere, per un lustro pieno su un blog?

Per politica. Si, signore! Solo e giusto per politica.

La mia ragione di vita, la mia passione, forse anche il mio sfogo da cuore solitario,  forse, ma sopratutto ripeto : la mi vita.

Nel 1998 rimasi colpito da Rifondazione Comunista. Mi pareva un partito di sinistra decente.  Leggevo il Manifesto, ero anti berlusconiano convinto, anche se non distinguevo tra un capitalismo becero e uno buono. No, ero per il socialismo. Forse all’epoca pensavo dal volto umano, ma non spontaneista e movimentista. Non lo sono mai stato, tranne in brevi casi . Sfogo giovanile.

Mi sono iscritto al Prc, sezione di Monza e poi sono passato a quella di Lissone. Subito in disaccordo con le posizioni amministrative, di gestione degli equilibri di potere con la borghesia, della corrente bertinottiana- alla quale dobbiamo la crisi che ha travolto e devastato la sinistra alternativa- diedi sfogo alla mia classica contraddizione : grande simpatia per la corrente dell’ Ernesto – molto organizzati , disciplinati, ricchi di affascinanti riflessioni teoriche-pratiche, tutte cose molto affini al mio carattere e alla mia idea di compagni- ma alla fine diedi il mio sostegno alla corrente di estrema sinistra di Progetto Comunista. Sui ragazzi, come è anche giusto che sia, i turbolenti anni 70 esercitano un fascino clamoroso. Ribellione e fanfaronate , dissidenti contro tutti i poteri- come canta de andrè, sbagliando e del tutto-barricate, scontri,conflitti sociali. I canti della resistenza di autonomia operaia, le lotte -al tempo credute- gloriose della sinistra extraparlamentare, le critiche da sinistra a tutti e tutto , perché avendo perso tutto i vegliardi avevano solo una morale immacolata da difendere.

Furono anni di grande passione, dedizione, impegno. Gioia e rivoluzione. Hai presente la canzone degli Area?

E il blog serviva per quel motivo. Si lo so, dovrei scrivere servì , poiché mi sto scrivendo usato il passato remoto, ma sai una cosa? Liberi tempi sotto tempi da schiavi , ( del capitale).

Ho ottimi ricordi comunque sia come militante del prc che poi come militante del pcl.  La politica come chiave di lettura del mondo, come base stabile,ma non sono mai mancati i miei dubbi, nati grazie alle certezze granitiche dei compagni più indottrinati al trockjismo  e non solo, c’è sempre stato un grosso lavoro di critica e giudizio sul resto del mondo, ma cosa importante che troppi rivoluzionari alla cazzo – poi parleremo di quanto io non riesca più a tollerare codeste figure- dimenticano: autocritica e giudizio su quello che si sta facendo o dicendo.

Credo che sia una delle grosse differenze fra un comunista e un fascista: la capacità di aderire totalmente a un partito e alla sua linea- senza fare il dissidente come un qualsiasi fighetta liberale che si ritiene un individuo indipendente , che valga di più il suo sentire , i suoi capricci , che la coesione ed adesione a un partito- ma anche il continuo lavoro di giudizio sul suo operato e su quello del suo partito.

Cosa che certi veri, duri , puri, comunisti non fanno mai. Troppo impegnati a denunciare i traditori, revisionisti, trockjisti, stalinisti e bla bla bla bla , piuttosto che una vera e propria riflessione sul disastro assoluto a livello di seguito popolare e di adesione al tessuto sociale odierno. Ma li sfanculiamo più avanti,va.

Il blog era la mia presentazione, la mia vetrina e quanti scambi vivaci, sinceri, con compagni e compagne di tutte le varie anime della nostra sinistra. Ho trovato persone validissime tra i militanti dei centri sociali, (faccio il nome dello Zapata di Genova e di Luca, molto acuto , ironico, preparato nelle sue considerazioni, anche se non sempre le condivido), tra persone rimaste ancora legate alla morente sinistra parlamentare, tra i cani sciolti e i trollo trosco-anarchici.

Discussioni animate, idee al confronto. Si, è stato un periodo bellissimo.

E io avevo voglia di scrivere, di condividere, volevo dire a quella gente  , ( che anni dopo si sarebbe raggruppata in un noto gruppo di cabaret demenziale : il famigerato m5s), che la politica è una cosa bellissima.

Complicata, complessa, ricca di sfumature , delusioni, rabbia, disillusione, quanto vuoi. Ma una cosa importante. Fondamentale

Come lo è militare in un partito, seguire la linea decisa dalla maggioranza dei suoi militanti, operare nelle masse per farsi conoscere. Ma per questo slogan e preghiere affinché torni stalin , non servono a un cazzo. Non serve a un cazzo nemmeno fare il più comunista di tutti, il capopopolo , la guida illuminata e illuminante dei lavoratori se popolo e lavoratori non ti seguono. Puoi trincerarti dietro la tua purezza, dietro le pagine imparate a memoria, puoi discutere di 4 internazionali di quinte colonne allo sbando,ma se le tue idee non riescono a conquistare, egemonizzare, portarti a crescere di numero e adesione, se nella tua fabbrica non hai nessun peso politico nei confronti dei colleghi. Bè, stai facendo un pessimo servizio al comunismo e alla politica. Per cui prima di attaccare gli altri e fare lezioni di morale, ecco: dove stai sbagliando compagno? Perché non scrivi e non fai autocritica pubblica? Ne sarei lieto.

Ti dicevo: insomma facevo banchetti, volantinaggio,assemblee. Io e gli altri.  Tutti: i miei compagni di partito , e chi leggeva e commentava Malgoverno. C’erano scontri, c’erano lotte epiche contro qualche nazista, c’era sicuramente da parte mia la quasi assoluta mancanza di censura- forse uno o due avrò bannato, e per farsi bannare sono passati secoli di confronto e discussione- ripeto anni belli: di militanza e di blog. L’idea da narcisi e individualista della blog star da seguire, trollare, magari pure pagare, era lontanissima da me. E lo è tuttora ,perchè il blog per me è solo un mezzo di comunicazione. Superato da twitter e dalle sue frasette perugina su tutto  e niente,ma per me il blog rimane mezzo di condivisione, collettivista, atto a cooperazioni. Parte dalle tue idee ,ma diventa una volta pubblicato il post, roba di altri.

Mi ha tenuto compagnia durante la mia campagna elettorale come sindaco per Lissone, esperienza fantastica e bellissima. Prima che la rete diventasse l’unico luogo di scontro-incontro politico, gestito da invasati gentisti, era tutto questo: discussione, scontro, conflitto,ma rigorosamente politico

Ho conosciuto tanti amici e amiche fantastici e meravigliose. Te l’ho detto c’era una grande voglia di comunicazione  e di lotta,impegno, militanza. Ognuno come poteva

Sai quelli che mo ora dicono: arrendetevi, siete circondati , tutti  a casa, pappamagna, morto zombi, per la maggior parte all’epoca erano impegnati a prenderti in giro perché “fai politica”, loro no . Mai. Devo dire che son coerenti visto che anche oggi continuano a fare lo stesso.

Poi cosa successe?

Ogni storia ha la sua conclusione, e la nostra fu di credere speciale una storia normale. Nel 2009 rompo piano piano con il trockjismo,  grazie anche alla lettura dei libri scritti da Lev e da documenti dove si attaccava qualsiasi forma anti imperialista perché non pura,ma sopratutto sono le rivoluzioni colorate  , in particolare quella iraniana a farmi rompere definitivamente con il pcl. E da allora , purtroppo, sono senza partito,ma penso che prima o poi rifarò una tessera. Perlomeno quella.

Il 2009 -2011 sono anche anni , che rivisti oggi, da una parte mi fanno approfondire le tematiche anti imperialiste,ma dall’altra piano piano mi tolgono anche la volontà di scrivere circa la politica

Sono anni pessimi,  e che continuano ancora oggi,  di capitalismo trasformato in una sorta di patetica e ridicola spectre, di favolosi e  pericolosi complotti svelati tranquillamente da tizi in libera uscita dal tso, di scie chimiche e di debunker che per dio non toccarmi la santa america e la grande democrazia israeliana.

Tutto è diventato turpe, macchinoso, ridicolo, ci siamo chiusi nei social a fare i maestri senza allievi della rivoluzione  e continuiamo a tener sermoni per chi ?Noi e altri poveracci che ci leggono.

Una cosa tristissima.  Così stufo di trockjisti che vedono rivoluzioni in ogni fetta di popolo che scende in piazza, sbagliando sia in iran che in libia, che in siria, di stalinisti devoti con le loro sciocche preghiere al ritorno di san giuseppe, (sarebbe bellissimo, ma ecco siamo anche abbastanza lucidi da essere atei e quindi…. Nessuna santificazione a sproposito), di social confusi un po’ stalinisti,ma tanto nazisti, di democretini dirittoumanisti sempre dalla parte dell’impero. Che ti dicevo? Mi ero stancato, perso. Non di fare o amare la politica e aver una razionale fiducia nel socialismo,ma della gente che commenta e scrive di politica

Le scemenze paranoiche, le risibili e ridicole teorie revisioniste delle quinte colonne, i dialoghi sciatti,volgari, rancorosi , simbolo di frustrazioni o di cattiveria spicciola. E il fatto di fermarmi io per primo a stupidi slogan, a un certo opinionismo d’accatto, lo sconforto assoluto vedendo con i miei occhi che l’anti imperialismo è i  mano a gente che pubblica di tutto senza un minimo di riflessione- perchè comunque sono sempre gli altri ad avere torto e quindi basta che si scriva qualcosa contro un nostro nemico , noi sosteniamo e  pubblichiamo- e una manifestazione lodevole negli intenti ,ma troppo piena di idioti hitleriani,mi hanno portato a fermarmi e riflettere su quello che avrei dovuto fare: adeguarmi ai toni e alle tematiche o interrompere.

Ho fatto la scelta per me giusta. Visto che non mi divertivo più,visto che applicando la regola sacrosanta dell’autocritica ho trovato fin troppo reazionari e deliranti certi post scritti. Così una volta scomparsa splinder ho portato il blog su questa piattaforma,ma per i motivi elencati sopra , a un certo punto ho smesso. Dando più peso e risalto al mio blog sul cinema.

Tornerò  a scrivere di politica? Forse.

Sto ricostruendo la mia vita politica, la devo ricominciare da capo.

Una cosa sono certo: non sono un duro, non sono un puro e nemmeno un rivoluzionario. Non mi definirò mai tale per rispetto a quelli che lo sono stati davvero e non perchè su facebook fanno l’elenco dei traditori , di una parte e dell’altra, moralismi d’accatto e così via. Sarà solo una rivoluzione a definire chi sono rivoluzionari e chi quaquaraqua .

Non sono nemmeno un democretino che reputa migliorabile il capitalismo e che si possa discutere con l’impero,perchè comunque l’occidente è sempre er mejo della compagnia ao!

Sono semplicemente un comunista. Magari uno di quei  piccoli funzionari che seguono con zelo le regole del partito, che rifiutano il sentimentalismo del morire in barricata che poi mi fanno una bella canzone, che misura le parole  e riflette su quanto dire. Lucido, razionale, legato al suo tempo. E a quello che sia possibile fare ora, con quello che realmente abbiamo, ma sempre con il cuore e il pensiero orientati verso la ricostruzione del socialismo, dell’abbattimento del capitale  e dell’imperialismo euroatlantista.

Due punti sono alla base del mio definirmi comunista: la presa di coscienza del fatto che Stalin e l’Urss siano la parte da cui cominciare con la nostra storia di combattenti e compagni . L’altra è che pur avendo idee giuste si debba agire nell’oggi e parlando alle masse come sono oggi.

Non vi è nulla di più triste che tenersi splendidi dogmi incompresi dalla maggior parte del popolo e appassire più veloci di loro.