Il nastro nero

28 Mar

Stiamo assistendo alla fine della democrazia parlamentare?Cioè quella forma di governo della nazione che offre al parlamento il ruolo di “creare” le leggi e all’esecutivo,cioè al governo,di metterle in atto?

Molto probabilmente ,però,il fine delle democrazie liberali è questo:traghettare la democrazia,verso il bonapartismo.Senza eccessivi spargimenti di sangue.Se non la rovina delle classi meno abbienti,alle quali si è già tolto l’identita classista.Negare che essa esista significa non doversi nemmeno porre il problema di come rendere meno difficoltosa la vita dei “proletari”.Quando il lavoro perde il suo peso e la sua importanza per la Nazione,chiaro che rimangono coinvolte e colpite quelle fasce produttive di basso/medio rango.

Il problema fortissimo è quella della divisione in classi e soggetti rivoluzionari e reazionari a priori.Idea che ci viene tramandata poichè la generazione di sconfitti e in modo pesante degli anni 70,si ricicla e pensa di poter dettare linee politiche e di lotta.Sempre facendo ricorso al movimentismo,al protezionismo classista,alla mentalità schematica.Non capendo che si possano trovare alleati anche in settori che non nascono rivoluzionari,proprio perchè essa non dipende affatto dal dna,ma la si costruisce attraverso la disciplina di partito e l’organizzazione dei lavoratori.Per non menzionare poi la fondamentale importanza dei settori dediti alla sicurezza e all’autoritarismo formativo.

L’operaio non è rivoluzionario,ma mira semplicemente e giustamente a non perdere il posto.Quando protesta non lo fa per una società socialista,ma per avere i soldi a fine mese.La sua formazione in qualcosa altro è dovuta alla forza delle avanguardie dei partiti e dei sindacati.Non possibile nella nostra epoca.

Quindi lo scontro in piazza tra operai e sbirri non è altro che uno scontro molto concreto su un problema spiccio:non voglio perdere il lavoro.Non c’è nulla che possa essere letta come trasformazione dell’esistente politico.Non lo chiedono,non lo chiederanno mai ora.

La crisi nel nostro sistema di regime liberale,gioca a favore dei Padroni del Vapore.Una cultura umanista e cattocomunista basata sulla rappresentazione della mera indignazione e con violenze su oggetti e cose non ha nulla di rivoluzionario,ma è esattamente quello che il regime ha messo da molto tempo in conto.Serve poi per scrivere minchiate sui terroristi che protestano contro quei santi di costruttori e affini.Il livello della minchiata è alta,ma la loro prosa piagnucolosa,di gente dabbene che teme e non vuole la violenza ,mentre ta la porta sotto forma di costruzione pleonastica,contratti farlocchi,diminuzione di spazio per fare politica,lasciata in mano alle carnevalate di pochi esagitati,alla fine convince il cittadino che il nemico non è chi deturpa la tua terra,ma quello che protesta.

In fin dei conti,nonostante io scriva spesso di crollo del regime colonialista liberaldemocratico,assistiamo come esso-seppure ferito-stia giocando alla grande le sue ultime carte.

L’America ha deciso di sfruttare le energie altrui,per non toccare le proprie.Ora però la lunghissima crisi politica-economica dello stato canaglia per eccellenza,(Israele non lo considero affatto uno stato,ma una colonia abusiva di criminali),sta mettendo in lieve indebolimento progressivo la terra delle finte libertà.Nondimeno loro hanno notato che nazioni giudicate terzo mondo,da un po’ di tempo a questa parte riescono a crescere.E a porsi come dialoganti e alla pari.

Scatta per questo la campagna umanitaria sui “diritti civili”,guarda caso sempre contro nazioni in cui il governo riesce a rendere competitiva la propia terra.Prima fase la costruzione del dissidente:figura mitica che colpisce tutti.Dai trockjisti ai democretini.Spesso donna,o anziano,o “grande intellettuale”,spesso figlio della buona borghesia.Parte qiindi il bombardamento sui gravi reati della nazione nemica:non esistono i tamponi interni,questo il grido disperato che lessi sull’Unità,che -da bravo giornale euroatlanstista-pubblicava una intervista alla ultra sputtanata Sanchez da Cuba.Non hanno le parabole o l’ipad.Ok.

Però sono anche capace di rompere i coglioni alla cina o alla libia dove queste cose c’erano.Dove la produzione rende migliore la vita di moltissime persone-chiaro che una fascia di disperati e per vari motivi ci sarà sempre,ma non generalizzata e di base come da noi-

e allora ecco che i capitalisti improvvisamente scoprono la vita dell’operaio,l’importanza dello sciopero,il diritto alla sicurezza.

Ipocriti di merda:ma perchè non date uno sguardo al vostro paese del cazzo?Vogliamo parlare dei morti sul posto di lavoro non per la Produzione e Sviluppo-fondamentali-della nazione,ma per arricchire gli Agnelli o Rockfeller?Vogliamo parlare di come lo sciopero da noi sia considerato come roba da fannulloni?Vogliamo ricordare di come questo governicchio abbia attaccato lo statuto dei lavoratori?Anzi,ricordiamo che tutta la merda precaria sia opera del centrosinistra prodiano,ripresa poi dai berlusconiani e ultimata da Monti.Vogliamo ricordare questo prima di fare gli operaisti con il culo degli operai esteri?A proposito di estero:vogliamo analizzare il nostro imperialismo economico e come lavorano gli operai dell’ex est comunista?

Poi chiaramente scattano :missioni di pace-con tanto di ascari che muoiono per difendere gli interessi americani-rivoluzioni colorate e manipolazione dell’informazione-dalla libia alla siria-il tutto però con la geniale trovata che noi siamo sempre buoni,che dalle altre parti è giusto abbattere il sistema politico vigente,che c’è il nostro,ma da noi no.Teniamocela la democrazia liberale,la vogliono anche i trockjisti eh?Teniamola.Non è possibile altro.

In realtà il socialismo reale è il miglior sistema di governo.Ha fatto benissimo al popolo e la sua fine ingloriosa dipende solo dalle quinte colonne,da una inerizia burocratica sempre legata alle quinte colonne e alla rivincita di paesi che durante la rivoluzione sovietica e la seconda guerra mondiale erano terreni fertilissimi di odio anti comunista.L’incomprensione dei fatti cecoslovacchi e ungheresi ha generato il resto.Err0ri anche sovietici,per carità

Nondimeno meglio la dittatura proletaria per opera del partito comunista,che le false e inutili libertà occidentali.Il comunismo che non è un fatto morale,ma una risposta scientifica alle disgrazie capitaliste è prima di tutto controllo dei mezzi di produzione e poi di informazione.Come i regimi liberali?Si,e allora vedete che vi troverete bene pure voi liberalacci vostra!

 Il piano politico è chiaramente quello del dominio della classe legata alla monarchia capitalista.Questo vuol dire che pure nella classe dominante e tra capitalisti potrà aprirsi una crisi “classista”,tra i grandi poteri  organizzati e i piccoli proprietari.Al fine di rendere sempre meno dispersiva la concentrazione della ricchezza e del potere.Non vorrei trovare comunisti spontaneisti che non si pongano questo pensiero e che mettano i vari tipi di capitalismo in un unico calderone.Noi siamo anti capitalisti e per il controllo del mercato da parte del socialismo.Non ci commuoviamo quindi per questa lotta interna al capitale ,tuttavia non può essere ignorata.

La sinistra ha il ruolo morale della vecchia zia lamentona,non nascerà nulla dagli operai sul tetto o barricati nell’autoesclusionismo che alimenta semmai il paternalismo parternalista.Così come dagli scontri in piazza slegati dalla presenza forte di un partito popolare e di massa.Gli illusi degli anni 70 vi diranno il contrario,ma sono vecchi.Meritano rispetto,ma nemmeno troppo sforzo di comprensione.

La classe da sola perde.Mettere solo una di essa in cima alla scala rivoluzionaria vuol dire votarsi alla sconfitta totale qualora essa non sia in grado di vincere una guerra più ampia e vasta che fare dello spontaneismo guerresco e fracassone.Oltretutto oggi le stesse classe proletarie sono divise.Non ci sono fabbriche che lottano per un’altra che chiude.E gli operai si muovono solo quando si avvicina la fine.Non è colpa loro.Manca un partito e un sindacato rivoluzionario.O meglio ce ne sono molti che si reputano tali,ma sono approssimativi,posticci,incapaci di coinvolgere le masse.

Questo non vuol dire abbandonarsi totalmente e non vedere quello che di buono i movimenti potrebbero darci.Assolutamente,ma piantatela vecchiacci cari di vedere rivoluzioni in ogni piazza.Piantatela.

 

La politica è fatta dai partiti.I partiti sono fatti dai militanti.Uno stato dove i partiti contino effettivamente è uno stato organizzato.

Nel regime liberale lo stato serve solo per arricchire il ricco,come lo si nota fin dal suo debutto.Lo stato è un mezzo per le classi dominanti.Per questo il partito deve essere leggero,semplice,un contenitore di tutto e niente.Il pluralismo serve a questo.Hai molto che poi è la stessa minestra detta in altri modi,ma non hai nulla.Non c’è una linea,una disciplina,Hai molti nemici e non sai chi sia il vero colpevole  e tantissimi collaborazionisti.Non si è mai voluto ,nei regimi liberali  e delle libertà,che le classi meno abbienti possano organizzarsi.Perchè?Perchè poi le monarchie capitaliste proveranno sulla loro testa il taglio di capelli della regina maria antonietta.Un bel taglio eh?

Perchè temono la violenza?Perchè sanno che l’hanno sempre usata contro di noi.Sempre.

La classe deve abbandonare ogni tipo di protezionismo singolo e riunire i lavoratori meno abbienti:operai,manovali,piccoli bottegai e così via.Mettere in testa l’interesse del lavoratore unito fortemente a un sano nazionalismo progressista.Classe e nazione.

Lo dice anche Clooney:stalinism,what else?

 

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