la mentalità

13 Giu

Giorno dopo giorno, parola dopo parola, si costruisce una mentalità. Una volta che diventa abitudine, una volta che il ripetere un concetto è atto d’inerzia intellettuale, è difficilissimo spiegare alla gente – non parlo di persone- che stanno dicendo e facendo un sacco di cazzate. Perché vi è la normalizzazione di un pensiero, di un atto, e quindi viene ritenuto normale un certo modo di porsi.

Oggi capita di stupirci per certe cose che leggiamo o vediamo, capita a quelli che sanno usare la lucidità necessaria per distanziare l’istinto dalla ragione, ma tutto questo non è un prodotto originale, di questi tempi. No.

Negli anni 90, attraverso una campagna martellanti di televisione e giornali, si è costruita la base su cui edificare un modo di pensare e vivere rozzamente reazionario. Le parole diventavano sempre più offensive, aggressive, l’altro non è uno specchio ne quale riflettiamo noi stessi, non è neppure un individuo con cui dialogare, anche vivacemente, ma cercando di esporre pensieri e soluzioni non tanto ad effetto, quanto efficaci. L’altro è il nemico, l’altro non è umano come noi.

L’aggressività verbale è da sempre un buon mezzo per soffocare l’altri intervento, buttar tutto in caciara, propagandare la falsa soluzione del momento, rispetto a una più articolata. Questo tipo di agire serve anche per nascondere la sostanziale vigliaccheria dei reazionari.

Facciamo un passo indietro, o meglio, torniamo ad analizzare quello che è capitato negli anni 90. In realtà, azzardo, questo modo di fare è la deriva grottesca e rumorosa dell’arroganza craxiana. La sua risposta ai fischi contro Berlinguer è un meraviglioso gioco di attacco personale, fatto passare per attacco alle idee e non all’uomo. Ben sapendo che in politica uomo e idee spesso sono la stessa cosa.

In quel contesto veniva fatto passare l’idea che l’ospite può e deve esser umiliato, se necessario. O per il gusto, il sollazzo, della ferocia, della plebe. In quel caso i poveri craxiani, non scrivo “socialisti” per rispetto ad Andrea Costa, Nenni,e così via.

L’effetto devastante è stato che si è perso ogni controllo, confuso, dagli imbecilli, come ipocrisia. Nel senso che ogni frustrato, ogni persona non risolta, incapace di vivere decentemente, si è trovata giustificata a palesare la sua idiozia politica, umana, etica,e non vergognarsene minimamente. Anzi, costoro spesso sono quelli che abusano di “vergooooooognaaaaaaaaaa”, ma appunto: non conoscono vergogna.

L’idea che esser sinceri significhi dar sfogo solo agli istinti più beceri, demolire gli altri e il loro pensiero, in particolare se portatore o difensore di umanità e progresso. Meglio la coperta di linus e il dito non la luna, che ci mostrano come nemici quei fratelli e quelle sorelle che scappano da guerre volute e fatte da noi, parlare di ruspe per i zingari e lasciare che le mafie occupino l’economia locale, il tutto alzando sempre l’asta della cretineria verbale e di pensiero. Non si combatte un governo o una classe corrotta, autoreferenziale, portatrice di leggi sbagliate e anti popolari, spostando il tutto a una guerra contro minoranze, diversi, altri popoli. Capirai è come se ti invitassi alla guerra e tu mi dici che se schiacciamo tante zanzare, è fatta. Ok, le zanzare rompono i coglioni, ma forse quella potenza che ci sta sparando addosso è un problema più grande

Avviso per uno o due lettori: codesta parte è un paradosso, una metafora, non è reale. Lo so perchè vi attaccherete a questo. Ciao belle gioie.

D’altronde viviamo in un paese dove alcuni tifosi trovano normale cantare inni allo stupro contro disabili, bambini, e così via. Un paese che sminuisce, giustifica, un paese che ancora campa sul ” chissà che ha fatto o detto” per meritarsi la violenza. Perché il processo di disumanizzazione è ormai giunto a un livello profondo. Per riuscirci dovevamo santificare l’ignoranza vista come voce potente e non criticabile del popolo. La voce del popolo, voce di dio. Popolo che può far la voce grossa, mentre il capitalismo gli smantella i diritti e lo fa lavorare in condizione precarie ed assurde, ma esso è così orgoglioso della sua voce e delle sue gesta, che non si accorge di esser fregato. Non per colpa di quelli che pensa lui, ma dal Capitalismo, dal dio mercato, da politiche a salvaguardia di pochissimi e contro il resto.

La mentalità aggressiva-offensiva-reazionaria, trucca le carte facendo passar il tutto come una nobile manifestazione di sentimenti reali, popolari, scorretti e non buonisti per cui ipocriti. Gran parte di questi si professano anche cattolici e liberali, ma è chiaro che non sappiano cosa significhi esser quantomeno buon cristiani: la carità, la compassione, la pietà, dove stanno? No, in realtà i reazionari di tutte le classi, sessi, religioni ,vanno etichettati sotto una sola voce: impauriti. Poi repressi, frustrati, vigliacchi,ma sono gli effetti devastanti di vivere quotidianamente la paura.

Paure anche immotivate perché costa troppo chiedersi dove abbiamo sbagliato, dove manchiamo. Non ho una fidanzata? Le donne sono tutte troie che badano a chi ha soldi. Tranne mamà, e quella no! Non ho il lavoro perché c’è questo e quelo che vengono da fuori, ma mai che si domandi su quanto abbiamo concesso ai padroni e sul ruolo del libero mercato, delle multinazionali che comprano, del capitalismo che si rinnova e lascia indietro pezzi pleonastici per l’attuale politica economica. Mi improvviso imprenditore, faccio il furbo? Cazzo lo  Stato mi frega!

L’ossessione del benessere a tutti i costi da esibire, il ” mi salvo io e a fanculo tutto il resto” ci ha reso bestie mediocri, che per vivere hanno bisogno di nemici. Un po’ come quel popolo che in tutti i suoi film ci sbatte i tedeschi, russi, cinesi, arabi, giapponesi, cattivissimi e loro eroi del menare senza pensare.

Il nemico è la ragione di vita alla base di questa mentalità. La paura è una ragione. Paura della miseria. I migranti ci rammentano cosa eravamo e cosa non vogliamo più essere. Solo che questo tipo di vivere e agire, che nel tempo del craxismo e degli anni 90, pareva fico e vincente, si è mostrato per quello che è : roba da perdenti e sfigati. Non di quelli simpatici alla Charlie Brown, ma di quelli coglioni e squallidi. Ridete, osannate le ruspe, attaccatevi alla difesa di bigotte normalità, ma dietro il vostro mostrarvi sprezzanti e arroganti, si vede un ignorante allo sbando. Proprio perché date sfogo a un odio di serie z e perché dovete alzare la voce e le porcherie che dite.

Non vi par normale che una donna come la Cristoforetti possa esser il simbolo di una Italia che ci possa rendere orgogliosi, e non tanto perché sappia tante lingue o per la laurea, ma per il suo modo di porsi, per quello che rappresenta : cioè un’italiana non coinvolta in atti e discorsi retrogradi.  Un buon esempio. No, la donna deve fare e dire altro. Ora, non sono nemmeno un femminista ottuso che vede nella casalinga e in chi si occupa della famiglia una poveretta, dipende dalla felicità. E quella è roba talmente personale che non andrei a criticar troppo.

Per il resto io rimango dall’idea che il cambiamento possa anche partire dalle persone. Come? Debellando il populismo delle ruspe per ritrovare l’etica di chi si pone la questione morale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: