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Berlusconismo come Highlander

8 Giu

Il berlusconismo è un fenomeno sociale e politico, di cui faremo fatica a liberarci. Esso non finisce assolutamente con la vita del suo fondatore, ma -a vari livelli- ha a che fare con la storia del paese. Ha a che fare con gli italiani.

La cosa divertente è la sua presunta novità, quando comparì , sulla scena politica italiana, all’indomani di Tangentopoli. Ricordate? “Il nuovo che avanza!” Molti italiani ci credettero. Per credere non è necessario esser dei gran farabutti, basta esserlo anche di veramente piccoli. Oppure anche esser delle brave persone, spaventate dai rossi che mi portano via la “roba”. No, brave non direi.. Diciamo che risulterebbe difficile votare per costui.

La storia ha dato a costui il compito di portare le costanti dei personaggi “sordiani” nella politica. Svelando un pensiero altamente democratico, e che ho sentito anche fare da molti libertari in libera uscita: ma che ci vuole a fare politica? Essa è come la pubblicità, non devi avere un’idea, devi venderla.

Il nuovo apparente era questo. Gli italiani preferirono e preferiscono ancora oggi, esser dei clienti, piuttosto che dei cittadini.

Il sogno americano, il pragmatismo materialista liberal-capitalista, in salsa festosa, televisiva, facile da comprendere e divertente il giusto. Un mix tra marketing e feste estive.

Questo è durato, con due piccole parentesi, per quasi venti anni.

Ora, cercate di comprendermi, non diciamolo troppo forte che il tg 5 ci rimane male, ma è un progetto verso il viale del tramonto. Che potrà anche vincere qualche battaglia, ma non la guerra. Per cui pare brutto prendersela con il caro Silvio e ritornare a discutere degli effetti nefasti che ha avuto sulla nazione.

Però: cosa sarebbe stato Berlusconi senza il riflusso? Lui non è altro che un prodotto sociale ed economico ampiamente vedibile negli anni 80. La Milano da bere (e da papparsi) dei socialisti, di quelli che son passati da avanguardia operaia ai socialisti. Molti “creativi” hanno abbandonato gli slogan ribellistici e velleitari per vendere merendine e macchine.

 

Vendere. Comprare. Il capitalismo in poche parole. Per questo reputo il berlusconismo non nuovo, lo saranno i metodi e i gesti, forse, ma nulla di innovativo all’interno di un sistema capitalistico che si basa su promesse altisonanti, allarmismi, nemici  di facile presa sugli istinti popolari. Per questo Berlusconi si è portato a presso la Lega e i post fascisti.

Vincendo una battaglia, allora, data per persa. Come persa e perché? Ma come non siete informati sulla Britania? Quel simpatico ritrovo di agenti c.i.a. e del servizio inglese, si mormora ci fosse pure il cappellino della regina e quindi lei stessa, pronti a consegnare, previa colpo di stato, la nazione a quel malvagio agente bolscevico che era Occhetto.

Chiaramente, quando si muovono i complottisti è quasi sempre così, le cose andarono diversamente.

Vinse l’Italia. Perchè il berlusconismo non riguarda solo l’aver votato o no Forza Italia, esso riguarda noi. Ogni volta che non ci siamo comportati correttamente dal punto di vista civile. La macchina parcheggiata a cazzo, che tanto sono solo due minuti, lo scontrino non fatto, la tassa evasa, il chiuder gli occhi davanti alla deriva dei costumi, dell’educazione, il pressapochismo accompagnato da un tifo di stile calcistico quando parliamo di politica, la battuta volgare con relativa strizzatina d’occhio. L’idea del mio che è più importante del nostro. Le piccole truffe che impariamo dai genitori, cbe ne so..dal padre?

Ecco il popolo del ” ma si, tanto!” Senza sapere che dietro a queste cose c’è qualcuno che pagherà la nostra negligenza, l’indulgenza, l’inettitudine.

Ci vuole forza per opporsi e non sempre io l’ho avuta ed ho, mi faccio metter in mezzo, non è colpa mia, sono sciocche giustificazioni.  Come la moda di perdonarsi, perché umani, le nostre debolezze.  Attenzione non vuol dire essere rigidi e schematici, possiamo comprender il perché a volte dimentichiamo la questione morale, l’etica e caschiamo in piccoli e gretti errori, ma non dobbiamo giustificarli, dire “fanno tutti”, “cosa sarà mai”, sopratutto se, da genitori, abbiamo a che fare con la formazione di un nuovo cittadino.

Per questo il berlusconismo non può mai esser preso sotto gamba, per questo sono squallide e ignobili i tentativi di sdoganarlo perché ” quando c’era lui perlomeno protestavi e ora?” e via di sciocchezze di questo tipo. Ripeto ai compagni che sostengono codesta linea: anche il peggiore dei criminali, in vita sua, potrà dire due o tre cose buone. Non cambia per nulla il suo operato e quello che è, inoltre ogni governo ha le sue debolezze e dovremmo parlare di quelle, senza dar spazio a notizie non fondate o false solo perché contro il capo del governo.

Perso il grande prestigio politico, penso resisterà a livello comunale/regionale,  ma non a livello di presenza e potere nazionale, il berlusconismo non scomparirà affatto dalla scena sociale e culturale italiana, cambierà nome ed aspetto, ma rimarrà quello che è sempre stato: l’aspetto comune e peggiore dell’esser italiani. In modo traversale, al di là del sesso, idee, classe.

Insieme al fondatore dovremmo superare e seppellire anche quegli elementi che ci avvicinano a questa pagina indelebile di orribile politica nazionale e degrado etico-intellettuale.

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a cazzo di cane

29 Gen

Questo è lo slogan che dovrebbe essere esposto nei luoghi di lavoro,nelle case,nei palazzi delle istituzioni.Il nostro segno di riconoscimento,il credo forte,fortissimo della Nazione a divenire,che non sarà mai.

Lo mostrano i fatti della cronaca,le polemiche legaiole-un bel trattato sulla insanità mentale-le polemiche politiche,tutta caciara amici miei

Ma si che stiamo a parlà sur serio de politica?Ma ‘ndo vivi ao!

Vivo nella parte migliore del mondo,porto i colori della razza predona e padrona,di sangue padano doc,vivo in un paese che è davvero bello,ma non quella bellezza all’americana :esagerata,gonfiata,luccicante,ma poi ti accorgi che solo uno sciame di mosche radioattive su un pezzo di merda.La bellezza dell’Italia è altro.Chiamala arte,che va benissimo così.Noi però siamo esterofili in modo imbarazzante su fatti che ci dovrebbero invece spingere a reagire e patriottardi sulle tradizioni più bigotte e pleonastiche.Prima diciamo :hai sentito che dicono di noi all’estero?Ci dovremmo vergognare e poi li mandiamo a fanculo,nel giro di un giorno.La fuga intellettuale del sono o non sono italiano o di esser un anti italiano è roba davvero patetica.Come fai a essere anti qualcosa che di fatto sei?Un popolo bambino che ha bisogno assoluto della legge severa per stare in riga,ma anche qui trova scappatoie,trucchi,intrallazzi.Si,è difficile amare questi italiani,e allora?Dove sta il coraggio?Tutti sono capaci di parlare e applaudire i figli che si ritengono migliori e inseriti piuttosto che la pecora nera,il casinista di casa.Perchè se degli altri fosse possibile tratteggiare la personalità complessiva di un popolo,con quello italiano è un affascinante salto nel buio.Di cosa parliamo?Di chi?Tuttavia siamo pure i partigiani rossi,gli operai in lotta,lo sbirro onesto e al servizio del cittadino,il manovale,il muratore,la generazione precaria che cerca di vivere come meglio può.Alla cazzo di cane,si.Giustifichiamoci ,che questo ci riesce bene.Abbiamo scuse per tutto.Improbabili spesso,eppure ci ostiniamo a difenderne la sincerità e la verità.Menzognieri?Si,ma non solo.Affabulatori del vivere in un’altra dimensione:dove siamo stati costretti a far la guerra,dove non sappiamo che a parlare continuamente di rivoluzione ,poi i migliori prendono le armi e agli altri rimangono solo le loro patetiche parole vuote,come sono loro pantofolai della politica estremista,generazione che farebbe bene a ritirarsi,perchè risultano doppiamente sconfitti:la prima dalla storia,la seconda dal buon gusto di non blaterare a cazzo..di cane.

Giustifichiamo figli che rubano e ammazzano,le bugie di falsi stupri subiti,di corruzione.Toh,signò n’etto de prosciutti e sta giustificazione pe’ sua figlia ,me la saluti tanto.

Nondimeno sono nato in Italia,sono italiano.Potrò anche parlarne male,ma lo faccio io.

Si vive bene comunque dai,siamo occidentali:abbiamo la democrazia,la libertà,la civiltà.E allora se stiamo così bene come mai ci sono così tanti corsi per l’autostima?Come mai la gente soffre di malattie legate all’insoddisfazione di vivere?Non è che bombardiamo gli altri per scatenare un po’ di questo sottile disgusto verso la vita vera e non quella da rappresentazione di sogni e bisogni che ci piovono dall’alto

Dice che all’estero è naturale che i negozi debbano restare aperti 7 giorni su 7 ,e vai a far la spesa all’estero.Che bello de mamma hai vissuto per decenni e decenni senza il bisogno di andare alle 19,30 di domenica a comprare chissà che.Non è un vero bisogno,lo è per la tua classe di dominanti,di gente che si sente appartenente alla nuova aristocrazia.I piccoli e medi bottegai,come gli operai non sono tuoi servi che devono aspettare il conte e le sue ultime voglie,organizzati meglio.E non avrai di questi problemi,consigli amichevoli.

I movimenti popolari senza ideologia diventano pretesti populisti,infiltrati pesantemente dalle destre,dalla reazione e dalla criminalità,certo.Il punto però non è questo.Semmai è:e la sinistra?A rimorchio alla cazzo di cane.La destra riesce a muovere la gente e a creare disturbi e rissonanza pubblicitaria per essa,noi?Giusto esserci,no,sono tutti fascisti,no sono rivoluzionari.Blablabla e morta lì.Non ho idea in proposito di Forconi e affini.Sono cose che arrivano occupano le pagine,danno notorietà al masianello di turno,eppure hanno anche grossa o piccola parte di sincerità rivoltosa,non rivoluzionaria eh?Non è che la vita è buoni di qui ,cattivi di là Oh,meglio è anche così,ma anche assai più complessa.

L’italia dei Miceli,D’Amato,del noto servizio,questa Italia che per decenni ha ostacolato difendendola la democrazia.Siamo ancora qui a parlare di Moro,e non la finiremo mai.

Tante parole,tante verità,nessuna parola,nessuna verità.Si va per moda,ok?

Ci piace liberalizzare:avanti che poi vi diciamo come si fa,appena la germania ce lo dice è?

Che vuol dire questo:vabbè apriamo un’agenzia di distribuzione giornali,ne aprono molte.Così alla cazzo di cane,chi decide di non stare con il suo distributore/padrone,che fa?Si getta all’avventura.Poi naturalmente qualcuna fallirà,trascinando anche l’altra attività.Quello storico indebolito che ptrà fare?Liberalizzi l’energia:PIRLA!Si fa già con il risultato che mi  vengono tre o quattro della mia ditta rifornitrice a dirmi tre o quattro cose diverse,perchè si  la ditta sarebbe la stessa,ma noi siamo l’uffiicio di varese con queste proposte.Il casino totale.

I liberali e i difensori del libero mercato si sentono tanto intelligenti e sono sicurissimi di essere i troppo migliori,li lascio fare.Casomai dovessimo andare male,vi dico solo che la loro carne è squisita:MANGIAMOLI!

 

Bordelli culturali e crisi di lisa simpson

14 Dic

Uno dei pilastri dell’Ipocrisia Istituzionalizzata è il seguente:nelle democrazie liberali tu cittadino puoi sciegliere,pensare,agire,in modo autonomo rispetto al tuo Stato. Tanto che sia nei confronti dei paesi del socialismo reale,che in quelli attuali nazionalisti,popolari,talora religiosi ,si tende a mostrare come essi siano del tutto incapaci di Pensare e Scegliere il loro “stile di vita”,rispetto a quei figaccioni che sono gli occidentali.
Sarebbe divertente riflettere su questi due elementi:scelta e pensiero.Quando il nostro pensiero è stato critico?Lo abbiamo condiviso ed abbiamo ottenuto qualche risultato soddisfacente?Attenzione!Non dico un pensiero conformista alle prese con la classica indignazione sociale ben voluta dal nostro sistema,ma un vero atto sovversivo di reale critica alla dittatura del libero mercato,alle falsificazioni di ideali,valori,concetti ribaltati secondo la convenienza del momento.E sopratutto quando hai scelto?Anche in questo caso non vuol dire scegliere la merce,intesa sia come prodotto fisico e anche come culturale,esposta nel supermercato della roba e delle idee.No,una scelta altra rispetto alla convenzione e fino a che punto è stata vissuta?
Una pubblicità di una nota marca di macchine,la mena con l’inno alle scelte ribelli e anticonformiste,con una spruzzatina di “riprendiamoci la nostra vita e il nostro tempo”,che sarebbe come un aguzzino nazista che dicesse a un condannto alle camere a gas:riprendi a sperare e a vivere.Non c’è spazio di dissidenza politica o culturale viva,perchè anche questo spazio è stato riempito da concetti innocui,svuotato da istanze rivoluzionarie e riempite di miti e azioni simboliche e ribellistiche.La guerra non è solo contro la classe politica e quindi contro i Partiti,la loro capacità di organizzare e disciplinare uno stato e una società.No,la lotta del capitale si spinge -naturalmente direi- anche a distruggere quella serie di ostacoli che potrebbero frenarne l’azione di “blobbamento”cioè ingoiare e far sparire ogni forma di pensiero critico,senso della critica e autocritica,desiderio di apprendere e capacità di discussione.
Per questo capita spesso di leggere feroci critiche contro non specificati intellettuali,mentre si esalta l’aspetto peggiore delle masse amorfe,cioè una solida ignoranza tamarra che si infastidisce per ogni occasione di conoscenza ulteriore rispetto a quello che in un certo modo consola e rincuora. Strano che l’occidente sempre pronto a portare la civiltà nei paesi esteri,non sia capace di insegnarla ai suoi cittadini.
Certo questa operazione che agli ingenui potrebbe sembrare una rivincita del pensiero popolare e delle sue istanze contro un mondo borghese ,ingessato,snob,ha bisogno di aiuto da parte degli intellettuali stessi.Non tutti,ma di quelli che il sistema potrebbe usare per il loro appeal e a seconda del pubblico e dei clienti di riferimento. Perchè se la volgarità intellettuale dei prodotti di massa è spicciola ed evidente,consolatoria perchè mantiene i tamarri come fenomeno sociale da baraccone,porelli mica lo comprendono questo,facendo in modo che naufragando nella loro ignoranza,(non grammaticale ,di lessico,ortografica,ma sociale ),si sentano beati e non rompano i coglioni,vi è anche una sorta di ignoranza vestita a festa da donare a quelli che sono gli intellettuali percepiti.Anzi che si autopercepiscono in quel modo. Basta un Saviano,e subito Israele ci potrà sembrare un paese meraviglioso,un Travaglio e la guerra in Ossetia sembrerà cominciata dai Russi. Il danno qui è gravissimo perchè colpiamo e plasmiamo quelle menti che avrebbero i mezzi per agire concretamente contro la fabbrica del conformismo e del “falsoreale”-cioè quella particolare forma di controllo popolare che usa elementi di realtà nel falso,il cormorano della prima guerra in Iraq è un esempio perfetto-tutto questo colpisce anche la capacità di scegliere. Tanto che va di moda ,in campo culturale,di unire alto e basso alla cazzo di cane,di dare il patentino di filoso a tutti-anche a Califano- di usare il termine cultura sia per Tolstoj che per il videogioco della play,che per il film di serie b che per un film di Fellini.
Non riconoscendo che essa non è la figlia dei tempi,ma la parte che ha resistito alle mode e al tempo.Noi non possiamo parlare della nostra cultura perchè ancora in costruzione o demolizione,quando diventerà una tradizione capace di superare i suoi ostacoli naturali,si potrà comprendere cosa è culturale e cosa no.
Sopratutto non è un concetto legato al nostro gusto,più una certa abilità a motivare ragioni del tutto istintive e irrazionali.Perchè c’è sempre bisogno di una lunga preparazione,senza ombra di dubbio legata alle nostre capacità,questo ci porta a dire che è naturale la divisione tra Maestri e Allievi. Ci sono cattivi maestri e pessimi allievi,come brillanti allievi nelle mani di mediocri maestri,o bravissimi maestri sprecati in classi di allievi presuntuosi e impreparati.Nondimeno questa è la natura delle cose. Dobbiamo sforzarci di imparare,applicarci nell’arte della curiosità intellettuale
Non è cosa che fa :figo,meglio l’ennesima imitazione del burino di “Sacco Bello”,certo.Però le cose che fanno figo,dopo un po’ mettono imbarazzo forte a chi li riteneva tali,se normodotato ovviamente.
Qui entra in campo la scelta:che deve riguardare l’evoluzione del proprio pensiero.
Fa figo unire Bergman a un Polselli di passaggio,fa tanto intellettuale moderno no?Tuttavia quale è la scelta in questo caso?Non esiste.Trattasi di paraculata anche facilona.Perchè gran parte dei sostenitori dell’ignoranza da reality è in sostanza gente che ha buone capcità intellettuali,ma le disperde per stare nella massa:amorfa,reazionaria,oscurantista.
Anzi,una scelta si è fatta:quella della comodità.Che a ben vedere non è affatto tale,perchè è proprio quella tracciata sin dall’inizio dal sistema.
Distrutto il senso critico,essendo rimasto solo l’opinionismo selvaggio,perchè cercare la verità?Perchè avere valori,cultura,pensiero socio politico?
L’appiattimento non è solo dovuto all’uso della tv,perchè certa gente richiama a sè le castronerie della televisione spazzatura o il morboso desiderio di morte e violenza dei casi di cronaca nera.
Trattasi ormai di una metastasi dell’individuo che decide di recarsi nei bordelli culturali e di prendersi allegramente la sifilide.Fa figo.

Io invece mi sento come lisa simpson.Lincapacità di poter sostenere una guerra contro questa deriva,pur avendo i mezzi.Che non sono nulla quando non hai il controllo della produzione in serie dei concetti di servilismo e ridicolismo culturale e politico.
Si resiste,non posso fare altro.