la cultura è un campo di battaglia

6 Set

Dovremmo fare attenzione a quei compagni fin troppo appassionati che vedono nella cultura solo un castello isolato dove vi abitano e vivacchiano ciarlatani della parola libera e del pensiero incasinato.Dovremmo riflettere sulle reali potenzialità del popolo e della sua formazione e funzione.Perchè spesso noto che per molti,anche ottimi,compagni passi l’idea che il Popolo si trovi già formato,un blocco di gente con idee chiare e che sappia curiosamente autodeterminarsi.Il popolo è materia grezza,facile a grandi gesti e splendide cazzate,il quale ha bisogno della disciplina e dell’intervento organizzativo del Partito per costruirsi,darsi un’identità,trovare obiettivi e scopi e saperli rendere realtà.Non dico che questa prassi debba durare in eterno,ma nelle prime fasi si.

Collaborazionisti si trovano in tutte le classi e in quelle meno avanzate pullulano per una ragione deve sopravvivere all’interno del regime liberale.Un regime che dona brioche e mille balocchi,ma nessuna garanzia concreta per l’affermazione delle classi meno abbienti.Le quali essendo prodotti  del proprio tempo, del modello di sviluppo,di gaudagno eccetera eccetera mutano e cambiano,ma non scompaiono affatto.Si tiene conto di un ragionamento fallace che vede la lotta di classe ormai inutile,dando spazio a vuoti esperimenti geopolitici modello risiko,ma all’interno di ogni stato vi è una contrapposizione-come all’esterno-tra dominatori e dominanti.E questo conflitto ,per quanto nullo e assopito da noi,è scontro e lotta di classe.La vittoria dei liberali e del loro imperialismo a fine anni 80 ha portato i popoli a una difensiva estenuante che si è trasformata in reazione assoluta.Questo è dovuto al fatto che sia venuta a mancare la funzione fondamentale dell’intellettuale.Cioè quella figura che fa da collante tra Partito e le sue avanguardie e le masse.Venuta a mancare per una serie di ragioni che hanno a che fare proprio con la lunga e dolorosa crisi dei partiti.Mentre le quinte colonne liberali all’interno stanno sabotando del tutto le organizzazioni popolari come sono partiti e sindacati.Nel primo caso è evidente che l’idea del togliere il finanziamento pubblico ai partiti serva solo per trasformarli in organi politici e decisionali per le grandi forze finanziarie e non solo.Ridotti come o peggio degli americani,della raccolta fondi,dove vince per forza il più ricco e le sue leggi.Il popolo gongola felice mentre lo portano al mattatoio.Non è solo colpa sua,ma proprio la mancanza assoluta di una formazione politica,partitica,che vada oltre al piano grillesco,a una falsa idea di sovranità popolare,mentre nei fatti si sostengono i leccaculo dei poteri forti internazionali e imperialisti.

Dovremmo cominciare una guerra culturale,si la parola chiave è questa :guerra.Noi che vorremo,o siamo,o aspiriamo,a essere i teorici del Partito dovremmo capire che siamo nè più nè meno che soldati..Non svenevoli o sognanti poeti,ma combattenti del pensiero e della parola.Non nel senso ridicolo,machista,ma in quello rivoluzionario,disciplinato e progressista.La nostra guerra è contro l’informazione padronale e capitalista,cioè tutta la stampa e la televisione occidentale.L’Informazione massificata per il popolo,quella che dal 1989 conosciamo assai bene,ma che in sostanza è così da secoli.Quando parlate di libera stampa,guardate a chi appartengono i giornali e quali interessi difendono,lo stesso valga per le tv.L’errore grossolano è di aver ritenuto il berlusconismo come episodio a sè,magari blaterando della libera stampa britannica e americana.In realtà la libertà di espressione popolare è come l’ora del giullare per la monarchia,lascia che si sfoghino e poi continuiamo a tartassarli.Su questo punto fondamentale per la propaganda del regime liberale deve nascere una lunghissima ed estenuante lotta,della quale noi vedremo solo i titoli di testa,ma è fondamentale.

Oggi infatti nonostante si avverti la debolezza dell’imperialismo è anche vero che esso non è affatto defunto o sul punto,anzi:sta bene.Avanza,necessario a livello estero dare sostegno ai paesi esteri,per quello che anche qui è un inizio.Non sempre incoraggiante.Il fronte anti imperialista è presente,ma non è nemmeno così organizzato e disciplinato,c’è confusione ,infiltrazioni,di tutto  e di più,ma ha anche una cosa che lo rende interessante:ha ragione.Il tempo eliminerà le scorie fascistelle travestite,i malati di protagonismo e grupettari esaltati.La rivoluzione russa aveva i suoi bucharin,kamenev,zinoviev.trockji,ma ha saputo dopo averli usati per lo scopo,eliminarli.Ora non abbiamo di questi avversari,ma gente più piccola..tempo al tempo.

La propaganda liberale funziona bene:terroristi i popoli occupati che si ribellano,le nazioni non piegate alla nostra politica da rapina a mano armata,quelli che all’interno si ribellano alle politiche liberali e liberiste. La gente crede ai dissidenti e ai burocrati pagati da noi,e chiaramente ogni voce in favore agli Assad è a opera di gente ottusa,anti democratica e bla bla bla.W gli ottusi e a fanculo voi pecoroni open mind.

C’è una grossa ignoranza che non viene mai condannata e criticata,si preferisce colpire quella dannosissima ,ma visibile della tv e di certo cinema che andrebbe eliminato certo,ma per sostituirli con cosa?Con Saviano e il cinema democretino?

La propaganda dell’informazione alimenta nel popolo la falsa idea di superiorità nei confronti degli altri popoli,minando la solidarietà internazionalista non pacifista,ma guerrigliera e rivoluzionaria.Stuporismo yankee-sionista e banalizzazione della bontà sono armi utili per dividere noi,dagli altri.L’impegno politico va bene in salsa rebelde e pacifista.Il militante frignone,lamentoso,ma non sul funzionamento e lo svelamento del regime,no!Su alcune prassi non “umane”.

La gente ti sa solo domandare e gli altri: ma cazzo pensa un po’ a te!L’autocritica che imponi a chi non segue il tuo pensiero ,perchè non la usi anche te?

Certo però che per ottenere dei risultati si deve agire a larga scala:culturale,economica,politica,militare anche.L’obiettivo è il superamento del secolare e pluricentenario dominio liberale di lingua angloamericana ,eurosionista.Noi dobbiamo trovare la strada per uscire dalle tombe,alle prossime generazioni ,figli dei nostri figli,forse il compito di distruggerlo questo sistema

 

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