Archivio | dicembre, 2014

il privato è politico

12 Dic

Fra i tanti slogan passati, spesso carichi di visionario rancore di classe e di scarsissime prospettive per le masse e i loro reali bisogni, ce ne è uno che amo profondamente: il privato è politico.
Proprio perché mi dichiaro- senza aspettare il permesso di qualche ultra rivoluzionario minoritario,di un social confuso, men che meno un rebelde movimentista- compagno ho una concezione della vita pubblica che collima con quella privata.
Niente doppia morale, niente indulgenza e giustificazione per i miei atti pubblici e ” saranno fatti miei”,come borbottava raz degan, ( giusto per risvegliar l’interesse delle lettrici,poco propense a lunghe filippiche politiche),quando in pubblico predico la parità dei sessi e il rispetto totale della donna, nel privato non posso permettermi il lusso di tradire la mia moglie. Quando in pubblico difendo i lavoratori, non posso far lavorare in nero nelle mie cooperative. Dici: bravo è coerenza. Non solo,perché la coerenza è anche una prigione nella quale rischi di scontare un ergastolo per esser ridicolo ad oltranza.
Qualcosa di più: coscienza immacolata. Cioè quel voler praticare la rivoluzione non solo come dolce chimera,utopia sanguinaria, rivendicazioni astiose e urgenti,strategia militare ,ma come atto concreto di trasformazione dell’essere umano nel suo vissuto.Continua e motivata critica e autocritica, rifiutando il conformismo,le facili scappatoie,anche e sopratutto nelle relazioni sentimentali. Le quali non sono per nulla altro e diverso rispetto alle relazioni sociali e alla società che plasma l’individuo e gli impone repressioni,ma – non sottovalutiamolo e dimentichiamolo- libertà.
“Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia”, una frase ignobile vero? Sarebbero da denunciare tutti i disfattisti che ci allontanano dalle nostre responsabilità verso gli altri, verso il miglioramento politico , ( e quindi umano e sociale), del nostro mondo. Anche quello piccolo,minuto,trascurato,della quotidianità. Che va rivoluzionato non accettando le debolezze e le miserie, riconoscendole come umane e comprendendole,ma non perdonarle.
La frase continua poi con : ” che crea falsi miti di progresso”. Vero. E i peggiori sono quelli legate alla nostra vita sentimentale. Nascondere l’infelicità in una promiscuità forzata da catena montaggio, il corpo desiderante prima di un sentimento profondo di unione e condivisione, l’avversità non come ostacolo da superare insieme,ma come capolinea, il tutto per nascondere la debolezza assoluta dell’essere umano non solo come animalo de foresta politica,ma anche come persona che sappia relazionarsi con e negli altri.
Un certo lassismo morale assolutamente facile e comodo,che tanto conto io e i miei istinti,non la costruzione di un rapporto duraturo,pur con tantissimi alti e bassi,momenti di dolore e stanchezza,ma la caparbietà di piegarli,di uscirne.
La comunicazione si è interrotta da tempo,per colpa dei sogni rivoluzionari finiti a bombe e proiettili, servizi segreti e terroristi,la grande idea di radicale cambiamento ha lasciato spazio a diatribe pleonastiche,ridicole, idiote tra i falliti delle lezioni a memoria, i rivoluzionari senza masse al seguito ma che hanno tanti mi piace su facebook, la sinistra ufficiale a pezzi e l’unico grande partito devastato dal liberal-capitalismo,insostenibile.
Però anche qui, urge un chiarimento. Cosa fare? Abbandonarsi a un purismo tutto da dimostrare, a una indignazione volgare, sciatta,a un attacco furioso contro la casta e la politica. Ma noi dove eravamo quando si votava? Dove eravamo quando ci dicevano i nomi,quando andavano in tv? E dove siamo quando facciamo i furbi ? Quando pensiamo ” ma chi se ne frega”? Ci turbiamo per questa corruzione e decadenza morale ed etica che colpisce anche e sopratutto la società civile? Un paese con cittadini onesti ,(anzi : cittadini honestàààà honestààààààà honestààààà),quanto ci metterebbe ad allontanare e debellare una casta composti da pochi marpioni e vil marrani di ogni risma?Proprio perché non comprendiamo che il privato è pubblico e privato. Che siamo sempre responsabili verso di noi e gli altri per tutto quello che facciamo,perché quello che facciamo è una nostra scelta, non una costrizione. Mai.Quindi tradire la moglie,crescere i figli secondo la peggior cultura machista, sostenere la reazione omofoba e xenofoba, considerare le donne come meri oggetti sessuali,trofei da esibire,e poi prendersela con la corruzione, con il malcostume, contro l’indecente condizione del paese, è a mio avviso quanto di più aberrante si possa fare.
La politica corrotta si combatte facendo politica,militando nei partiti. L’idea di togliere ai partiti una garanzia di autonomia economica,attraverso il finanziamento pubblico di essi, li ha trasformati in mezzi di sostegno delle politiche capitalistiche. Chi ha più soldi finanzierà un partito con lo scopo di arricchire le sue aziende ed affari. Questo punto i populisti- causa e danno mai cura- non lo comprenderanno mai e continueranno placidamente a criticare la casta.
La passione politica e della lotta nella società non dovrebbe mai mancare, io dopo che mi sarò trasferito a Firenze ,comincerò a rifare politica. Per un motivo semplice: in questi anni da bottegaio mi sono distaccato dalla lotta reale, non quella dei padroncini frignoni, non quella dei commercianti che si reputano brillanti imprenditori,ma quella del popolo dei lavoratori ,( non solo gli operai,e questa cosa dovrebbero capirla quei mentecatti di rivoluzionari alla cazzo di cane,ma di quelle fasce di lavoratori dipendenti e piccoli indipendenti-ma non troppi),devo quindi ritornar a rendermi utile per gli altri. L’attività politica in un partito che abbia numeri sufficienti per contare ora e qui, non nel futuro immaginato,è una cosa che dovrò fare
Ma prima…Che militante sarei se lasciassi andare la mia vita privata su altri binari? Non credibile. Non del tutto,ma non tanto come militante. Direi come uomo.

Dicevo che la vita privata è atto politico: legato alla responsabilità della condivisione,cioè applicazione pura del comunismo. Proprio nelle relazioni sentimentali e di famiglia si manifestano le contraddizioni del capitale e del comunismo.
Una relazione,come quella che sto vivendo,basata sulla totale e assoluta sincerità, su una discussione interna viva e democratica, sulla condivisione totale di gioie e sofferenze, sulla fedeltà come valore fondativo e irrinunciabile della coppia, in nome non di un dogma ,ma di una scelta e del rispetto dell’altra/o, sulla parità sessuale , non è facile. Ma è un atto dovuto se ci dichiariamo comunisti. Non possiamo abbandonarci al lassismo piccolo borghese,alle giustificazioni per ogni nostro vizio,non è la vita come la intendo e voglio viverla.
Esempio che diventerà eredità per i figli. Se non spiego loro che le battute sessiste,il machismo cretino, non li rendono veri uomini come vogliono far credere a loro,ma dei deficienti tamarri , uomini debolissimi che impazziscono per un rifiuto,bè che educazione ho dato ai miei figli? A loro spiegherò che l’umanità è divisa tra aggressori e aggrediti,occupanti e occupati, fascisti da appendere e compagni da sostenere. Che siamo umani e tutti meritiamo amore,rispetto,comprensione,che si debba cooperare,collaborare,ma mai perdonare facilmente,mai prendere le distanze dalla politica -che non sono affari miei- mai sostener la reazione, il liberalcapitalismo ,e la violenza a volte è un rimedio odioso,squallido,ma necessario. Ecco la differenza fra fasci e comunisti,a noi non fa piacere far del male a nessuno.
Il privato è politico. Sempre.

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