le catene dell’anticomunismo,la manipolazione statale delle rivolte,le teste calde

1 Mar

Non credo che il comunismo abbia mai sviluppato del tutto il suo potenziale qui a ovest.In particolare per due situazioni legate al contesto economico e culturale della nostra parte di mondo-euroatlantista-:il liberalismo e la religione,in particolare quella cattolica.

Con questo sarebbe sbagliato pensare che esso non si sia mai manifestato,o che fosse una semplice reazione anticapitalista.Tuttavia per una serie di eventi storici,rapporti di forza non favorevoli,la potenzialità comunista è rimasta ingabbiata nel liberalismo di sinistra e in una certa difesa ad oltranza del martire di turno,non solo come strumento di propaganda ma sopratutto come emblema della purezza,del candore,dell’innocenza sacrificata contro i meschini e bruti dell’altro fronte.

 

Quindi ,proprio perchè vittima dei rapporti di forza,si è scelta da una parte il parlamentarismo e l’amministrazione come uniche fonti di fare e intendere la politica,dall’altra lo spontaneismo dannoso.

Si prende dalla tradizione -ipocrita- che è anche insita in parte nel liberalismo,il discorso dirittocivilista,la testimonianza con toni da sceneggiati della rai anni 60,la difesa ad oltranza della democrazia liberaldemocratica e le sue innumerevoli contraddizioni.Basate su un migliorismo spicciolo e paternalista in favore delle classi meno abbienti.Oppure ci si incatena alla mera amministrazione del locale.Capito no?

 

Non so quali delle due linee di azione mi diano più fastidio:lo spontaneismo!Olè,nemmeno due secondi ed ho già risposto.

Perchè si presta da sempre a:infiltrazioni,manipolazioni,simbolismo facilone,vittimismo per nascondere la mancata capacità di organizzare e disciplinare le lotte.

Nel nostro occidente così assistiamo a un ripetere certi schemi già ben accetti dal regime liberale:testimonianza,indignazione,protesta rumorosa facile alla manipolazione.Grandi speranze poste nelle masse senza avanguardie a guidarle,che tanto il popolo fa da sè.E così facendo perde la vista e non vede che la strada rivoluzionaria è altra.

Nondimeno esistono le idee e alcune seppure rappresentate malissimo sono sacrosante.Proprio per questo in questo tipo di stato che rappresenta una classe dominante  e dominatrice che non considero democratica e insostituibile ,penso di sentirmi più o meno vicino,con molti distinguo,alle masse che protestano e si indignano.Alcuni dei loro temi sono importanti,in questo contesto e con questa democrazia.

Tuttavia non mi piace la figura del martire,del santo da beatificare in brutte canzoni o da portare come santino alle manifestazioni.Alcuni passaggi estremamente delicati e facilissimi da mutare attraverso il servilismo assoluto della stampa-la quale è di proprietà del Sistema che domina la scena economica e politica in un certo contesto storico-e l’interventismo statale non dovrebbero essere posti ad uso e conusmo di teste calde e affini,ma legate a trattative dei Partiti e Organizzazioni preposte al compito preciso di trattare per una soluzione che non getti al vento il lavoro e l’impegno popolare e di chi protesta,ma anche che non dia spazio a un certo avventurismo poco fruttuoso.

Non voglio santi della rivoluzione da piangere e ricordare,detesto la collezione di santini e di lacrime.Mi piacciono i compagni vivi e sani,quindi siate pure codardi-nell’ottica delle teste calde -ma tenetevela la vostra vita.

Però non è che i compagni siano una massa di masochisti che vadano a cercare di perdere la vita o rischiar di perderla per godimento personale.

Nello scontro si muovono sempre due forze in lotta,ricordiamolo.Useranno per avere l’egemonia tutte le armi a loro disposizione.Quindi anche da parte dello stato non dovrebbe stupire più nessuno che si usi certi metodi poco ortodossi per costruire a tavolino :incidente e reazione.Per poi infangare le giuste istanze,criminalizzare,condannare,sopratutto far uscire di scena l’importanza della protesta e puntare solo sulle scaramucce tra violenti.

Da noi non si è mai posto il punto vero  e centrale che è alla base del comunismo :il controllo dei mezzi di produzione,il controllo dello stato.Questi due basilari pilastri del comunismo non solo hanno trovato l’attacco delle destre e del capitalismo,ma anche delle cosidette sinistre extraparlamentari.Non riconoscendo-alcune di esse- l’importanza fondamentale del dominio e del potere,ma rinnegandoli hanno aperto la strada a un modo del tutto errato di ritenersi comunisti.

Si è quindi scelta la difesa della democrazia,dei diritti civili,delle minoranze sessuali e non solo.Tutte cose che qualsiasi ipocrita riccastro ammmeregggano potrebbe accettare facendo una cena in difesa di questo o quell’altro.

La società e quindi l’uomo non sono cose avvulse  e slegate dal potere di un sistema politico e sopratutto dello Stato.

L’unico mezzo che assicura al comunismo di prosperare è proprio Lo Stato.Stalin e altri lo avevano genialmente compreso.

Il resto è una storia romantica,appassionante,affascinante,ma destinata a non compromettere nulla.Se non ad intaccare parti che il sistema stesso reputa ormai superate e da sacrificare al progresso-il quale non è detto che sia sempre di sinistra e reale progresso eh?-poi si passano decenni a vantarsi di due referendum vinti,mentre la classe lavoratrice e i popoli vengono sacrificati al capitalismo.

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3 Risposte to “le catene dell’anticomunismo,la manipolazione statale delle rivolte,le teste calde”

  1. manmanbrijit marzo 1, 2012 a 2:45 pm #

    eh sì, la religione è il primo nemico del comunismo, perchè è l’unica ideologia che gli si sia mai opposta realmente, perchè è l’unica davvero a favore dell’uomo e della sua evoluzione, al di là delle solite chiacchiere perbeniste e filodemocratiche. e ti dò anche ragione del fatto che il nostro vecchio continente non è pronto nè lo è mai stato seriamente per questo grande passo, un passo che appare purtroppo sempre più improbabile e fantascientifico vista la volontà di riscatto pressochè nulla della gente comune che ci circonda. e dico “vecchio” continente non come tributo al suo storico pseudonimo, ma in riferimento alla mentalità codina e destronza radicata nelle radici dell’europa, al di là delle posizioni progressiste di facciata… francamente non so che farmene dei tanto osannati governi scandinavi, visto che se la passano meglio degli altri principalmente per il fatto che amministrano degli stati abitati sì e no da quattro gatti.
    a proposito del discorso che facevi sui martiri, è stato pubblicato un bel libro laico sulla figura di padre pino puglisi e sul tema della legalità che si intitola “se ognuno di noi…”, che introduce un interessante discorso proprio riguardo all’esaltazione e la santificazione dell’eroe come un processo di allontanamento dalla massa, che fa sì che l’uomo comune si senta inadeguato al raggiungimento di certi obbiettivi a cui dovrebbe invece aspirare come appunto la lotta alla criminalità. per non parlare del fatto che gli eroi di cui si parla nei media asserviti al sistema sono spesso eroi di carta, come diceva anche dal lago, mentre altri, come puglisi appunto, erano dei semplici uomini comuni come tutti noi, ma questo non lo si dice, forse per paura che anche a noi venga voglia di ribellarci alla passività in cui vorrebbero cullarci.
    e a noi piacciono gli uomini comuni, quelli che urlano poco e fanno molto: le chiacchiere, una delle poche cose sensate che dice sempre mio padre, fanno i pidocchi. siamo stanchi di sentir parlare di queste tanto declamate libertà che non abbiamo, perchè l’unica cosa che possiamo scegliere di fare è abitare questo mondo che ci vede come dei bancomat che devono continuamente spendere per accumulare, o darci all’eremitaggio e all’ascetismo isolandoci da tutto e tutti come facevao gli stiliti. io voglio una via di mezzo, in cui avere il diritto di trovare un lavoro senza dovermi prostituire (e non parlo solo di prostituzione fisica, ma soprattutto morale), in cui avere il diritto di non essere bombardata da beni di consumo inutili e scadenti che detrminino il mio status sociale, in cui avere il diritto di progettare un futuro a lungo termine, in cui non dovermi sentire isolata se dico cose intelligenti. queste sinistre farlocche e filoconservatrici, che passano il tempo a raccogliere le briciole di quello che avanza alle destre (vedi il controllo della Kultura), hanno fallito laddove il comunismo avrebbe potuto fare molto meglio. insomma, concludo il discorso con la solita frase che ci è congeniale: ha da tornà baffò.

    • viga1976 marzo 1, 2012 a 3:49 pm #

      ah,che bello!Questi tuoi commenti rendono il nuovo malgoverno degno di essere letto.Come ai bei tempi di splinder-una oscura manovra anticomunista ha messo fine alla nostra corrispondenza degna dei migliori saggi politici!
      Bentornata e verrò sicuramente a vedere il tuo nuovo blog!^_^

      ps:si è fashion il nuovo malgoverno,perchè il baffone era styloso nella sua divisa no?

  2. manmanbrijit marzo 1, 2012 a 2:47 pm #

    p.s. approfitto per renderti noto il mio nuovo blog, che temo aggiornerò raramente come il precedente…
    a proposito: la grafica che hai scelto è molto carina, ma calzerebbe meglio ad un fashion blog che a malgoverno ahahah 😀

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