Archivio | maggio, 2015

le parole sono importanti, applicarle ancora di più

30 Mag

Definirci qualcosa automaticamente ci fa diventare quella cosa. E se anche lo diventassimo, sapremmo incidere sul nostro tempo? La gente quando dice: “io sono” è credibile o usa certi termini per travestire, con il desiderio di esser in quel modo, altro. Quando ci definiamo comunisti, rivoluzionari, cosa intendiamo? Conoscere Marx? Lenin? Sperare che come per magia ritorni Stalin o l’Urss? Mostrando anche una deriva visionaria degna dei peggiori credenti?

O siamo comunisti perché figli di operai, perché ho vissuto il precariato, perché sono anti sistema, perché viva la libertàààà, per quale motivo lo siamo?

Esser comunisti è una rivendicazione personale, come la maggior parte delle ultra rivoluzionarie e degli ultra rivoluzionari, o un modo per stare con gli altri. Non uno stare passivo e da osservante, ma per propagandare le nostre idee. Esse sono preziose e complesse, per questo non basta la buona volontà di dir io sono troppo comunista e gli altri non sono un cazzo. Altrimenti diventa il modo più facile per esternare le proprie problematiche attraverso un vagheggiamento ostentato di cose che abbiamo imparato a memoria o non conosciamo affatto.

Un comunista senza un partito, senza l’organizzazione e una solida scuola quadri, è ben poca cosa. Un volontario appassionato, un idealista dalla morale solida, tutte cose preziose,ma non un comunista. Figurati un rivoluzionario.

A leggere i post su facebook hai l’impressione di trovarti in piena rivoluzione, dai zio che mo becchiamo il palazzo d’inverno!. Non è così. Sembra più che altro il canto di tanti splendidi uccellini in gabbia. Il linguaggio è esplicitamente rissoso, urlato, arrabbiato, incazzoso forte, ma fermo allo slogan e all’invettiva personale. La difesa di Stalin, del suo operato, ma in genere dell’Unione Sovietica del periodo post- guerra civile / dopo guerra, non può esser affidata a chi ogni volta si limita a : gulag, picconate,  siberia. Come se non ci fosse stata una costituzione avanzatissima per i tempi e anche per oggi, come se non ci fosse stato un grande piano politico. In questo ultra rivoluzionari “staliniani” e trockjisti sono uguali furore ideologico carico di rabbia repressa senza approfondimento di sorta. Mi sa che Stalin non la prenderebbe bene.

IO SONO RIVOLUZIONARIO! Capita spesso, scrivevo poco fa, di imbattersi in costoro. Ora: mi sapete dire cosa è la rivoluzione? Un atto di guerra. Che copre ogni settore della vita sociale e politica, ma principalmente è un atto di guerra. Ora come state a munizioni e preparazione militare? Scrivere con rancore che siete pronti a fare questo e quello ai nemici, è un conto, ma siete anche capaci di stare in un esercito? Eviterei di definirmi in un modo che mi piacerebbe essere, ma che non ho mai sperimentato in vita mia. Molti eroi ed eroine si sciolgono al sole cocente della violenza controrivoluzionaria, quindi per non scadere nel ridicolo evitiamo proclami.

Il rivoluzionario vero comunista da social vive anche di altro, ma come per i casi precedenti, è sintomo di una lunga e sgangherata militanza(spesso in correnti invisibili da dove è facile fare del purismo spicciolo) quello di compilare l’album dei traditori e di chi non applica assolutamente le sacre regole del comunismo.  Un atteggiamento dogmatico sterile che altro non è che una coperta di Linus. Un modo di pontificare dall’esterno delle lotte, ai margini assoluti del contesto storico. Ancora una volta certi marxisti-leninisti e trockjisti vanno a braccetto e non sarebbe una cosa impossibile, visto che un partito marxista-leninista, di stalinisti di ferro sostiene insieme alle quinte colonne trockjiste i ribelli contro gheddafi e assad e va oltre sostenendo anche che certi barbari assassini siano forze anti imperialiste. Il T..S O.  è raccomandato.

Come si ripete il classico né né . Criticatissimo, giustamente, ma abbandonato nella pratica da opinionista da social.

Le cose non accadono perché ci impuntiamo che devono accadere, il mondo non cambia perché siamo giusti e puri e sappiamo a memoria la lezione e allora vedi che. I comunisti devono vivere nel loro mondo reale, far i conti con le contraddizioni, usare ogni tipo di strumento a disposizione in quel determinato periodo.Non puoi assaltare la fortezza se hai sassi e bastoni, mentre quelli hanno i cannoni. Cerca di aver delle armi più consone e se per acquistarle devi vendere qualcosa di importante per te, ma che al fine della causa risulterà una cosa buona, falla.

Non si è rivoluzionari ai margini, a far da strilloni, a fare le pulci agli altri, a sognare mondi perfetti. Evitando di fare lotte perché non sono veramente comuniste.Mi dite cosa avete fatto in questi anni? Non mi interessa : ho detto, scritto, voglio sapere quanti scioperi avete organizzato e quanti operai vi hanno seguito e per quanto tempo, quanti iscritti avete e se siete riconosciuti dai cittadini e dagli avversari, quale è il programma di uscita dall’europa e dall’euro: siete in grado di muovere le masse e resistere agli attacchi dell’imperialismo. Tsiparas sicuramente è un leader che ci fa mettere le mani nei capelli dalla disperazione, ma voi siete in grado di far meglio?

La differenza fra sovversione e rivoluzione è fondamentale. La prima è un attacco violento al sistema, gestito in modo spontaneista. L’altra è organizzata e pianificata. Siamo in grado?

Il paese è tendenzialmente reazionario. Sul popolo, che dite di conoscere bene, fanno presa discorsi razzisti, omofobi, di guerra tra poveri. Se non riusciamo ad entrare nelle contraddizioni democratiche di certe richieste legate ai diritti civili, per spostare l’attenzione sui diritti sociali, saltiamo l’occasione di farci le ossa. Di ampliare il consenso, di sferrare un violento attacco alle forze reazionarie. Mentre difendi il matrimonio dei gay, puoi rammentare che certi partiti di fascisti hanno governato con berlusconi e danneggiato la scuola italiana con le varie riforme del centro-destra. Non vengano ora a difendere i professori precari. Smontare la loro propaganda di allarmismi sociali spiccioli, attraverso la strada del diritto civile che è quella più facile, ma anche quella di cui il paese ha pur bisogno. Come fai a muovere masse che hanno una certa coscienza se queste sono formate da gente che reputa le donne due buchi da riempire, i gay pericolo per la famiglia e le tradizioni, i migranti terroristi e delinquenti? Tu veramente pensi che basterebbe la tua apparizione, come un novello profeta, per far capire a queste masse amorfe, abbandonate, reazionarie, quanto sia fondamentale il diritto sociale al lavoro, all’istruzione, alla sanità? Ti seguirebbero solo per comodo e alla prima problematica, come han fatto certi eroici operai degli anni sessanta, ti lascerebbero in perfetta solitudine. Dando colpa al comunismo di illuderli. Quando in realtà sono solo degli opportunisti. Esistono anche questi tipi nella tua classe operaia e nel tuo popolo tanto perfetto. La classe non è mai una e unita, ma ha contraddizioni e quinte colonne che vanno eliminate. Ne hai mai eliminato uno? Se non nei post.

La lotta è contro i reazionari e le destre. Quella è la lotta fondamentale, mentre le farai, sarai organizzato, riconoscibile, toglierai terreno anche ai democretini del Pd. A questo pachidermico concentramento di ideali liberali più conservatorismo italico o copia e incolla del modello americano. Un nemico decisamente potente, capace di sfruttare tematiche fondamentali per sostegno all’imperialismo. Capisci che se li lasci in mano loro, hai perso. Per questo sono importanti e fondamentali. Togliere terreno alle destre reazionarie e metter in crisi le basi del liberal-capitalismo. Perché questi sono i tempi: non tornerà stalin, sicuramente non è la Russia di Putin, che peraltro sostengo in chiave di equilibrio geopolitico, non tornerà l’urss, non vivi in paesi socialisti, non stai in condizioni di dettare la tua agenda politica, non hai forze a sufficienza. Questo è il quadro. Come esci? Possiamo stare ore a discutere sui social, fare la voce grossa, a far proclami di guerra, spedire in siberia, nei gulag, possiamo fossilizzarci su lezioni a memoria, dogmi, settarismi, nostalgici bei tempi andati, o possiamo agire da comunisti, organizzati e motivati in questo tempo, con le lotte di questo tempo, con i mezzi di questo tempo. Facendo anche cose che non ci vanno, che non apprezziamo,ma che sono le uniche a disposizione.

Noto che molti usano un tono esageratamente violento. Sinonimo di rancore, insoddisfazione personale. Cioè sfogate la vostra voglia di menar le mani contro il padrone, il marito, la moglie, il vicino di casa, i genitori, e tutto questo lo proiettate nel mondo della rivoluzione e della purezza teorica e pratica. Tutto questo umilia la militanza, la pratica rivoluzionaria e comunista. Non vogliamo gente che non è risolta con sé stessa. Ma persone sempre presenti e lucide.

Tutto questo in chiave di autocritica è rivolta anche a me. Come mi giudico io? Un semplice militante per il comunismo. Come siamo più o meno tutti. Più o meno. In questi anni ho militato con passione, con rabbia, e anche gioia.ma in modo del tutto inefficace a livello pratico. Si è perso tempo nelle beghe di partito, nelle divisioni, nel pettegolezzo, ma di fatto non vi è un radicamento forte e riscontrabile. Non mi interessa stare con i puri e duri del 0,1 %  Non voglio farmi il fegato amaro perché cazzo non è una lotta veramente comunista. E stare fermi a sentenziare, giudicare, senza sporcarsi con la realtà. Sicuramente tornerò, appena mi trasferisco a Firenze,a far politica, ma di quella attiva e con effetti pratici riscontrabili. Che siano anche piccolezze, ma almeno si sposti la direzione sempre più lontano dalle chiacchiere dei reazionari destronzi e dei liberal-capitalisti.

La rivoluzione si crea pezzo dopo pezzo con fatica, rallentamenti, inconvenienti, sconfitte pesanti e piccole, ma si costruisce pezzo dopo pezzo. Tutto e subito, lo slogan, la rabbia che offusca il pensiero, certamente non ci aiutano.