MENELIK OVVERO LA STORIA NON INSEGNA NULLA

28 Nov

Uno dei pilastri del razzismo liberaldemocratico è senza ombra di dubbio il ritenere le culture e quindi i popoli occidentali superiori alle altre popolazioni,perchè gli occidentali son civili.
Non siamo barbari sanguinari,giudichiamo nei tribunali dove la legge è uguale per tutti,diamo la difesa e la possibilità di riscatto.E vabbè..Le classiche stronzate che ci piace reputare reali.Nondimeno la nostra grande forza ,la potenza alla base del successo pieno o in parte dele nostre azioni risale in una delle nostre maggiori doti: ‘ipocrisia istituzionalizzata. Cioè quella formula magica che ci lascia compiere rapine di risorse,tesori,ricchezze altrui,di massacrarne le popolazioni e schiavizzarle,ma poi anche di regalare a loro le nostre missioni religiose con relativi ospedali e scuole,e pensate un po’in regalo anche Dio.Oppure enti benefiche,solidarietà economica,il tutto utilizzando volti noti che con voce rotta ci ricordano quanto siano straccioni i porelli africani e degli altri continenti.
Questa la forza nostra,il punto su cui si basano secoli di infamie da far schifo e senso all’Infamia stessa. Anche quando pare impossibile trovare scusanti,ecco la madre di tutte le scuse :portiamo a loro la civiltà.Dimenticando che Cina e popoli Arabi ne avevano davvero molta in secoli passati e non sono quelle masse di ‘gnùrant che ci piace pensare.
Esempio?Chi conosce o ha mai sentito nominare le gesta di Teodoro II,Johaness,e sopratutto:Menelik.
Dobbiamo tornare indietro durante il periodo del colonialismo italiano in Africa.Tra avventurieri come il conte Antonelli,uno spiantato che a Roma aveva combinato troppi casini per la sua vita libertina e in Africa si lancia in inizaitive commerciali e altro.Talora ciatrone,talora illuminato.E poi la storia dei nostri soldati e generali,taluni assai veloci di mani e anche nel dare la morte agli indigeni.Non da meno le scelleratezze figlie della megalomania di Francesco Crispi.In Italia padre e padrone nemico di ogni ribellione proletaria,(storica la repressione dei fasci siciliani,allorquando fece distruggere dalla polizia la protesta contadina),sostenitore assoluto del colonialismo e responsabile politico della disfatta di Adua.
Come a livello militare fu responsabile tra gli altri Baratieri.
Torniamo a Menelik,egli da sempre affascinato dalla cultura europea era un fedele collaboratore degli italiani.Tanto da fare sempre quello che i patti con gli stranieri stabilivano.Quindi quale problema?Eh,cari miei:la furbizia italiota.Mai sentito nominare questa peste eterna e dannosa?Il vezzo da esterpare anche con la massima forza e ferocia dalle teste di cazzo italiche.Quindi ritenendoci superiori,furbi e tante altre belle cose il trattato di Ucciallai venne trasformato anche tramite l’art 17 in un’arma a favore dell’Italia e del suo espansionismo.Questo becero tradimento,questa politica tiramolla che tanto quelli son un gruppo di negracci,la volgarità mentale della classe politica e la forza scema di quelle militari:scoppia Adua.
Dovremmo ricordarla e tante volte:la bestialità è stata sconfitta dalla civiltà.Le bestie siamo noi italiani.Chiaro.Perchè dico civili agli etiopi?Perchè seppure durante la battaglia abbiano anche loro massacrato il nemico,(fate attenzione all’altro punto forte delle democrazie liberali:l’attacco altrui è sempre bestiale quando noi perdiamo,le violenze nostre invece sono grandi operazioni militari),una volta che i militari italiani ridotti la solita armata di Alberto Sordi frignoni e spersi alla cazzo di cane,son fatti prigionieri è data disposizione che nessuno facesse male a loro,anzi:ampie testimonianze su come molti africani dessero quel poco che avevano a disposizione agli italiani affinchè non patissero fame e sofferenze.Trattati come fratelli in quel momento deboli,e -lezione di grandissima tolleranza- quindi da proteggere.Nemici quando erano in battaglia e quindi giustamente da schiacciare,ma poi nessuna vendetta.Nemmeno quando un sergente italiano in cerca di cibo arrivando nella capanna di una famiglia locale vede piangere della gente.Alla domanda cosa sia successo,l’anziana donna risponde che son in lutto per la morte di due figli e un fratello uccisi dagli italiani.Il nostro connazionale fa per andarsene perchè teme rappresaglie,l’anziana gli offre del cibo e coperte .Così’ semplicemente.Non solo Menelik stesso invita spesso gli italiani alla tavola imperiale e suscita anche del malumore tra i suoi perchè offre il vitto migliore ai prigionieri.Gli italiani che fanno?Alcuni si comportano bene,altri:si fanno passare per medici perchè scoprono che con essi gli etiopi sono generosi,ma improvvisandosi portano morti e gravi danni,rubano il cibo,trafficano e sopratutto usano violenza sulla popolazione.Perchè scambiano la tolleranza con mollezza e allora ‘nnamo che semo superiori a sti fracciconi ,li devi corcà li mortacci loro!Arrivando a un finale assai bizzarro dove uno di questi alti graduati fatti prigionieri,trattati benissimo,in cambio da parte del prigioniero di violenze di ogni tipo,dicevo si arriva al villaggio che saluta sifatto ospite con tutti gli onori.Il patetico italiota allora si commuove e giù quintali di svenevole retorica.
Cosa ci insegna Adua?All’inizio è alla base di sollevazioni popolari e riscossa tardiva della solita sinistra italiana,(non dimentichiamo che Turatti era assai moderato su questo tema e qualche socialista parlava di “colonialismo progressista”; che poi è alla base del razzismo in guanti bianchi dell’attuale sinistra quella che vedeva nei banditi di Bengasi e della Cirenaica,i rivoluzionari.),quindi la fine di Crispi.Poi processi farsa dove i responsabili militari vengono prosciolti da ogni accusa,e la solita schifosa,deprecabile,esecrabile retorica di bassissima lega dove la sconfitta e disfatta vengono viste come ingiuste e da vendicare.Vittimismo feroce,altra prerogativa locale.

Queste sono le basi della nostra nazione e in diverse situazioni anche di altre.
Gli incivili rispettavano i loro prigionieri,quanto rispetto avete visto da parte delle truppe americane e israeliane nei confronti dei prigionieri delle file nemiche?
Per questo quando vi è possibile cercate di documentarvi su Menelik e su altri eroi della resistenza popolare.Vi consiglio i libri di Angelo Del Boca,e sopratutto vi consiglio di soffermarvi su questo semplice pensiero:ma prima e dopo Adua,tra le forze colonlialiste nostrane c’erano camicie nere?Solo il fascismo ha colonizzato e massacrato?Oppure l’inizio è dovuto a un parlamento certamente che doveva rendere conto al re,ma figlio di una presupposta rivoluzione liberale?

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4 Risposte to “MENELIK OVVERO LA STORIA NON INSEGNA NULLA”

  1. akio novembre 28, 2011 a 5:38 pm #

    mio nonno me ne parlò. tu calcola che lui fece costetto (non c’erno alternative per un padre di famiglia) la guerra in spagna al fianco dei franchisti! e si beccò un pallottolone di rame in corpo. intorno ai 50 anni scoprì di soffrire d’ulcera ma non era ulcera. aprirono e trovarono un altro pallottolone. ci si fece un portachiavi. ogni volta che sento parlare di menelik penso a nonno dunque mi hai fatto pure uscire la lacrimuccia.
    ps. ti confermo che nessuno farà mai una fiction su di lui.

    • davide novembre 28, 2011 a 6:03 pm #

      d’altronde ad Adua,i soldati mandati a morire erano tutti contadini strappati alla loro terra e gettati a combattere in zone impervie,dopo giornate di marcia.Il classico disastro di coglioneria megalomane delle classi dirigenti italiane.

      Comprendo tuo nonno,uno di quelli costretti dal regime con balle e minacce a partecipare a guerre dalla parte sbagliata.Fortunato te che ti parlava di Menelik
      Eh,lo so!Per lui niente fiction,almeno che Fiorello Beppe ,detto Sua Retorica Opprimente ,non decida di pitturarsi di nero.

  2. ipitagorici novembre 30, 2011 a 8:45 am #

    Gran paese l’Etiopia, che forse è uno dei paesi africani con maggior cultura, storia, tradizioni, nonostante sia ormai una nazione allo stremo.

    Molto bello il negus di Kapuscinski, sempre per rimanere in quella parte del mondo.

    • viga1976 novembre 30, 2011 a 9:24 am #

      noi siamo di una presunzione clamorosa circa la storia degli altri paesi.Perchè siamo convinti di essere i depositari della miglior tradizione filosofica e politica.
      Ci sono invece grandissimi uomini e straordinarie storie da imparare che vengono da altri posti.
      Ho preso nota del libro sul negus,ora devo finire due libri poi lo cercherò!
      ciaooo

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