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Berlusconismo come Highlander

8 Giu

Il berlusconismo è un fenomeno sociale e politico, di cui faremo fatica a liberarci. Esso non finisce assolutamente con la vita del suo fondatore, ma -a vari livelli- ha a che fare con la storia del paese. Ha a che fare con gli italiani.

La cosa divertente è la sua presunta novità, quando comparì , sulla scena politica italiana, all’indomani di Tangentopoli. Ricordate? “Il nuovo che avanza!” Molti italiani ci credettero. Per credere non è necessario esser dei gran farabutti, basta esserlo anche di veramente piccoli. Oppure anche esser delle brave persone, spaventate dai rossi che mi portano via la “roba”. No, brave non direi.. Diciamo che risulterebbe difficile votare per costui.

La storia ha dato a costui il compito di portare le costanti dei personaggi “sordiani” nella politica. Svelando un pensiero altamente democratico, e che ho sentito anche fare da molti libertari in libera uscita: ma che ci vuole a fare politica? Essa è come la pubblicità, non devi avere un’idea, devi venderla.

Il nuovo apparente era questo. Gli italiani preferirono e preferiscono ancora oggi, esser dei clienti, piuttosto che dei cittadini.

Il sogno americano, il pragmatismo materialista liberal-capitalista, in salsa festosa, televisiva, facile da comprendere e divertente il giusto. Un mix tra marketing e feste estive.

Questo è durato, con due piccole parentesi, per quasi venti anni.

Ora, cercate di comprendermi, non diciamolo troppo forte che il tg 5 ci rimane male, ma è un progetto verso il viale del tramonto. Che potrà anche vincere qualche battaglia, ma non la guerra. Per cui pare brutto prendersela con il caro Silvio e ritornare a discutere degli effetti nefasti che ha avuto sulla nazione.

Però: cosa sarebbe stato Berlusconi senza il riflusso? Lui non è altro che un prodotto sociale ed economico ampiamente vedibile negli anni 80. La Milano da bere (e da papparsi) dei socialisti, di quelli che son passati da avanguardia operaia ai socialisti. Molti “creativi” hanno abbandonato gli slogan ribellistici e velleitari per vendere merendine e macchine.

 

Vendere. Comprare. Il capitalismo in poche parole. Per questo reputo il berlusconismo non nuovo, lo saranno i metodi e i gesti, forse, ma nulla di innovativo all’interno di un sistema capitalistico che si basa su promesse altisonanti, allarmismi, nemici  di facile presa sugli istinti popolari. Per questo Berlusconi si è portato a presso la Lega e i post fascisti.

Vincendo una battaglia, allora, data per persa. Come persa e perché? Ma come non siete informati sulla Britania? Quel simpatico ritrovo di agenti c.i.a. e del servizio inglese, si mormora ci fosse pure il cappellino della regina e quindi lei stessa, pronti a consegnare, previa colpo di stato, la nazione a quel malvagio agente bolscevico che era Occhetto.

Chiaramente, quando si muovono i complottisti è quasi sempre così, le cose andarono diversamente.

Vinse l’Italia. Perchè il berlusconismo non riguarda solo l’aver votato o no Forza Italia, esso riguarda noi. Ogni volta che non ci siamo comportati correttamente dal punto di vista civile. La macchina parcheggiata a cazzo, che tanto sono solo due minuti, lo scontrino non fatto, la tassa evasa, il chiuder gli occhi davanti alla deriva dei costumi, dell’educazione, il pressapochismo accompagnato da un tifo di stile calcistico quando parliamo di politica, la battuta volgare con relativa strizzatina d’occhio. L’idea del mio che è più importante del nostro. Le piccole truffe che impariamo dai genitori, cbe ne so..dal padre?

Ecco il popolo del ” ma si, tanto!” Senza sapere che dietro a queste cose c’è qualcuno che pagherà la nostra negligenza, l’indulgenza, l’inettitudine.

Ci vuole forza per opporsi e non sempre io l’ho avuta ed ho, mi faccio metter in mezzo, non è colpa mia, sono sciocche giustificazioni.  Come la moda di perdonarsi, perché umani, le nostre debolezze.  Attenzione non vuol dire essere rigidi e schematici, possiamo comprender il perché a volte dimentichiamo la questione morale, l’etica e caschiamo in piccoli e gretti errori, ma non dobbiamo giustificarli, dire “fanno tutti”, “cosa sarà mai”, sopratutto se, da genitori, abbiamo a che fare con la formazione di un nuovo cittadino.

Per questo il berlusconismo non può mai esser preso sotto gamba, per questo sono squallide e ignobili i tentativi di sdoganarlo perché ” quando c’era lui perlomeno protestavi e ora?” e via di sciocchezze di questo tipo. Ripeto ai compagni che sostengono codesta linea: anche il peggiore dei criminali, in vita sua, potrà dire due o tre cose buone. Non cambia per nulla il suo operato e quello che è, inoltre ogni governo ha le sue debolezze e dovremmo parlare di quelle, senza dar spazio a notizie non fondate o false solo perché contro il capo del governo.

Perso il grande prestigio politico, penso resisterà a livello comunale/regionale,  ma non a livello di presenza e potere nazionale, il berlusconismo non scomparirà affatto dalla scena sociale e culturale italiana, cambierà nome ed aspetto, ma rimarrà quello che è sempre stato: l’aspetto comune e peggiore dell’esser italiani. In modo traversale, al di là del sesso, idee, classe.

Insieme al fondatore dovremmo superare e seppellire anche quegli elementi che ci avvicinano a questa pagina indelebile di orribile politica nazionale e degrado etico-intellettuale.

La Normalizzazione

3 Giu

Lo spunto di questo post mi è venuto leggendo questo: https://ilgiornodeglizombi.wordpress.com/2015/06/03/e-che-sara-mai/ . In questo post si denuncia il modo leggero con cui si affronta, in una nota serie tv, lo stupro. Giustamente si denuncia il cuore del problema: la normalizzazione

Nella nostra società si avverte sempre di più una forte indifferenza verso l’altro. Che non è solo il discorso: altro=nemico, ma una cosa ancora più preoccupante: altro= nulla. Che non ha sentimenti, obiettivi, sogni, illusioni, non vive insomma. Discorso che ha una sua variazione anche nella nostra vita affettiva. Quanti sanno cosa significhi esser ” una coppia”? Vivere con un’altra persone e amarla proprio per il suo essere altro rispetto a noi? Un individualismo anestetizzato verso quello che capita fuori.

Che sia il partner, che siano persone fuggite a guerra e miseria, non è un fatto di classe o almeno non solo: è la fine dell’occidente come parte del mondo patria della filosofia e della cultura umanista.

L’economicismo gretto e sguaiato ha vinto su tutto. Questo da una parte ci spiega il perché sia quasi più importante un mezzo di trasporto privato e si spendano milioni di euro in pubblicità per farteli comprare, rispetto a educare il popolo alla solidarietà, alla cooperazione, alla condivisione. La macchina sei tu. Acciaio e quattro ruote, sono il tuo corpo. Libero di fare il ganassa, visto che poi ci tengono a dire di andare oltre alle regole.

Quindi; pensa solo a te stesso. Dopo l’auto, ovviamente.

Che rapporto abbiamo con il dolore? Cosa sappiamo di esso? L’abbiamo mai affrontato? Non so quanto possa esser vero che il dolore ci renda forti, magari anche no. So però che rifiutare di soffrire è un metodo altrettanto sbagliato. Non ti serve per costruire un percorso di comprensione, analisi, riflessione ed uscita . La donna ti lascia? Invece di passar del tempo a stare male, sopratutto ad analizzare le motivazioni di lei, i tuoi sbagli, che fai? A  puttane e a sbronzarmi. Negandoti sicuramente la sofferenza, e anche il poter imparare dal tuo errore o dai suoi. Poi ci ricaschi e la colpa è dell’amore che non esiste e tanto “ok i primi tempi, ma poi tutto finisce”. Sei un pirla, sappilo.

Quando una persona vive in modo così indifferente il suo vissuto sentimentale, come si rapporterà agli altri? Allo stesso modo. Peggio perché gli altri non meritano attenzione. Sono tutti coglioni, cattivi, pleonastici. Gli altri sono altri.

Sicché dal non comprendere il dolore per una relazione finita, passiamo a fregarcene per certe violenze. Almeno che non siamo in campagna elettorale. Lo stupro fa notizia perché possiamo criticare un’etnia, un popolo, o una classe. Non frega nulla della vittima in sé. 

Tempo fa due ragazzini avevano dato fuoco a un barbone. La famiglia di uno di loro disse: “sono ragazzi che si annoiavano”. Come si dice anche di quello che Napoli mise nel retto di un povero ragazzino un tubo per l’aria compressa. “Scherzava”  Non sentono il dolore. Negandolo a sé stessi, non affrontandolo mai, non riflettendoci mia, non provandolo sulla loro pelle o quello di un famigliare. La risposta è: minchia zio, si scherzava . Erano annoiati.

Tutto è possibile, la tua libertà d’azione non deve scontrarsi con nessun limite. Sopratutto: cosa è la morale? Una parolaccia per noi. Non fare il moralista, e basta con la morale, il moralista è un sessuofobo bacchettone. Togliendo la morale, che prima di tutto è esercizio intellettuale: la capacità di distinguere tra bene e male, giusto e sbagliato, ci pone due traguardi facili: non fare mai autocritica e quindi ritenersi sempre dei ragazzini vivaci o dei viveur della madonna, oppure non porci limiti nei confronti degli altri.

I bambini sono soggetti dalla nascita alla distorsione dei rapporti tra i sessi . Nemmeno il femminismo, nella sostanza un movimento spesso di devianza borghese e portatore anche esso di libertà individualiste ed isolazioniste, è riuscita a porre freno alla deriva della cultura patriarcale

Che da noi è fascista. Il bambino viene spinto a comportarsi da Uomo: non piangere, non rallegrarsi della bellezza e dell’arte, non vedere nella donna l’altra da sé. Proprio per questo così importante,  da trattare con massimo rispetto. Un rispetto non tanto perché donna, ma in quanto persona come te.

L’educazione sessuale e sentimentale che si dà ai figlioli è un disastro assoluto: prendila, sbattila, se dice no è si, sono tutte troie,e così via. Taluni hanno invece una figura femminile che vive male la sua condizione e non è del tutto risolta, così scatenano sul figliolo la violenza che non possono rovesciare su mariti, padri, capi.

Educare ad amare, a riconoscersi negli altri,a non aver paura della diversità, costa fatica. Troppa. Certo alla lunga avrai effetti migliori, rispetto ad altri,ma è meglio dire: cosa vuoi che sia. Vale per una serie tv, vale nella vita. Ormai non esiste una separazione, con grande predominio della finzione-indifferenza, rispetto alla difesa dell’umanità

Per questo si dà spazio a un bimbo frustrato e non cresciuto che risolve tutto con le ruspe, per questo stiamo malissimo e non comprendendolo diamo colpa agli altri, anestetizzati da troppe notizie di cronaca nera, non comprendiamo che quella foto, quella vita spezzata, appartiene a una persona. Nella cultura reazionaria italiana viene tutto etichettato sotto la voce: chissà che avrà fatto, in fondo rompono i coglioni, se lo meritano. In nome del politicamente scorretto, dell’anti buonismo, del fatto che sincerità è solo odio e coglioneria a seguito, ecco che non ci si vergogni nemmeno più di dire e pensare certe cose.

Sì: la vergogna non è quella cosa da mettere con tanti punti esclamativi a seguito e un condividete finale.Io credo sia un sentimento più sottile,importante. Ci permette di ragionare sui nostri errori e degli altri e non solo aspettarsi delle scuse,ma anche farle.

Ritenere normale che una serie usi lo stupro con leggerezza, ci porta a non soffermarci sulla sofferenza dei singoli quando capita nella vita reale. Tanto è finzione, tanto non capita a me.

Ogni cosa che colpisce e crea sofferenza nell’altro, riguarda me. Sempre. Trattasi di responsabilità sociale.

700

20 Apr

Ben forte e radicato in me è l’odio per i vigliacchi. E non parlo affatto di chi, per paura e sacrosanta voglia di vivere, abbandoni una guerra voluta da altri. No, parlo di quelle masse amorfe che comodamente, nel caldo delle loro case, al sicuro e lontano da guerre e miseria, si permettono di gioire per la morte di esseri umani.

Li odio. Odio la loro esistenza repressa, frustrata, inutile, che li spinge a gioire per le disgrazie altrui. Dal collega troppo in gamba, alle coppie felici, fino alla morte di 700 persone. D’altronde perché non dovrebbero? Non siamo noi occidentali, la razza superiore? Non siamo noi quelli che sono in pericolo? Non siamo noi quelli che “la merce ci è entrata fin dentro i polmoni” e “ci chiamano cose diventate persone?”

La libertà di pensiero e parola,di espressione è alla base di questa corsa, affannata e disperata, nel dar il peggio di noi. Tra una risata con un nostro simile, una sensazione di impunibilità, di esercizio del nostro libero pensiero.

Ma la libertà non è nulla, se prima non ti reputi responsabile. Senza responsabilità non sei libero,ma solo un pirla che vomita il suo rancore, la sua inadeguatezza nei confronti della tua vita

E visto che sei vigliacco/a te la prendi con chi è facile attaccare. Hai anche la scusa per gli imbecilli: il buonismo. Tanto non guardi mai le origini del problema ( bombardare paesi, rubare risorse, finanziare colpi di stato e gruppi terroristici), no tu sei convinto che si debba dire abbbasta e tutto si sistemi. Hai gioco facile visto le politiche imperialiste e colonialiste disastrose, le parole a vuoto della classe politica. Non ti accorgi nemmeno che il capitalismo d’assalto, fuori prepara guerre, alimenta il terrorismo (gli stessi che avete appoggiato contro gheddafi e assad) devasta popoli, è lo stesso che ti impone la precarietà, ti toglie diritti sociali e non vuole che diventino realtà quelli civili.

700. Che ti piaccia o no, erano persone. Dici che codesta è retorica buonista? Certo, per una testa di cazzo lo è. Però pensa che il sangue, il cuore, le vene, un po’ d’amore, alcune risate, qualche lacrima per un abbandono, un parente che manca e uno che invece è di troppo, ecco queste cose mica sono divise dalla religione, dalla politica. Non credo.

Non vuol dire che siamo tutti uguali  e meritiamo tutti lo stesso rispetto. Tu che gioisci della morte di questi 700 non lo meriteresti. Non ti auguro nulla, solo di vivere la tua miserabile vita e di leggere i tuoi miserabili giornali. L’idiozia è peggio rispetto a qualsiasi condanna a morte. Non crea nemmeno martiri, dissidenti santi. Solo stronzi,anzi no…Dalla merda nascono i fiori e tu aspiri a troppo,no. Non sei nulla. Solo invidia,rancore,malessere che non vuol esser curato.

Vivere è difficile e complesso, non sempre facciamo le azioni giuste. Sbagliamo tutti. Difficile essere coerenti e senza contraddizioni, è facile lasciarsi travolgere dalla ferocia, dal cinismo alla cazzo di cane. Tutti più o meno ci siamo passati. Poi rifletti. E puoi chiedere scusa.

Non solo per questi 700,ma anche per le maledizioni che hai tirato contro alle gente che reputi più fortunata di te, e invece di lottare per migliorare, ti senti al sicuro nel tuo scialbo rancore e nella tua acida invidia. Non è questione di razza, perché tu non sei razzista, sei misantropa/o. Affoghi nel mare della tua disperata futilità. In fin dei conti sei annagata/o come quei 700.

Loro però non volevano annegare. Scappavano. Sai, se ti bombardano casa, se vivi nella miseria, forse scapperesti anche te. A bordo della ruspa di Salvini. Vi vedo già in fila,perché siete vigliacchi e non lottereste, non vi ribellereste, nonostante ora facciate capire tutto il contrario. Vi hanno invaso la vostra sacra terra, quelli della mafia.Ma voi nulla. Nessuna sceneggiata sotto casa dei mafiosi. Quelli sparano.

Meglio gioire per la morte dei 700.

Il mio odio mi oscura la capacità di riflettere, per un attimo vi augurerei la stessa fine. L’idiozia ti trascina sempre al suo livello. Ma io sono anche far autocritica e riprendermi. Facciamo così noi comunisti

Cosa che a voi non capita. Tanto siete lontani dalle guerre, dalle pallottole, dalle torture, Poveracci.

l’eroe delle teste di cazzo

10 Apr

Il tizio che ieri, nel palazzo di giustizia di Milano, ha ucciso barbaramente delle persone, non può che esser visto come un eroe in questo sciagurato paese.

L’essenza, l’anima, del fascismo sono ben presenti in questo codardo popolino, che nascondendosi dietro allo squadrismo o a una pagina di facebook vomitano tutta la loro inutilità di esseri post-umani.  La cattiveria gratuita, mescolata ora a una sorta di purezza della razza,ora a un rivoltante vittimismo, è la linea che unisce quelli che inneggiano a codesto assassino e quelli che difendono la polizia e le sue azioni alla Diaz.

Da una parte i liberali più scemi, ( quelli della medio borghesia repressa) e i fascistoidi scarto del popolo, sono uniti da sempre su due punti:la ricerca di un nemico più debole da sottomettere, e l’entusiasmo per quelle forze che applicano la violenza in loro vece. Per questo chi esalta la figura di un delinquente senza buona causa, è molto vicino a chi non trova nulla da ridire sulle forze della polizia, durante la mattanza in quella scuola a Genova.

In tempo di crisi la rabbia aumenta e non si può contenere. Il popolo agisce d’istinto e spesso sbaglia,perché vede dei nemici in categorie nette e precise, che non richiedono conoscenze e organizzazione. Meglio alzare la voce contro la casta, il rom, il gay,un nemico che possa attirare l’attenzione immediata di altri disperati. Perché attaccando loro e non il capitalismo, non ci mettiamo mai in gioco. Così possiamo fare la file per l’ultimo modello dello smartphone e in fila fare la figura dell’eroe del popolo, bestemmiando contro i politici. Possiamo sentirci difesi da chi vuol spianare i campi dei nomadi, che effettivamente rompono i coglioni, ma non ci domandiamo mai: ” Scusa Salvini,ma quando vai a spianare le case dei mafiosi, quando vai sotto la casa di un boss e lo inviti ad andarsene o peggio per lui?” Non lo faranno mai. Il rom è un bersaglio perfetto, perché unisce un sentimento popolare diffuso ed è un elemento da secoli poco gradito. La mafia spara, la mafia detiene l’economia in zone dove si doveva tutelare la sacralità del suolo, del suo modello di vita, eppure era meglio prendersela con i neri, i marocchini. Il popolo festante applaude e cosi sia.

Un atto come la Diaz dovrebbe universalmente metter d’accordo tutti. I codardi, i vigliacchi, hanno attaccato delle persone che stavano dormendo. Un’azione svoltasi all’interno di un istituto, non nella guerriglia della strada. Eppure qualche oligofrenico,anzi chiedo venia agli oligofrenici, qualche avanzo umano ha avuto il coraggio di dire: dovevano pestare di più.

Si dice: non raccogliamo le provocazioni. Ebbene non ne abbiamo raccolte abbastanza penso. Quanto meno una forte azione politica,deve far in modo che certe persone non abbiano la facoltà di insultare quotidianamente e in modo grossolano, squallido, schifoso, gente vittima di una inaccettabile violenza dello stato .

Il crollo dell’ideologia comunista ha lasciato le masse a sguazzare nella merda del populismo. Il quale è sempre un elemento che guarda e porta a destra. Quella reazionaria, violenta, di pochissimi contenuti, se non l’odio gratuito e la vigliaccheria di prendersela con i bersagli più comodi.

La mancanza di un partito comunista organizzato capace di saper donare il senso della critica e lotta politica alle masse, si sente e anche tanto.

Venti anni di dialoghi fumosi, per quanto giusti nella forma e sostanza, non hanno coinvolto un popolo del tutto abbandonato a sé stesso e alle sue paure. Nondimeno questi atteggiamenti squallidi sono stati presi dalle classi medio-alte per creare un’unione tra borghesia conservatrice e chiusa nei suoi privilegi e masse di zoticoni. felici di sentirsi rappresentare da coloro i quali, in teoria, sarebbero i loro nemici di classe. D’altronde il padrone, sfruttando venti e passa anni di berlusconismo-anti berlusconismo, ha astutamente portato le classi meno abbienti a credere che, dopotutto, loro sono quelli che si prendono cura di loro. Non i comunisti o la sinistra, la quale invece vuole portare alla fame l’italia e gli italiani difendendo solo gli stranieri e i pervertiti, ( come se leggere la croce,libero, il giornale, non sia una perversione stile bdsm),mentre non si ha nulla da ridire, a parte slogan e lamentele, contro i capitalisti che ti condannano alla precarietà, a un ventennio di dominio del capitale che è stata una sciagura per i popoli, ( quelli colpiti dalle crisi economiche e quelli colpiti dal terrorismo e dalle bombe per la libertàààààà),si preferisce avere un popolino formato da gente gretta, rabbiosa, incapace di formulare pensieri che non siano una serie di squallide invettive.

Un paese con un popolo che parla di eroi, di maggior botte alla diaz. Un paese di viventi morti

a cazzo di cane

29 Gen

Questo è lo slogan che dovrebbe essere esposto nei luoghi di lavoro,nelle case,nei palazzi delle istituzioni.Il nostro segno di riconoscimento,il credo forte,fortissimo della Nazione a divenire,che non sarà mai.

Lo mostrano i fatti della cronaca,le polemiche legaiole-un bel trattato sulla insanità mentale-le polemiche politiche,tutta caciara amici miei

Ma si che stiamo a parlà sur serio de politica?Ma ‘ndo vivi ao!

Vivo nella parte migliore del mondo,porto i colori della razza predona e padrona,di sangue padano doc,vivo in un paese che è davvero bello,ma non quella bellezza all’americana :esagerata,gonfiata,luccicante,ma poi ti accorgi che solo uno sciame di mosche radioattive su un pezzo di merda.La bellezza dell’Italia è altro.Chiamala arte,che va benissimo così.Noi però siamo esterofili in modo imbarazzante su fatti che ci dovrebbero invece spingere a reagire e patriottardi sulle tradizioni più bigotte e pleonastiche.Prima diciamo :hai sentito che dicono di noi all’estero?Ci dovremmo vergognare e poi li mandiamo a fanculo,nel giro di un giorno.La fuga intellettuale del sono o non sono italiano o di esser un anti italiano è roba davvero patetica.Come fai a essere anti qualcosa che di fatto sei?Un popolo bambino che ha bisogno assoluto della legge severa per stare in riga,ma anche qui trova scappatoie,trucchi,intrallazzi.Si,è difficile amare questi italiani,e allora?Dove sta il coraggio?Tutti sono capaci di parlare e applaudire i figli che si ritengono migliori e inseriti piuttosto che la pecora nera,il casinista di casa.Perchè se degli altri fosse possibile tratteggiare la personalità complessiva di un popolo,con quello italiano è un affascinante salto nel buio.Di cosa parliamo?Di chi?Tuttavia siamo pure i partigiani rossi,gli operai in lotta,lo sbirro onesto e al servizio del cittadino,il manovale,il muratore,la generazione precaria che cerca di vivere come meglio può.Alla cazzo di cane,si.Giustifichiamoci ,che questo ci riesce bene.Abbiamo scuse per tutto.Improbabili spesso,eppure ci ostiniamo a difenderne la sincerità e la verità.Menzognieri?Si,ma non solo.Affabulatori del vivere in un’altra dimensione:dove siamo stati costretti a far la guerra,dove non sappiamo che a parlare continuamente di rivoluzione ,poi i migliori prendono le armi e agli altri rimangono solo le loro patetiche parole vuote,come sono loro pantofolai della politica estremista,generazione che farebbe bene a ritirarsi,perchè risultano doppiamente sconfitti:la prima dalla storia,la seconda dal buon gusto di non blaterare a cazzo..di cane.

Giustifichiamo figli che rubano e ammazzano,le bugie di falsi stupri subiti,di corruzione.Toh,signò n’etto de prosciutti e sta giustificazione pe’ sua figlia ,me la saluti tanto.

Nondimeno sono nato in Italia,sono italiano.Potrò anche parlarne male,ma lo faccio io.

Si vive bene comunque dai,siamo occidentali:abbiamo la democrazia,la libertà,la civiltà.E allora se stiamo così bene come mai ci sono così tanti corsi per l’autostima?Come mai la gente soffre di malattie legate all’insoddisfazione di vivere?Non è che bombardiamo gli altri per scatenare un po’ di questo sottile disgusto verso la vita vera e non quella da rappresentazione di sogni e bisogni che ci piovono dall’alto

Dice che all’estero è naturale che i negozi debbano restare aperti 7 giorni su 7 ,e vai a far la spesa all’estero.Che bello de mamma hai vissuto per decenni e decenni senza il bisogno di andare alle 19,30 di domenica a comprare chissà che.Non è un vero bisogno,lo è per la tua classe di dominanti,di gente che si sente appartenente alla nuova aristocrazia.I piccoli e medi bottegai,come gli operai non sono tuoi servi che devono aspettare il conte e le sue ultime voglie,organizzati meglio.E non avrai di questi problemi,consigli amichevoli.

I movimenti popolari senza ideologia diventano pretesti populisti,infiltrati pesantemente dalle destre,dalla reazione e dalla criminalità,certo.Il punto però non è questo.Semmai è:e la sinistra?A rimorchio alla cazzo di cane.La destra riesce a muovere la gente e a creare disturbi e rissonanza pubblicitaria per essa,noi?Giusto esserci,no,sono tutti fascisti,no sono rivoluzionari.Blablabla e morta lì.Non ho idea in proposito di Forconi e affini.Sono cose che arrivano occupano le pagine,danno notorietà al masianello di turno,eppure hanno anche grossa o piccola parte di sincerità rivoltosa,non rivoluzionaria eh?Non è che la vita è buoni di qui ,cattivi di là Oh,meglio è anche così,ma anche assai più complessa.

L’italia dei Miceli,D’Amato,del noto servizio,questa Italia che per decenni ha ostacolato difendendola la democrazia.Siamo ancora qui a parlare di Moro,e non la finiremo mai.

Tante parole,tante verità,nessuna parola,nessuna verità.Si va per moda,ok?

Ci piace liberalizzare:avanti che poi vi diciamo come si fa,appena la germania ce lo dice è?

Che vuol dire questo:vabbè apriamo un’agenzia di distribuzione giornali,ne aprono molte.Così alla cazzo di cane,chi decide di non stare con il suo distributore/padrone,che fa?Si getta all’avventura.Poi naturalmente qualcuna fallirà,trascinando anche l’altra attività.Quello storico indebolito che ptrà fare?Liberalizzi l’energia:PIRLA!Si fa già con il risultato che mi  vengono tre o quattro della mia ditta rifornitrice a dirmi tre o quattro cose diverse,perchè si  la ditta sarebbe la stessa,ma noi siamo l’uffiicio di varese con queste proposte.Il casino totale.

I liberali e i difensori del libero mercato si sentono tanto intelligenti e sono sicurissimi di essere i troppo migliori,li lascio fare.Casomai dovessimo andare male,vi dico solo che la loro carne è squisita:MANGIAMOLI!

 

Havel-l’eroe del democretinismo

24 Dic
Non esiste altra figura tra i restauratori del capitalismo all’Est che sia stata più adulata tra i politici, gli esperti mediatici e gli universitari americani di Vaclav Havel, drammaturgo divenuto primo presidente della Cecoslovacchia post-comunista e in seguito presidente della Repubblica Ceca.
Tutte le persone di sinistra che ammirano Havel sembrano non voler prendere in considerazione alcune cose che lo riguardano: il suo oscurantismo religioso reazionario, la sua repressione antidemocratica degli oppositori di sinistra e la sua profonda devozione a un sistema capitalista esasperato, che inasprisce le disuguaglianze economiche.
Allevato con governanti e autisti in seno a una famiglia ricchissima e ferocemente anticomunista, ha denunciato della democrazia “il culto dell’oggettività e della media statistica” e l’idea che sia possibile realizzare sforzi sociali razionali e collettivi per risolvere la crisi. Egli ha propugnato l’affermazione di un nuovo tipo di dirigenti politici che facessero meno affidamento sul “pensiero razionale, cognitivo”, che dimostrassero “umiltà di fronte all’ordine misterioso dell’Essere” e che “credessero nella propria soggettività come principale legame che li unisce alla soggettività del mondo”.
Havel ha fatto appello allo sforzo nazionale allo scopo di salvare la famiglia Cristiana nella nazione Cristiana ceca. Pur presentandosi come un uomo di pace e dichiarando che non avrebbe mai venduto armi a regimi oppressivi, egli ha venduto armi alle Filippine e al regime fascista della Thailandia. Nel giugno 1994, il generale Pinochet, che ha assassinato la democrazia cilena, è stato sorpreso mentre stava acquistando armi nel cuore della Repubblica Ceca, e Havel non ha negato l’accaduto.
Havel ha partecipato senza mostrare il minimo dubbio alla guerra del Golfo di George Bush (senior), un’impresa che ha ucciso più di 100.000 civili iracheni. Nel 1991, a fianco di molti altri leaders filo-capitalisti est europei, Havel ha votato insieme agli Stati Uniti la condanna delle violazioni dei diritti umani a Cuba. Ma non ha mai pronunciato una sola parola per condannare le violazioni dei diritti dell’uomo in Salvador, in Colombia, in Indonesia o in qualche altro stato cliente degli americani.
Nel 1992, in qualità di presidente della Cecoslovacchia, Havel, il grande democratico, ha condotto una “campagna internazionale sfrenata” per mantenere in vita due radio della guerra fredda, finanziate dagli Stati Uniti, Radio Free Europe e Radio Liberty, affinché potessero continuare a saturare le onde est europee con la loro propaganda anticomunista.
Sotto il governo Havel, è stata adottata una legge che criminalizza la diffusione dell’odio nazionale, religioso e DI CLASSE. Così, i critici dei grandi interessi finanziari sono stati messi fuori legge, assimilati in modo ingiustificabile al fanatismo religioso ed etnico. Il governo di Havel ha intimato ai sindacati di non farsi coinvolgere in alcun modo in politica. Alcuni sindacati militanti hanno visto i loro beni confiscati e consegnati a sindacati più affidabili.
Nel 1995, Havel ha annunciato che la “rivoluzione” contro il comunismo non si sarebbe compiuta fino a quando tutto non fosse privatizzato. Il governo di Havel ha liquidato i beni dell’Unione della gioventù socialista – che comprendevano campi di vacanze, sale per la ricreazione, strutture culturali e scientifiche – consegnandoli a cinque società private, a scapito di giovani che sono stati scaraventati nelle strade.
Attraverso i programmi di privatizzazione e di “restituzione dei beni”, imprese, commerci, edifici, alloggi e buona parte della terra pubblica in Repubblica Ceca sono stati ceduti a capitalisti cechi e stranieri. Nelle repubbliche Ceca e Slovacca, sono state restituite ai vecchi aristocratici o ai loro eredi tutte le terre che le loro famiglie possedevano prima del 1918, sotto l’Impero austro-ungarico, espropriando gli occupanti e gettandone un certo numero nella miseria. Havel stesso ha ripreso possesso a titolo personale dei beni pubblici che erano appartenuti alla sua famiglia quarant’anni prima. Si è presentato come un uomo dedito a fare il bene degli altri, ma in realtà è riuscito a non far male a sé stesso. Ecco perché non riusciamo a nutrire alcuna stima per Vaclav Havel.
 
 
 Questo è un articolo di Micheal Parenti,apparso su Coordinamento Jugoslavia-Italia. Mostra chiaramente come i sinceri difensori delle libertà democratiche e sopratutto umane siano squallidi arrampicatori sociali,capitalisti nemici delle reali libertà popolari,squallidi mentecatti al servizio del colonialismo e imperialismo euroatlantista che hanno ridotto in miseria le fasce medio basse per favorire le vecchie troie della aristocrazia e delle reazione del capitale
Non stupisce vedere certi che si definiscono di sinistra manifestare cordoglio per questo ennesimo killer delle ragioni sociali,maggiordomo e burattino dei poteri economici di rapina mondiale,d’altronde è tipico dei democretini agitarsi per scemaggini colossali e filtrate dalla propaganda,(libia,venezuela,cina,biellorussia)parlando a vanvera dei diritti umani e poi battere le mani davanti agli affossatori del sistema collettivista,del bene pubblico e comune,che hanno causato miseria in modo ancor maggiore rispetto a un Kim Jong II. Però troverete questi figli/nipoti dementi dei dementissimi hippy a piangere i loro dissidenti a busta paga cia e amici.
 
Quindi a Natale dopo la bella mangiata e bevuta,pensateci:quanto siamo stronzi e ipocriti,noi e i nostri martiri

Bordelli culturali e crisi di lisa simpson

14 Dic

Uno dei pilastri dell’Ipocrisia Istituzionalizzata è il seguente:nelle democrazie liberali tu cittadino puoi sciegliere,pensare,agire,in modo autonomo rispetto al tuo Stato. Tanto che sia nei confronti dei paesi del socialismo reale,che in quelli attuali nazionalisti,popolari,talora religiosi ,si tende a mostrare come essi siano del tutto incapaci di Pensare e Scegliere il loro “stile di vita”,rispetto a quei figaccioni che sono gli occidentali.
Sarebbe divertente riflettere su questi due elementi:scelta e pensiero.Quando il nostro pensiero è stato critico?Lo abbiamo condiviso ed abbiamo ottenuto qualche risultato soddisfacente?Attenzione!Non dico un pensiero conformista alle prese con la classica indignazione sociale ben voluta dal nostro sistema,ma un vero atto sovversivo di reale critica alla dittatura del libero mercato,alle falsificazioni di ideali,valori,concetti ribaltati secondo la convenienza del momento.E sopratutto quando hai scelto?Anche in questo caso non vuol dire scegliere la merce,intesa sia come prodotto fisico e anche come culturale,esposta nel supermercato della roba e delle idee.No,una scelta altra rispetto alla convenzione e fino a che punto è stata vissuta?
Una pubblicità di una nota marca di macchine,la mena con l’inno alle scelte ribelli e anticonformiste,con una spruzzatina di “riprendiamoci la nostra vita e il nostro tempo”,che sarebbe come un aguzzino nazista che dicesse a un condannto alle camere a gas:riprendi a sperare e a vivere.Non c’è spazio di dissidenza politica o culturale viva,perchè anche questo spazio è stato riempito da concetti innocui,svuotato da istanze rivoluzionarie e riempite di miti e azioni simboliche e ribellistiche.La guerra non è solo contro la classe politica e quindi contro i Partiti,la loro capacità di organizzare e disciplinare uno stato e una società.No,la lotta del capitale si spinge -naturalmente direi- anche a distruggere quella serie di ostacoli che potrebbero frenarne l’azione di “blobbamento”cioè ingoiare e far sparire ogni forma di pensiero critico,senso della critica e autocritica,desiderio di apprendere e capacità di discussione.
Per questo capita spesso di leggere feroci critiche contro non specificati intellettuali,mentre si esalta l’aspetto peggiore delle masse amorfe,cioè una solida ignoranza tamarra che si infastidisce per ogni occasione di conoscenza ulteriore rispetto a quello che in un certo modo consola e rincuora. Strano che l’occidente sempre pronto a portare la civiltà nei paesi esteri,non sia capace di insegnarla ai suoi cittadini.
Certo questa operazione che agli ingenui potrebbe sembrare una rivincita del pensiero popolare e delle sue istanze contro un mondo borghese ,ingessato,snob,ha bisogno di aiuto da parte degli intellettuali stessi.Non tutti,ma di quelli che il sistema potrebbe usare per il loro appeal e a seconda del pubblico e dei clienti di riferimento. Perchè se la volgarità intellettuale dei prodotti di massa è spicciola ed evidente,consolatoria perchè mantiene i tamarri come fenomeno sociale da baraccone,porelli mica lo comprendono questo,facendo in modo che naufragando nella loro ignoranza,(non grammaticale ,di lessico,ortografica,ma sociale ),si sentano beati e non rompano i coglioni,vi è anche una sorta di ignoranza vestita a festa da donare a quelli che sono gli intellettuali percepiti.Anzi che si autopercepiscono in quel modo. Basta un Saviano,e subito Israele ci potrà sembrare un paese meraviglioso,un Travaglio e la guerra in Ossetia sembrerà cominciata dai Russi. Il danno qui è gravissimo perchè colpiamo e plasmiamo quelle menti che avrebbero i mezzi per agire concretamente contro la fabbrica del conformismo e del “falsoreale”-cioè quella particolare forma di controllo popolare che usa elementi di realtà nel falso,il cormorano della prima guerra in Iraq è un esempio perfetto-tutto questo colpisce anche la capacità di scegliere. Tanto che va di moda ,in campo culturale,di unire alto e basso alla cazzo di cane,di dare il patentino di filoso a tutti-anche a Califano- di usare il termine cultura sia per Tolstoj che per il videogioco della play,che per il film di serie b che per un film di Fellini.
Non riconoscendo che essa non è la figlia dei tempi,ma la parte che ha resistito alle mode e al tempo.Noi non possiamo parlare della nostra cultura perchè ancora in costruzione o demolizione,quando diventerà una tradizione capace di superare i suoi ostacoli naturali,si potrà comprendere cosa è culturale e cosa no.
Sopratutto non è un concetto legato al nostro gusto,più una certa abilità a motivare ragioni del tutto istintive e irrazionali.Perchè c’è sempre bisogno di una lunga preparazione,senza ombra di dubbio legata alle nostre capacità,questo ci porta a dire che è naturale la divisione tra Maestri e Allievi. Ci sono cattivi maestri e pessimi allievi,come brillanti allievi nelle mani di mediocri maestri,o bravissimi maestri sprecati in classi di allievi presuntuosi e impreparati.Nondimeno questa è la natura delle cose. Dobbiamo sforzarci di imparare,applicarci nell’arte della curiosità intellettuale
Non è cosa che fa :figo,meglio l’ennesima imitazione del burino di “Sacco Bello”,certo.Però le cose che fanno figo,dopo un po’ mettono imbarazzo forte a chi li riteneva tali,se normodotato ovviamente.
Qui entra in campo la scelta:che deve riguardare l’evoluzione del proprio pensiero.
Fa figo unire Bergman a un Polselli di passaggio,fa tanto intellettuale moderno no?Tuttavia quale è la scelta in questo caso?Non esiste.Trattasi di paraculata anche facilona.Perchè gran parte dei sostenitori dell’ignoranza da reality è in sostanza gente che ha buone capcità intellettuali,ma le disperde per stare nella massa:amorfa,reazionaria,oscurantista.
Anzi,una scelta si è fatta:quella della comodità.Che a ben vedere non è affatto tale,perchè è proprio quella tracciata sin dall’inizio dal sistema.
Distrutto il senso critico,essendo rimasto solo l’opinionismo selvaggio,perchè cercare la verità?Perchè avere valori,cultura,pensiero socio politico?
L’appiattimento non è solo dovuto all’uso della tv,perchè certa gente richiama a sè le castronerie della televisione spazzatura o il morboso desiderio di morte e violenza dei casi di cronaca nera.
Trattasi ormai di una metastasi dell’individuo che decide di recarsi nei bordelli culturali e di prendersi allegramente la sifilide.Fa figo.

Io invece mi sento come lisa simpson.Lincapacità di poter sostenere una guerra contro questa deriva,pur avendo i mezzi.Che non sono nulla quando non hai il controllo della produzione in serie dei concetti di servilismo e ridicolismo culturale e politico.
Si resiste,non posso fare altro.